martedì 31 agosto 2010

Per tutta la vita


Esplode il cuore
distante anni luce fuori da me.

Sei colpa mia,
la gelosia
infrange tutto
e resta niente
qui.

Noemi - Per tutta la vita
 



Anche oggi qualche parola da una canzone. Me ne sono innamorata la prima volta
che l'ho sentita, per il suo ritmo, per le sue parole brevi, calde e avvolgenti.
Anche a me esplode il cuore. I sentimenti sono sempre più forti di me. Si fanno
spazio traballando, barcollando un po' e poi si rizzano come stendardi dell'anima.

Per la mia gastroenterite, stendardo dell'anima mia e campanello d'allarme
di tutte le emozioni forti, adrenaliniche, bellissime.

coccola5
 

venerdì 27 agosto 2010

Resurrezione

Resuscitata. Come Lazzaro dalla tomba, solo che lui poi non accusava più nessun problema, io ho ancora un leggero mal di pancia.

Messaggio agli uomini. Quando si dice che non conoscete cosa sia il dolore femminile, è vero. E non parlo solo del parto. Anche i dolori mestruali sono tra le cose peggiori dell'esistenza di una donna, fino ai cinquant'anni, almeno (per le più sfortunate). Io ieri sera non mi reggevo in piedi, avevo male dappertutto e non riuscivo a stare sul divano, nè a letto nè in nessun'altra posizione. Alla fine ho addirittura vomitato la scarsa cena che avevo fatto.
Nessuna ha mai avuto questo effetto indesiderato con il Buscofen? Spero che non sia una cosa solo mia.

Ad ogni modo, fra poco devo andare a pranzo da mia nonna. Mi aspetta per le 12, non più tardi delle 12.15, più o meno l'ora in cui posterò questo sproloquio.

Ultime due news: ieri ho fatto una visita oculistica. La mia dottoressa è davvero fastidiosa, l'ultima volta mi ha sfottuto per i miei problemi di pressione, che d'estate per me non sono un fatto immaginario, tanto per capirci. Stavolta è stata semplicemente fredda e antipatica, ma non mi posso lamentare. Anch'io sono così con molte delle persone che incontro, specie con quelle per cui decido istantaneamente di provare un'antipatia immotivata. Sindrome da Dr. House, ma niente di acquisito. Ho scoperto che ci assomigliamo più di quanto pensassi, almeno sotto il profilo sarcasmo.

Ultima new: ho scritto una poesia qualche giorno fa. Per non appesantire il blog la posto qui: http://sweetwritinglab.splinder.com/. E' il mio blog di poesia creativa, che non aggiorno da molto ma che è sempre utile.
Baci,

coccola5
ps. Ah sì, ho visto E. domenica sera. E' stata una serata simpatica, diversa dal solito. Ho scoperto che una persona che tempo fa mi odiava ora mi odia un po' meno. La ragione è che non frequento più il suo ex. Non ho perso niente: lui, alla fine, non era un granchè, lei non è altrettanto un granchè, ma è quel poco che è è almeno simpatico. Sono una persona che si esprime in modo semplice, lo so. 

giovedì 26 agosto 2010

Un amico come Wilson

Sto guardando molti episodi del Dr. House, una serie che adoro. Stasera mi è venuta in mente una cosa.

Non so cosa darei per avere un amico come Wilson, uno che sa sempre contraddire le mie scuse, che sa urlarmi dietro quando sbaglio evidentemente.

Poi mi sono fermata un attimo.

Ho E. Che per tantissimi motivi, alcuni a voi noti, altri no, è diventato importantissimo per me. Specie da quando non lavoro più in ristorante. 

Uccidetemi se dovessi dire ancora che non ho amici veri. Devo ringraziare Hugh Laurie (o meglio House), o forse no.

coccola5

domenica 22 agosto 2010

Latest days

Inizio a studiare Spagnolo, per davvero, anche se di malavoglia. Spagnolo non mi piace, preferisco le lingue come il russo, l’arabo, l’inglese e il tedesco. Ma visto che non ho altre soluzioni, mi accingo a studiare un po’ di grammatica. Sono portata per le lingue e so che non mi ci vorrà molto per fare ordine nella mia testina.

