martedì 27 aprile 2010
S.
Le giornate più strane, alla fine, sono sempre quelle in cui pensi: oggi sarà tutto perfettamente nella norma, nella routine.
Appunto.
Oggi niente Ka per andare in città. L'ho portata dal meccanico per un controllo e qualche aggiustamento, quindi si viaggia in bus. Autobus provinciale delle 10.03, semipieno, per la maggior parte di stranieri. Io rileggo russo, quelle benedette parole troppo avulse per me. E, quindici minuti dopo, sale S.
Ora, per spiegare la ragione della congiunzione in corsivo, va fatta una parentesi. S. è un amico dei miei, ma per almeno quarantacinquemila ragioni non ci vediamo da qualche anno. Io, per l'esattezza, l'avevo incontrato verso novembre sullo stesso bus. So che, per guida in stato di ebbrezza, gli era stata ritirata la patente, ma... così a lungo?
Lui sale, mi guarda ma non mi saluta. So che mi riconosce, non sono poi cambiata parecchio negli ultimi tempi; forse, non ha semplicemente voglia di intavolare un discorso ricco di convenevoli dolorosi. Si è separato dalla moglie; i figli, un ragazzo di 23 anni e due gemelli di 18, non li vede da... almeno da un'eternità, e per sua scelta. Si è separato da una famiglia cui ha letteralmente dato il tormento sia prima che dopo la separazione.
Adesso, su questo autobus, lo trovo così vecchio. Ha il viso così rugoso, così pallido, lui che prima era la forza e la vitalità.
Neanche a me va poi molto di fare conversazione. Cosa ti potrei dire, S.? Che non hai capito niente e che sei un egoista? Quest'uomo, che di tutto ha fatto passare alla moglie e alla prole (le ha ritinteggiato la macchina di viola, forato le gomme, urlato sotto casa sua ubriaco allarmando i vicini [che fortunatamente hanno allertato la polizia] e molto altro), non mi sentirei di definirlo uno stronzo, un pezzo di merda, perchè tutta la sua vicenda è riconducibile proprio all'egoismo, e all'incapacità di ricominciare.
Se prima c'era un'attività che andava a rotoli, e poi la chiusura... poi c'è stato tutto questo. L'incapacità di ricominciare, di rialzarsi. S., andavi tutte le domeniche a Messa, ma a cosa ti è servito? Si fa presto a giudicare, e tutti sbagliano, è vero. Anche tu hai sbagliato: hai mancato al più grande dei valori cristiani: l'umiltà. E nemmeno te ne accorgi.
coccola5
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