sabato 26 settembre 2009
Selvatica
Vi dico questo perchè stasera, in ristorante, parlavo con B. ed E., miei amici e colleghi. “Eccola!”, ha esclamato E. in tono canzonatorio, “arriva la Scioltezza fatta persona!”. Il commento, lo ammetto, risponde perfettamente al vero. Forse sono stata scottata dall'esperienza lavorativa di giugno al McDonald's, sta di fatto che non riesco a fare battute come loro, mentre gli altri ragazzi nuovi sì.
La cosa non mi secca particolarmente, so che per aprirmi con le persone mi ci vuole molto tempo, ma B., e soprattutto E. premono molto, col risultato che adesso spiccico quasi solo lo stretto necessario. E. mi invita in discoteca, io accetto o no, e il sabato dopo siamo punto a capo. Mi sto molto legando ad E., temo sempre che gli possa succedere qualcosa, forse perchè la mia città, e la provincia soprattutto, non sono poi così gay friendly. B. mi ha detto che le aveva prese tempo fa, credo per una questione politica; la cosa mi ha atterrita.
Tornando a noi, anche M., il mio capo, mi ha fatto notare la stessa cosa. Ho chiarito subito che il problema non è di natura lavorativa, anzi, non potrei trovarmi meglio. Gli ho detto che sto avendo dei problemi fisici per il fatto che, senza volerlo, ho perso più di 4kg (e questo senza una ragione apparente), ma che per la mia “rigidità” non so proprio cosa fare.. Fra un po' passerà, lo so. Mi serve molto tempo.
Ho dovuto scrivere tutte queste cose; credo d'altra parte che se le avessi tenute dentro non riuscirei a dormire, quando chiuderò il portatile e cercherò il sonno. Tutte queste parole, tutte le novità mi fanno pensare molto. Mi servono tempo e carta, o per lo meno un blog, su cui annotarle. Mi serve tenere la mia kefiah bianca e nera al collo, farle prendere il mio odore, che adesso sa ancora di nuova. Mi serve per proteggermi. Da che cosa poi non lo so, ma.. devo attendere piano che tutto passi. E poi passerà.
coccola5
venerdì 25 settembre 2009
Pomeriggio
Comunque, mi sono trovata con F., una mia cara amica del Liceo, in città. Abbiamo fatto un bel giro: finalmente ho comprato la kefiah bianca e nera di cui vi parlavo un paio di giorni fa, ho preso un altro libro, che sono ansiosissima di cominciare (Il petalo cremisi e il bianco, Michael Faber, Einaudi Editore), ovviamente in contemporanea con Venuto al mondo della Mazzantini.
Io ed F. abbiamo parlato di vestiti, novità, università, una veloce domanda su possibili e/o improbabili fiancé (se qualcuno sapesse il plurale me lo scriva, please, non riesco a immaginarmelo! ^_^), genitori impossibili come i miei.. Ci siamo fatte un sacco di belle risate.
Mi sento cambiata in quest'ultimo periodo. Più serena, con il cuore finalmente a posto. So che le cose che prima erano andate, passatemi l'espressione, a farsi benedire, si aggiusteranno. Forse anche la crisi spirituale, lo spero tanto. Incontrare persone nuove mi ha fatta sentire viva, nuova io stessa, finalmente considerata, anche per una battuta. Mica male, eh?!
Stra-baci,
coccola5
giovedì 24 settembre 2009
Cieli
Mi piace guardare il cielo, ma non per una qualche ragione filosofica, semplicemente perchè spesso le nuvole formano fantasie molto belle. Il cielo non è uguale ovunque indistintamente. Con particolare affetto ricordo i cieli di Francia. Gli ultimi di cui conservo memoria li ho osservati nel mio ultimo viaggio (una vacanza studio) a Parigi. Non potevamo muoverci liberamente nemmeno nella struttura che ci ospitava, così spesso restavamo distesi sul prato a raccontarcela spassionatamente. Dovrei postare delle foto.
Un altro cielo di cui conservo un bel ricordo riguarda la laguna veneziana. Con mia madre e i miei due fratelli avevamo passato un weekend a Cavallino, in campeggio. Saremmo dovuti rientrare domenica, ma un forte acquazzone ci ha costretti ad anticipare il ritorno. Disfatte le tende in praticamente cinque minuti siamo ripartiti. Quando poi ha smesso di piovere, il cielo era un di un rosso stupendo. Siamo andati a visitare un faro poco oltre.. che nostalgia!
Alzare gli occhi verso l'alto ci fa sentire meno soli. Vediamo che il mondo non è tutto racchiuso nei pochi angoli di cui facciamo parte, che è molto più grande e, forse, molto più bello. Questo dona nuova forza, un impulso forte alla vita, e nuova speranza.