Scrivo presto perché stamattina mia madre mi ha chiamata alle 6.30 per andare alla Messa delle 7. Nella mia cittadina c’è un piccolo santuario dedicato alla Madonna, e ogni anno, nel mese di agosto, le dedicano otto giorni di preghiera: si svolge una Messa quotidiana alle 7 e alle 8.30 celebrata da sacerdoti di diversa provenienza (tutti della provincia, comunque, ma è bello se si vuole ritrovare un vecchio curato o un prete che si conosce). Oggi è il giorno di chiusura dell’ottavario, stasera ci sarà il vescovo. Gli anni scorsi ci sono andata quasi sempre, a volte andavo al Rosario serale, ma quest’anno non avevo granchè voglia di frequentare. Chi mi legge da un po’ sa che sono un po’ “in crisi”, in parte per il curato con cui non mi trovo affatto, in parte per altre ragioni. Comunque, sono rientrata alle 8 e mi sono fatta un bel caffè. Ci voleva, decisamente.

Stasera vedo A., una collega del ristorante dove lavoravo prima e forse E., lo sentirò nel pomeriggio. Sono felice di rivederla, voglio proprio passare una serata di ciacole fra donne. Abbiamo tante cose da raccontarci, e alcune gliele ho già accennate, come la storia di Psycho. Spero di finire presto al lavoro.
Vi aggiorno domani, amigos.
Besos,

coccola5
ps. un ultimo pensiero un po' così, forse incomprensibile a tanti. 


Tante partenze,
tanti treni che scorrono
e quanti
pochi
arrivi.
Lasci vuoto
e senza lacrime,
il mio cuore.

giovedì 19 agosto 2010

Nuovi soprannomi

Buona settimana, e giornata di lavoro. Mancava Severina (la sorella del mio capo, il nome è di fantasia), c'erano BugsFunny (suo fratello, un ragazzo simpatico, di qui il soprannome). E mancava anche Ovvy, la collega con cui non mi trovo di cui avevo parlato come "C.". 
Ad ogni modo, non troppa gente, non troppo casino. Un flusso lento e costante di clientela.E cose da fare leggere.

Vi racconterò meglio in settimana, ora vado a dormire. Ho un gran sonno.

Prima di lasciarvi, e di scrivere l'ennesimo post scriptum, ho comprato un film oggi (alla Fnac): Io e Marilyn . Non è un gran film, questo è chiaro, ma adoro le commedie e adoro Pieraccioni. Mi piace il suo accento toscano!
Ci sentiamo più tardi (tarda mattinata, spero!), ho qualche news da raccontarvi. Bacio,

coccola5

lunedì 16 agosto 2010

Zio Barbabianca

Il rintocco ordinato e costante delle campane di mezzogiorno. La mattinata per me è cominciata alle 9.49. Dieci minuti dopo, ancora in pigiama e davanti alla tivù, mia nonna materna e mio zio Barbabianca (da ora in poi così chiamato, per non inserire un sacco di iniziali) a casa mia. Lei l’ho vista quasi tutti i giorni la settimana scorsa, lui non si faceva vedere da un mese abbondante.

Mio zio Barbabianca, il fratello di mia nonna, ha una bellissima storia alle spalle. Fino a questa primavera, era missionario nelle Filippine, vicino a Manila. È inserito in un ordine religioso e adesso, a 75 anni compiuti e ben portati (per la vita che ha fatto in tutti questi anni li porta magnificamente), ha optato per la pensione. Così è spesso a Milano, in una casa con i suoi confratelli, e viene a trovarci circa una volta al mese. Resta con noi per qualche giorno, e si ferma a dormire dalle varie sorelle.

