Da un paio di giorni cerco di abituarmi alla guida non proprio ortodossa dell’autista del bus. Operazione che mi sta riuscendo in (minima) parte, visto che ieri sera, dopo che mi ero chinata per raccogliere un libro cadutomi, stavo per rimettere anche l’anima. Vi aggiornerò se ci saranno progressi in merito!
Rimane comunque il fatto che in bus leggo molto: mi tiene compagnia un testo di David Grossman, A un cerbiatto somiglia il mio amore. Grossman è un autore di Gerusalemme, da sempre impegnato a favore di una risoluzione pacifica del conflitto palestinese ma, oltre a questo, lo adoro perché mi ha innamorata di Gerusalemme e di Israele. Il suo stile – e il suo modo di scrivere nel complesso – sono, parlando di autori moderni, tra i migliori che abbia mai visto. Grossman ha un amore per le parole, per le storie e per i suoi personaggi che trasformano ogni sua frase in un capolavoro e in un mondo a sé stante. Niente frasi eccessivamente lunghe, uso ridotto ma sapiente del dialogo (nel libro che sto leggendo quasi mai virgolettato), formidabile uso del presente storico, cosa che, a mio avviso, a molti risulta un poco pesante.
Di lui avevo letto, diversi anni fa, un romanzo, fonte del primo amore, Qualcuno con cui correre. Non lo ricordo perfettamente nonostante lo abbia amato, ma tema fondamentale del testo è la ricerca di ciò che è stato perduto. Pretesto per questa ricerca è l’inseguimento di un cane, affidato al protagonista dal proprietario di un negozio di animali. Il cane, che non possiede guinzaglio, comincia a correre per tutta Gerusalemme e il ragazzo dovrà cercare persone, storie vecchie e nuove per ritrovarlo. Un testo che consiglio, soprattutto per chi vuole fare un viaggio. Lo consiglio a chi vuole mettersi in ricerca di sé, ma anche a chi vuole sfruttare il periodo natalizio per scandagliare un aspetto della sua vita che gli sta a cuore.
Tanti dicono che sono i libri a scegliere noi, sono le loro storie a innamorarci e a riproporci un modello di bellezza recuperata o da recuperare, ma io affermo esattamente il contrario. A chiunque me lo chieda, ricordo che siamo noi – e soltanto noi – a scegliere le nostre letture. Se questo può sembrarvi scontato, ripensateci. I libri che io scelgo definiscono un percorso umano e – possibilmente – di ricerca che intendiamo fare. Non è “lo stesso” leggere l’ultimo di Moccia o di Fabio Volo o leggere Calvino, Grossman (per esempio), Margaret Mazzantini o Dacia Maraini. E non è neanche lo stesso che leggere la Allende, Saviano o Herta Muller.
Ricordo che, quando avevo tredici quattordici anni, leggevo un sacco di libri che raccontavano le storie di tossicodipendenti, prostitute, persone in qualche modo disastrate dalla vita. Questa tendenza a scegliere storie particolari e autori come Irvine Welsh si è chiaramente riflessa anche in seguito. Tuttora scelgo storie particolari, storie di vita, come scrivevo secoli orsono. Verso i diciotto anni, per esempio, ho letto diversi testi di letteratura omosessuale, in seguito all’accettazione della mia bisessualità. L’ultimo che ho letto, parlo a te, LM, il mio vecchietto, è Chiamami col tuo nome, romanzo perfetto per spiegare cosa significhi davvero fare coming out.
Questi libri, e ormai posso dirlo, mi hanno aiutata a sviluppare la mia sensibilità sul piano sociale, hanno tenuta viva – anche in un momento di forte crisi – una spiritualità personale. Lasciate perdere Dio e gli altri, mi riferisco alla nostra vita interiore, che può o meno prescindere dalla religione e dall’osservanza strettamente intesa. Infatti, una cosa che ci hanno ricordato a Bose, è un concetto valido universalmente: “se tu non ti riempi di silenzio, di vita interiore, saranno gli altri a riempirti, nel bene e nel male”. LM carissimo, per dirla con le parole di uno autorevole, gli altri sognan sé stessi e tu sogni di loro.
Vi stringo forte,
coccola5
Io trovo che i tuoi post siano sempre pieni di una grande sensibilità. Io non sono totalmente d'accordo su quello che dici: penso che libri e persone si scelgano a vicenda. Però, hai perfettamente ragione riguardo alla scelta di determinate tematiche in particolari periodi della nostra vita. In questo momento sono in "fissa" con tre tipologie di libri: le biografie su Sissi, i libri della Littizzetto e i libri a tematica erotico-sessuale. So che ad un primo sguardo sembrano non avere nulla in comune, ma io ci ho visto una certa somiglianza. Sissi, a modo suo, era davvero molto ironica circa la società che la circondava e, leggendo le sue poesie, si può notare con quanto acume descrivesse i vizi della gente del suo tempo. Un po' come la Littizzetto! Per i libri erotici stessa cosa: sto prediligendo libri a tematiche sessuali forti, sempre collegate a Sissi, che aveva un rapporto piuttosto problematico con la sua sessualità. Non si vede che adoro Sissi, la protagonista della mia tesi, vero?=)
RispondiEliminaL'ultimo libro che ho letto è stato il De Brevitate vitae di Seneca, per l'esame di latino. Mi ha colpito parecchio e mi ha cambiato profondamente la vita. Mi ha aiutata a capire che devo dedicarmi in primo luogo a me stessa, a cercare di accettare i miei limiti e le mie possibilità, per godermi appieno la vita. Ah, la saggezza degli antichi! =)
Un bacione grande
come negarlo, Tizy? Saggi gli antichi, e sfortunati noi che non abbiamo ereditato la loro sapienza!
RispondiEliminaIl tuo commento parla da sè, del resto. Io avevo letto alcuni passi misti di Seneca, purtroppo senza testo originale a fronte. C'è da dire che, se la filosofia era buona, non corrispondeva però alla sua vita reale. Ad ogni modo, sono dei buoni suggerimenti!
coccola5
"Non exiguum temporis habemus, sed multum perdidimus."
RispondiEliminaSì, gli antichi avevano questa capacità di guardare le cose in faccia, senza girarci troppo intorno :)
A parte ciò (e anche a parte quel "vecchietto" buttato lì, spero provocatoriamente), mi godo nuovamente il tuo modo di scrivere. Un post ampio, narrativo (anche se sarebbe potuto facilmente scadere in un semplice elenco da inventario) - e denso, come al solito. Fai grondare ogni parola di significato: hai una capacità di scrittura chiara, limpida eppure ricca, ricchissima.
Comunque, i libri cambiano la vita. La allargano, la riempiono, la moltiplicano.
E mi hai talmente stuzzicato, con 'sto post, che dovrò scrivertene uno di risposta :)
sei (o eri) un vecchietto perchè ti lamentavi sempre su Wordpress! Ma ora sei risorto come l'araba fenice su Iobloggo. Io decisamente non muoio dalla voglia di fare un altro trasloco, qui mi sto ambientando. E poi ho messo anche Gianna nel template!! ;)
RispondiEliminaAspetto la tua risposta, allora. :)
Ti abbraccio strettissimo, come sempre.
coccola5