Tanto per restare un pochino filosofica, dato che non posso farne a meno, vi inserisco questa piccola frasetta: "mio malgrado l'infinito mi tormenta" (di A. de Musset). E' una frase generalmente legata al movimento romantico, ma voglio fare emergere anche l'eterno binomio cielo-infinito, e credo sia un buon completamento per un post sul cielo.
coccola5
ps. Mi piacerebbe inserire delle icons carine su questo post e il precedente. Non avendole trovate ora, prometto di inserirle più avanti. Stra-baci.
martedì 22 settembre 2009
diventare sè stessi
Ci pensavo oggi, dato che le cose più belle a me vengono nei momenti più insignificanti. Tipo mentre stai lavando i piatti.
Saper essere e rimanere sè stessi è l'impresa più bella e straordinaria della nostra vita.
Tante volte, ve lo assicuro, sono tentata di cambiare radicalmente. Mi dico che dovrei adottare uno stile diverso nel vestirmi, più alla moda, più conforme, un taglio di capelli che renda giustizia alla mia povera testa (e ci vorrebbe davvero!), un carattere più estroverso e meno riservato. In quei momenti mi sento tutta sbagliata, come se Chi mi ha progettata non avesse considerato bene le conseguenze nel creare una tipetta come me. Una ragazza introversa, semplice e sempre senza trucco, tacchi alti e troppi fronzoli per la testa. Una brava e normale ragazza. Non do nell’occhio, e quando qualcuno mi nota, fa dei commenti o parla di me, vi confesso che è un po’ una tortura. In genere faccio in modo che la gente non parli di me, dev’essere un modo per difendermi.
Le scuole elementari e medie non sono state esattamente il periodo migliore della mia vita, i miei compagni mi prendevano in giro per via del cognome e per il fatto che a 9 anni ho iniziato ad andare a cavallo, e io mi ero molto isolata. Questa è una parte della mia storia che in genere tengo chiusa nel cuore con il lucchetto, e non racconto mai a nessuno. Neanche (o quasi) ai miei amici più cari. Mi rendo conto che questo significa non aprirsi, o, se volete, non essere del tutto sinceri, ma in genere, quando mi chiedono com’ero da piccola, cerco sempre di tagliare corto e cambiare argomento. La “trasformazione” di cui sono un pochino più orgogliosa è quella del Liceo: frequentare un Liceo Classico per cinque anni, e soprattutto con la classe che ho avuto, mi ha aiutata parecchio. I miei compagni, tra battute e commenti (e commentacci), non hanno mai risparmiato nessuno, e ho dovuto imparare a difendermi con le parole. È stata un’impresa, credetemi: il fatto di essere gentile per natura mi è sempre stato di ostacolo, anche nel rifiutare di aiutare qualcuno che mi aveva fatto dei torti. Eppure, dice Vasco, “adesso sono qui”.
Mi sono persa, me ne rendo conto. ^_^ Spero che abbiate comunque capito ciò che volevo dire. Il fatto è che nessuno deve sentirsi in dovere di cambiare perché giudicato dagli altri: questo è il più grande torto che possiamo fare a noi stessi, e, francamente, il modo più veloce per finire in analisi. La nostra prima e principale missione è quella di diventare noi stessi, ossia di sviluppare la nostra personalità cercando di smussare i difetti e di evidenziare e potenziare i nostri pregi. Mettere a frutto, scommettere sui nostri talenti, come diceva Gesù. Su ogni vita si può scommettere moltissimo, ne sono certa.
Un forte abbraccio,
coccola5
ps. perdonate il mio periodare un po' intricato e, tavolta, sconnesso. So che dovrei semplificare parecchio la mia scrittura, ma questo è il defluire dei miei pensieri. Prendetelo come uno stream of consciousness, o un interior monologue, se volete. Un po' una sperimentazione attualizzata del grande Joyce. Tanti cari saluti.
domenica 20 settembre 2009
dettagli
Fatta questa premessa, vi racconto. Ieri sera, verso l’una, sono uscita con due miei amici, B. ed E., che, per inciso, sono gay. Andiamo in un piccolo bar poco distante dalla mia cittadina, all’aperto, tanto per berci qualcosa e fare due chiacchiere. Parlando, E. racconta velocemente di alcune serate in cui si era vestito (da donna, ovviamente) e infilato i tacchi alti, di cerette.. Io rido tranquillamente con lui e tutti gli altri. Non considero strane queste cose e, in un certo senso, mi divertono. B. parla poco, ogni tanto fa qualche battuta ma di sé non svela nulla, o quasi.