Ovviamente, da quando è stabilmente in Italia, i rapporti si sono intensificati, e ho avuto l’occasione di conoscerlo meglio. È una persona straordinaria, ha molti interessi ed è sempre informato su quanto accade, parla inglese e filippino e difficilmente si confonde quando parla. Ogni volta che lo rivedo è una gioia: ha un forte ricordo di quando ero piccola, e mi ricorda continuamente quell’età. Ridiamo, scherziamo sui miei primi determinati tentativi di pronunciare la erre. Lui se li ricorda bene: mi aveva insegnato a ripetere il cognome dei miei nonni per fare esercizio.

E stamattina, quando è arrivato con la nonna, mi ha subito abbracciata e rassicurata che poco importava se non ero “presentabile”. È una persona che adoro. Li ho invitati a salire e ho offerto loro un po’ d’acqua (caffè no, grazie, lo abbiamo già preso!, mi fa mia nonna) e poi abbiamo chiacchierato per un’oretta prima che tornassero a casa di mia nonna.

Come vi dicevo, è una persona stupenda. Mi sta insegnando a non sottovalutare gli anziani. Con lui, con mia nonna materna e con quella paterna vado particolarmente d’accordo, e mi piace fare loro visita quando posso. Potrei approfittarne qualche volta dopo lavoro, se finisco prima.

A proposito, Ferragosto è trascorso tranquillissimo. Niente grandi gite in giro per il Triveneto, niente ore di macchina incolonnati, accaldati e irritati, solo Santa Messa, un pranzo brioso con i miei, e un pomeriggio passato a Verona da mia cugina e poi da mia nonna, che era in sagra lì vicino. Il perché fosse lì da tutta la giornata è un’altra storia, che vi racconterò. Anche la mia Nonna Azzurra (non è il suo vero nome, è sempre un diminutivo, ma la chiamerò Azzurra perché questo colore mi ha sempre ispirato un senso di pace) è una persona speciale, per tutta una serie di motivi. Sono rimasta con lei in sagra fino alle 21.30, poi ci siamo congedate. A me serve una mezz’ora per tornare a casa, e lei voleva rimanere ancora con un’amica. “A domani, nonna!”, le ho detto. E sono partita.

E voi, com’è andato Ferragosto? Cosa avete fatto?

coccola5

Ps. non riesco a fare a meno dei post scriptum, così è. A proposito, Splinder sta diventando una droga, sarà per quello che scrivo tutti i giorni? Ultimamente ho tantissimo da raccontare, è un bel periodo e voglio approfittarne al massimo. A proposito, se riesco entro stasera vi lascio i miei appunti di viaggio egiziani. Non voglio creare un nuovo post, quindi li inserirò in appendice a questo. Sto pensando di creare un piccolo sito su Altervista, per depositare la montagna di cose che sto scrivendo e che vorrei condividere. Fra queste, un breve racconto. Ad ogni modo, gli appunti sono solo qualche impressione, e qualche bel ricordo. Li avevo scritti pensando esattamente al blog, quindi hanno uno stile leggermente diverso dai miei appunti personali. Li troverete simili ai post del blog. Fatemi sapere se vi piacciono! Enjoy my writing and… keep listening!

Libera le nostre parole

Vi capitano mai dei giorni in cui non ne potete più di parlare d’amore, di etica, di che cosa è giusto o sbagliato?  A me ogni tanto sì. Con la mia indole un po’ da maestrina, sebbene cerchi di dissimulare, capitano non troppo spesso, ma sono liberatori. Sono giorni in cui semplicemente non hai la minima intenzione di illuderti che il mondo sia anche solo un grammo migliore di quanto in realtà non sia. In pratica?
 
In pratica oggi sono andata disastrosamente al supermercato: prima di partire non riuscivo a trovare le chiavi dell’auto che poi, guarda caso, erano sotto ai miei occhi. Sono partita e ho lasciato a casa la lista della spesa. Troia!, ho esclamato a voce alta (il “porca” lo ometto da un po’!), ho cercato di ricordarmi e di prendere tutto quello che mi ricordavo. Poi ho chiamato a casa. Ciao mamma, sono io.- dico senza illudermi che non se ne sia già accorta. E infatti. Hai lasciato la lista a casa. Tono canzonatorio che difficilmente non mi dà ai nervi, ma oggi non è così. Mi fa un breve elenco delle cose, scopro di aver preso quasi tutto. Meglio di quanto non pensassi, mi dico. E filo a pagare.
Ora, nessuno cerchi di giustificare le cassiere. Fuori dal supermercato saranno anche le persone più interessanti e intelligenti di questo pianeta, ma le chiacchere alla cassa mi irritano maggiormente dei discorsi delle malelingue di un paese di quarantasette abitanti. Non ce l’ha un euro?, mi dice.[ E già lì. Porca eva, non puoi dire in bell’italiano, che male non fa, scusi, non ha per caso un euro?. È gentile, bello da sentire e mette di buon umore, anche per il fatto che si scusa per averti rotto le scatole.] Guardi, neanche mezzo. (devo aver risposto comunque qualcosa di similmente antipatico) [e se anche lo avessi avuto, non telo avrei dato neanche morta, perché mi hai irritato con il tuo italiano] Ah, allora è messa come me. Non abbiamo mai manco uno spicciolo qui. [e chissenefrega?!, direte voi e francamente l’ho detto anch’io] Sorrisetto di circostanza, per me cosa più unica che rara. Già. [chiudiamo il discorso, che dice?!] Mi dà il resto. Beh dai, adesso ce l’ha. [Controffensiva antipatica e, in fondo, comprensibile]. Un unico pensiero: ma vaffanculo, stronza.
 
Ecco, questi confronti tra la parola e il pensiero mi danno un senso di libertà assoluta. Conosco un sacco di commesse e cassiere, (E. fa il commesso, per esempio, e per me è una persona fondamentale) simpaticissime, bravissime, adorabili. Però la chiacchera sui centesimi alla cassa proprio no. Che poi mi ero svegliata mezz’ora prima, avevo degli occhi struccati osceni e si vedeva. E poi E. non li fa questi discorsi, anche quando lavorava in ristorante difficilmente l’ho sentito usare i convenevoli. Non li uso mai nemmeno io, sono troppo schietta e “burbera” per queste cose. Per me sono un’arte da imparare, o meglio, come la matematica che non mi entra in testa.
 
E poi a pranzo da mia nonna. La mia cara nonnina. Davvero. Ho mangiato da lei quasi tutta la settimana, ma tanto è più contenta così, altrimenti ci chiama tutti i giorni due volte al dì (non scherzo). Un bel pranzo, tante parole vere e tante risate, come piace a me, poi prima di andare via, la ragguaglio sull’incontro al supermercato (mi aveva dato una mano a trovare il cioccolato, come vi dissi sono peggio degli uomini più scansafatiche!): Nonna, ti devo proprio dire una cosa: quel vestito nero a fiorellini che avevi stamattina proprio no, eh?! Fa molto vecchia vedova triste e sconsolata. E lei ride con noi. Quando le dico queste cose si diverte, che non vuole andare in giro vestita da vecchia, lei. E mia cugina: ah, quel vestito?!?! Eh no, nonna, proprio no. È troppo da vecchia. Mia nonna ride e finge di correrci dietro, come quando litigavamo quando eravamo piccoli. Discutevamo un sacco, a riprova della nostra linguaccia e del nostro bellissimo rapporto di ora.
 
E dopotutto, ti adoro, mondo.

coccola5
Ps. Checchè se ne dica, noi non siamo i nostri genitori. Le loro colpe (e i loro difetti) non ricadono copiosamente su di noi. Ogni individuo ha una propria testa e la possibilità di scegliere.
 
La libertà è come l'aria: si vive nell'aria; se l'aria è viziata, si soffre; se l'aria è insufficiente, si soffoca; se l'aria manca si muore. don Luigi Sturzo. -Per una volta non sono parole mie. Sono stanca di scrivere teorie che raramente metto in pratica. Come quasi tutti gli altri, del resto, no?-
 
Pensieri disordinati di una ragazza un po’ acida.
 