Più tardi decidiamo di prendere la macchina e di andare dal “Merd”, un paninaro, di quelli a bordo strada, poco distante. In macchina si parla. E.: “ma secondo te di me lo ha capito?” B.: “non lo so, magari sì.” E., sbottando: “beh dai, cazzo, se non lo ha capito quando ho detto che mi vesto.. su, svegliati, caro!”. Io ascolto e basta. Preferisco non entrare in questa conversazione tanto delicata. B.: “secondo te, invece lo ha capito di me?” E.: “non credo...”.
Progetti futuri. Comprare una kefiah bianca e nera. Mi piace molto, e la indosserei per solidarietà verso il popolo palestinese. Finire di studiare per la patente (ah, maledetta!). Cominciare l'università.
A bientòt!
coccola5
mercoledì 16 settembre 2009
Inizi
Il rientro a scuola è sempre stato per me un evento "felice". Non fraintendetemi, non amo passare le mie ore sui libri di scuola, ma mi piaceva l'atmosfera della mia classe. Stare insieme fino alle 16, anche se lungo, era divertente, e i professori non ci rendevano le ore insopportabili.
Quest'anno inizio piuttosto tardi, a novembre. Sono eccitata per l'inizio dell'uni, anche se mi dispiace proprio perdere i miei vecchi amici. Farne di nuovi sarà un'operazione lunga e paziente, ma ci devo pur provare, no?
Voi avete già cominciato? Come vi trovate?
baci,
coccola5
domenica 13 settembre 2009
Lo pseudo-ladro
Se proprio ieri affermavo di non avere novità, beh, mi contraddico ora. Un’amica di Splinder commentava tempo fa che con me non ci si annoia mai, ed effettivamente non posso darle torto.
Da alcuni giorni non riesco a dormire molto bene: mi sveglio spesso, ho freddo, sonno leggero.. Stanotte, dopo essermi addormentata alle 3.30, mi sono svegliata alle 6. Vado in bagno, e da lì sento dei rumori provenienti dalla cucina. Essendo a casa da sola, mi agito molto e in fretta. Inizialmente penso di essermi un po’ auto-suggestionata, ma poco dopo il rumore torna: sono delle tazze che vengono spostate e appoggiate. Non vi dico la mia ansia! Spostando la tendina della finestra in corridoio (si intravede bene quello che succede in cucina) vedo la sagoma di un uomo. ‘Santi del Paradiso e Vergine Madre!’, penso, ‘ci sono i ladri!’. Memore degli ultimi fatti di cronaca, decido che affacciarmi sulla porta della cucina non è una buona idea, sveglio mia sorella in preda al panico e guardiamo nuovamente assieme. Con la tremarella fino alle punte dei capelli, ci avventuriamo in cucina e.. non indovinerete mai chi fosse l’intruso! No, non il gatto o il cane, ma mio nonno!
Ora, direte voi, che diavolo ci faceva tuo nonno da te, e soprattutto a quell’ora?? Buona domanda. La mia famiglia ha un piccolo vigneto e un orto, e mio nonno, da alcuni anni, se ne prende cura giornalmente. Stamane, dovendo andare via presto, è arrivato prima e ha pensato bene di farsi il caffè. Ora, dico io, non si entra in casa degli altri a siffatta ora, anche perché, essendo il mio sonno assai leggero, potrei svegliarmi (com’è successo), pensare che ci sia un ladro (com’è successo) e avere un infarto (com’è successo). Le gambe mi sono tremate per dieci minuti abbondanti!
coccola5
sabato 12 settembre 2009
News
Dovete proprio perdonare la mia inattività virtuale degli ultimi giorni. Il fatto è che non ho avuto molto da scrivere, poi ci sono stati problemi con Splinder...
Ultimamente mi crogiolo nell'attesa di inizio università, che per me sarà a Novembre (aiuto!), faccio qualche traduzione per prepararmi al test d'ammissione, e leggo. Ho preso Venuto al mondo di Margaret Mazzantini, per adesso ho letto le prime 60 pagine ma lo adoro!
Quest'anno sembra essere particolarmente in voga anche Zia Mame, la storia di un ragazzino che si trasferisce da una sua zia piuttosto eccentrica, e penso che lo leggerò.
Non ho molte altre novità, a parte per il fatto che penso di essere facebook dipendente. XDXD Ci passo un sacco di tempo, se qualcuno volesse aggiungermi, può mandarmi un mp.
Scappo, ho un po' di cose da fare!
coccola5
sabato 22 agosto 2009
Lessinia
Gli ultimi giorni sono stati pieni di vita. Dopo il ritorno dal campo-scuola, ho partecipato ad un trekking a cavallo con i miei e i loro amici, praticamente le uniche persone che conosca che fanno passeggiate lunghe a cavallo dappertutto.