Pps. La mia nuova collega C. (ho trovato un lavoro! Ma vi racconterò qualcosa prossimamente) mi sta proprio sul cazzo. Così si dice, mica mi sta antipatica oppure non ci si può proprio convivere, oppure non la reggo affatto. E vi spiegherò perché. Ma sappiate solo che lì dentro hanno tutti un’autostima di molto superiore alla mia. 


Ps3 (okay, mi arrendo!). Il post l'ho scritto ieri, buona lettura!

sabato 14 agosto 2010

Multata perchè guidava col niqab


Corriere della Sera.it
(04/06/2008) Nantes, 31enne punita per «guida in condizioni non agevoli». Sul burqa linea dura di Sarkozy Leggi ancora...


Di ritorno dal viaggio egiziano, o egizio che dir si voglia, ho voluto documentare un poco la mia passione e il mio amore per la cultura islamica, descrivendo qualche curiosità nozionistica riguardo i vari tipi di velo e, in conclusione, un breve accenno circa le strane (ma divertenti e piacevoli) abitudini dei camerieri della crociera. 

Non voglio però forzare nessuno a leggere tutto questo, motivo per cui ho caricato il file in formato Word (se qualcuno avese un Mac mi faccia sapere, lo posterò in versione Notebook, leggibile per tutti). In vacanza ho scritto un bel po' di cose, che dovrei diligentemente copiare sul pc. Caricherò anche quelle in seguito e vi avviserò.

Per completezza, ho inserito un articolo del Corriere riguardo una ragazza francese multata perchè indossava il niqab alla guida. Io non approvo, mi sembra una questione di rispetto dell'altrui religione, ma capisco anche che in Europa sia ben strano girare quasi completamente coperte. Fatemi sapere le vostre idee!
Kiss,

coccola5

                ps. qui, cliccando sull'icona, il documento! (Titolo: Veli e curiosità egizie)  Veli e curiosità egizie Veli e curiosità egizie

venerdì 13 agosto 2010

Fino in fondo al cuore



You ever loved
somebody so much
you can barely breath 
when you're with 'em?

(Eminem - Love The Way You Lie)

I only did once. I had loved so much
I used to get a strong stomachache, 
I loved so much
I once vomited. 

But I could never
do less of love.
But I never regretted.
-Parole mie-

 



Solo poche parole oggi, una breve risposta a queste rime della nuova canzone di Eminem. Ho amato (in senso lato, non esattamente di innamoramento) qualcuno da star male fisicamente. Ho amato al punto da piangere per ore, ho amato al punto da tenere tutto dentro e sfogare, poco alla volta, tutto in un blog (il mio caro vecchio Plurali di me, ora chiuso e privato). L'amore colpisce in modo preciso, come un coltello affonda fino in fondo al cuore. Non solo quando si tratta di un fidanzato/a. Ci sono persone mie amiche che ho amato e protetto tanto da somatizzare l'affetto. Ma non rimpiango nulla. Non mi pento di nulla.



coccola5


giovedì 12 agosto 2010

Egitto - Summer


Avevo promesso di raccontarvi qualcosa dell'Egitto, e così eccomi qui. Mi dispiace aver abbandonato il blog d'improvviso, ma avevamo deciso di partire tre giorni prima, e quasi non mi sono resa conto della bella notizia!



 



Ad ogni modo, il viaggio è stato molto bello. A onor del vero, non si può dire che l'Egitto sia un Paese esteticamente bello: a parte i siti storico-archeologici - che brulicano di ambulanti e non sempre, anzi spesso, sono tenuti a dovere - regna sovrana una certa miseria. Le case, perfino nella capitale (che manca totalmente di un piano regolatore), perfino in centro, sono in cemento armato o in mattoncini, molto in stile anni '60 italiani. Inguardabili oggettivamente. Ma io penso che anche le cose brutte abbiano, a loro modo, un certo fascino, come per gli uomini (le donne meno, ma a ogni modo mi sono sempre presa per uomini che non erano degli strafighi). E Il Cairo non fa eccezione. Abbiamo visitato le piramidi, tantissimi templi, una moschea poco lontana dalle piramidi, la sfinge (magnifica, si resterebbe a contemplarla per ore), poi Saqqara (c'è un museo e all'interno si trova l'enorme statua di Ramses II), Memphis, Com Ombo (sulla riva del Nilo, c'è un tempio da vedere) e infine Luxor. Quest'ultima ha, alla fine, più fascino delle altre città perchè più turistica e più somigliante ad una città europea di medie dimensioni. 