I primi due giorni sono stati difficili: non uscivo da un paio di mesi, la cavalla (Beauty) era nervosa e continuava a trotterellare, io a sera non mi muovevo praticamente più! Lunedì e martedì un nostro amico ci ha accompagnati, e abbiamo fatto due giri meravigliosi tra le montagne della Lessinia. Devo essere sincera, i paesaggi erano magnifici e tornerei anche subito! La nostra guida, P., ha 81 anni, ma è come se ne avesse venti, sia fisicamente che mentalmente. Ricorda ogni cosa, sale e scende da cavallo con grande agilità. Dovreste vedere il suo cavallo, Siro: è, a mio avviso, ingestibile. Galoppa ad ogni salita, e se trattenuto si impenna, calcia, infine alza la testa e P. non ha più nessun controllo su di lui. Pensate che i nostri cavalli, correndo, fanno circa i 40 km/h, ma Siro ne fa certamente 50. Noi non riusciamo a stargli dietro!
Gli ultimi due giorni sono stati assolutamente stupendi. Beauty si era calmata, perciò andavamo molto più d'accordo. Abbiamo fatto qualche foto assieme, sono proprio belle.
E queste sono un po' le mie ultime news. Ci sarebbe dell'altro, ma, solo per scaramanzia, voglio aspettare a raccontarvi. Intanto devo ringraziare Lui, per l'appoggio di stasera. Non so come farei senza di Te!
coccola5
ps. C'è una canzone di Vasco che a me piace moltissimo, guardate il video, per favore. E' Stupendo. Perchè stupenda è la vita.
"E mi ricordo chi voleva un mondo meglio di così." Vasco Rossi - Stupendo
domenica 16 agosto 2009
Rimini 2009 - Gli altri
Ieri si è concluso l'ultimo campo-scuola della mia vita. Quante cose stanno finendo in questo periodo! Liceo, Biennio della Fede... mi sento un po' abbandonata! =)
Ho avuto modo di riflettere venerdì pomeriggio, quando abbiamo fatto un momento di "deserto". Ci sono state date due ore da passare in solitudine con Dio e la nostra vita, e penso di aver fatto un lavoro carino. Ma vi spiego tutto per bene.
Quest'anno abbiamo fatto il campo a Igea Marina, un paese dopo Rimini. Il tema scelto era il servizio, visto come un mettersi a disposizione per gli altri in vari modi: attraverso l'ascolto, una mensa, un centro di recupero per tossicodipendenti, il dono dell'affetto attraverso la casa-famiglia. Siamo passati da una realtà all'altra: abbiamo parlato con i volontari dell'associazione Papa Giovanni XXIII, che aiuta attraverso piccole comunità i drogati, abbiamo visto S. Patrignano, e abbiamo ascoltato la testimonianza di Simone, che vive in casa-famiglia con cinque persone portatrici di disagio mentale.
Non riflettere è stato per me proprio impossibile. Ho cercato di osservare le situazioni, di dare forma a visi ed espressioni, di interrogarmi a lungo. Ho scoperto una piccolezza, un'ovvietà che prima sfuggiva al mio punto di osservazione: tutte le persone possono essere il mio prossimo e avere bisogno del mio aiuto, indipendentemente dalla loro condizione e dal loro essere. E' un'ottica che è scaturita dal notare la normalità degli ex drogati, dei visi di quanti si presentavano alla mensa dei poveri. Se non le avessi conosciute in tali circostanze, avrei detto che fossero universitari o normali lavoratori, gente che conduce una vita del tutto tranquilla, conformista.
Invece mi hanno stupita. Mi hanno raccontato le loro storie, la gioia del rinascere e del risollevarsi, il sollievo della liberazione da una dipendenza, la riscoperta dei valori. Non avevano paura. Avevano affrontato tutto il loro passato, e, pur non parlandone nel dettaglio, si intuiva che erano riusciti a perdonarselo.
Di qui l'esigenza di realizzare qualcosa di grande. So di dover cominciare dalle piccole cose, ma ho delle idee in mente. Cominciare, a tempo debito, con il volontariato. Leggere la Parola. Trattare ognuno con la massima gentilezza, proprio come se in quel momento avessi davanti Gesù in carne ed ossa. Ascoltare. Rivolgere la parola a chiunque voglia dirmi qualcosa. Un amico, tempo fa, mi ha detto che ho il diritto ed il dovere di fare della mia vita un'armonia, un'opera d'arte. E' qualcosa che mi si è incollato dentro, come un precetto. Vivere, dice il mio personalissimo mito, è come un comandamento. Non ha senso vivere se non si vive alla grande, ogni giorno come se fosse il migliore.
Due citazioni bibliche mi sono rimaste nella mente per tutto il campo, tratte da s. Paolo: dove ha abbondato il peccato, ha sovrabbondato la grazia (Rm 5,20) e ti basta la mia grazia (2Cor 12,9).
coccola5