 



Dopo i primi giorni al Cairo, ci siamo spostati su di una crociera sul Nilo per tre giorni, fino a Luxor. Una bella nave, molto ben tenuta. E anche il personale non era affatto male. Io, dal canto mio, avevo fatto amicizia con un cameriere.



 



Il nostro gruppo, circa una trentina di persone di varia provenienza italica, è stato unito: abbiamo riso, parlato, ci siamo aiutati quando qualcuno stava male, io ho stretto amicizia con P., una ragazza vicentina. Anche con mia mamma e mia sorella, per una settimana almeno, si sono un po' abbandonati i contrasti che ci contraddistinguono. Tregua. Abbiamo scherzato tanto, io e mia sorella sembravamo due sceme, ed è stato magnifico.



 



Peccato per i problemi sanitari. In 27 su 30 ci siamo ammalati, per la maggior parte di dissenteria. Una signora, che è quasi svenuta ad un tempio e mia sorella, che si è presa un'irritazione dermatologica furibonda su gran parte del corpo (dovuta a cosa non lo sappiamo ancora, sicuramente non al sole perchè ben attrezzate di occhiali e cappello e crema). Io sono stata male gli ultimi due giorni di viaggio e ancora adesso, nonostante il Dissenten. Sono un poco debole, ma fortunatamente non ho troppo mal di pancia.

Sapete una cosa, al di là di tutto? Quando la guida parlava in bus, spesso io guardavo fuori dal finestrino quella vita egiziana, quella vita vera fatta di donne con lo chador e, molte volte, con il niqab. Non ne ho vista nessuna col burqa. L'Egitto dovrebbe essere un Paese abbastanza liberale e poco fanatico. E quante persone andavano in giro con asini denutriti attaccati ai carretti? Quanti muri creati con lo sterco? Quante case fragili, storpie?



 



Giudizio del viaggio? 8. Un bel viaggio, peccato aver visitato troppe cose concentrate, ma sicuramente ci siamo fatti una bella cultura sugli antichi Egizi!



Kiss, a domani,



 



coccola5

mercoledì 11 agosto 2010

Stasera sento nostalgia della mia prosa etica, malinconica, idealista. Ci sono sere in cui ho un preciso bisogno di poesia, quella lirica aggraziata e musicale che non riesco a fare uscire, e altre in cui la prosa mi colpisce al petto, come una fitta, come un dardo lanciato e perfettamente mirato. Come questa sera.

Ci sono giorni in cui mi odio terribilmente, avevo scritto qualche tempo fa in merito all’incontro con E. e altri, aggiungerei ora, un po’ meno. Semplicemente non mi sopporto. Lo avete capito, ho rivisto E. Per chi non conoscesse la storia, rileggete i vecchi post, dovrei ripetermi odiosamente. È stata un’altra bella serata, molto confidenziale, come al solito. Ogni volta che ci vediamo non posso fare a meno di raccontargli tutto quanto, più o meno. Ci sono parti della mia vita che nessuno, nemmeno la mia migliore amica (F.), conosce. Il punto è che semplicemente ci sono cose, pensieri o fatti che semplicemente non racconto mai. Il blog, ad esempio, è una di queste. Non voglio che i miei amici pensino di essere condannati od elogiati su Internet (ma non è quello che qui accade, del resto). Quando qualcuno dice di conoscermi perfettamente, il che succede raramente, non posso fare a meno di guardarlo scettica e di pensare “temo proprio di no”.

Tornando a noi, abbiamo parlato esattamente di tutto, anche dello psicologo (da ora in poi sarà chiamato Psycho, semplicemente perché come abbreviativo mi sembra suoni meglio di “psic” o “psico”!) che da un po’ di tempo a questa parte sto frequentando. È stata la parte più bella di tutta la serata, paradossalmente. E. mi ha detto tutto quello che avevo immaginato nella mia testa, e anche di più. In parte, che è anche merito suo se mi sono decisa, il che è assolutamente vero. Il lavoro al Gallo’s dello scorso anno è stato importante anche per questo: è stato l’unico a volermi bene davvero, a dirmi sempre e puntualmente le cose in faccia, a non avere pietà delle mie forti insicurezze e del mio masochismo (più avanti vi racconterò ogni cosa per bene, prometto, ora ne verrebbe fuori un post troppo lungo e complicato), a non dire “poverina, bisogna inserirla” - quello che, in diverse misure, da zero fino a troppo, è successo negli ultimi tempi. E. è una persona che ringrazio e che ringrazierò sempre, per tantissimi motivi. Il primo è proprio quello di cui sopra. E’ stata la prima persona, esterna alla mia famiglia, si intende, a mettermi di fronte al mio problema e a non sopravvalutarmi, a non vedermi, come fanno gli altri, un gradino più in su di tutti.

Quest’ultima riga necessita, per essere compresa, di una spiegazione. Il mio prof di Filosofia delle superiori, Fingerle, mi ha detto una volta che gli altri si allontanano da me perché mi vedono “un gradino sopra a loro”, in altre parole, come se io li snobbassi. Il che è parzialmente vero. Ciò che gioca spesso a mio sfavore è la mia lite continua con me stessa, da cui deriva una critica (che faccio internamente) spesso impietosa nei confronti di chi ho davanti. L’altro verbo che ho usato è sopravvalutare: una mia amica mi disse una volta, prima degli esami di maturità: “Sei preoccupata per gli esami? Tanto prenderai sicuramente 100!”. È la mia “maschera”: quando racconto la mia vita agli altri, tralascio i problemi, le discussioni di casa, le cose negative.. Risultato: gli altri, quelli che mi conoscono, mi vedono esteriormente perfetta. Il che non corrisponde al vero, proprio per niente. Voi che mi leggete lo sapete bene.

E., tornando a noi, è stata anche la persona che ci ha tenuto tanto a farmi aprire caratterialmente. Non si è mai dato, non si dà, per vinto. Alle volte mi sembra un istruttore con i suoi allievi: cerca sempre di più da loro.

E poi ci sono altre cose, di carattere confidenziale, che Rock My World non è il luogo adatto per ospitare.
Sii vanitosa, mi ha detto E. questa sera, devi volerti vedere figa per una sera, pensare ‘io sono più figa di quella là.’ Devi tagliare i capelli, rinnovare il tuo look. Devi credere in te stessa. È il principale motivo per cui ho questo rapporto straordinario (da intendersi come ‘fuori dall’ordinario’) con lui. È per questo che sono disposta a mentire ai miei pur di vederci. È un’amicizia che vale.

Non sono una persona facile, questo è chiaro. Spero di non aver dato in questo post l’impressione di essere una malata mentale o una persona con problemi psichici. Mi sono rivolta a Psycho perché è tempo di riordinare la mia vita, di rinascere. È tempo di tornare a me stessa, di scoprire quanto bella potrei essere. È tempo di grazia per noi, è tempo di tornare a Dio, di mostrare all’anima la speranza che c’è salvezza per l’umanità, diceva una canzone di chiesa che cantavo da piccola. È proprio quello che
spero succeda, tutto qui.

Potrei continuare ad essere come sono adesso?, ci si potrebbe chiedere. Lo potrei. Ma perderei i miei vent’anni, perderei un sacco di tempo. E francamente, non so proprio come potrebbe finire né voglio saperlo.

coccola5
ps. non avevo detto nulla a nessuno, ma la scorsa settimana sono stata in Egitto. Ve ne parlerò nel prossimo post. Questo semplicemente perchè il blog non ha funzione di diario cronologico, ma di semplice sfogo dell'anima. Pazientate, dunque, e non abbiatemene a male.