Ein guter Sommer, ein Glas Wasser, ein bisschen Obst. Und mein Laptop, ja. Wie es vergessen?
[Und mein Deutsch auch].
-Una buona estate, un bicchiere d'acqua, un po' di frutta. E, sì, il mio portatile. Come dimenticarlo?
[E anche il mio tedesco]
Du bist keine Prinzessin. Schlechte Gruesssatze....
coccola5
ps. perdonate il post bilingue, presto capirete!
martedì 29 giugno 2010
domenica 27 giugno 2010
Come già vi dissi poco tempo fa, tra mia madre e me non c'è esattamente un rapporto limpido e pulito come acqua di fonte, tuttavia... si convive. O si cerca di farlo, giusto?
Stasera, a cena, avevamo dei parenti cui siamo molto legati. Io mi sono tolta le ballerine sotto il tavolo: i piedi mi facevano male, e quindi, le ho silenziosamente riposte. Non l'avessi mai fatto! Questo ha scatenato l'ira di mia madre, figuratevi la mia...
Davvero non so proprio cosa fare...
coccola5
Stasera, a cena, avevamo dei parenti cui siamo molto legati. Io mi sono tolta le ballerine sotto il tavolo: i piedi mi facevano male, e quindi, le ho silenziosamente riposte. Non l'avessi mai fatto! Questo ha scatenato l'ira di mia madre, figuratevi la mia...
Davvero non so proprio cosa fare...
coccola5
giovedì 24 giugno 2010
Novelle Fedre, Medee e Alcesti - come sopravvivere a un amore
Piccole chiacchiere di paese, cui di norma non è bello (né sempre lecito) dar credito. Ma, dal momento che la vicenda può essere spunto di riflessione, volevo riportarne qui qualche brevissimo stralcio.
Nel pomeriggio sono andata a fare un breve giro in bici con mia madre. Volevamo salutare mia nonna, che tra una cosa e l’altra passa molto poco a trovarci. E lì abbiamo trovato una sua amica che conosciamo bene, la quale ha due figlie, entrambe divorziate. Ci ha un po’ raccontato come stavano le cose, con quel dolore rassegnato e l’espressione arrabbiata, forse, di una madre che ha visto le vite delle figlie sgretolarsi. I rapporti con gli ex-mariti non sono mai semplici, tanto più quando c’è in gioco la prole. Ma piano piano, con un po’ di pazienza, le cose si aggiustano di quel minimo sindacale che serve.
Poi è passata al racconto di una signora della mia cittadina, anch’essa sul filo del divorzio, e per di più con gravi problemi di salute. Dopo tre anni che il marito la tradiva allo scoperto, ha deciso di rivolgersi ad un avvocato, per porre un contegno alla situazione. Eppure, questa donna, Teresa, mi faceva una grande pena. Mi ha richiamato alla mente la greca Fedra, che per amore del figliastro, di cui si era innamorata (e che tuttavia la trascura per dedicarsi ad Artemide, dea della caccia) si fa distruggere dall’amore, incapace di reagire, fino allo stremo delle forze, anche fisiche. Fedra e il suo mal d’amore, il suo amare disperato e strenuo.
E poi, rientrando a casa, ho pensato a tutte quelle altre, a tutte quelle Medee. A tutte quelle donne incapaci di accettare la fine di un matrimonio e che, tanto arrabbiate col marito, arrivano persino ad uccidere i loro stessi figli, ciò che di più caro hanno, per vendetta. E ve ne sono parecchie anche oggi, e sono tutte quelle che usano i figli come cavallo di battaglia del loro divorzio, come giustificazione e, spesso, scudo. “Perché i figli mi hanno sempre presa completamente, e poi non c’era più modo di star soli, e poi... poi è finito tutto.”E a quelle Medee orgogliose, che non vogliono vedersi sostituite da un’amante del marito giovane, biondina e, francamente, anche un po’ puttane. E non è solo orgoglio, è anche un sentirsi sottrarre qualcosa di importante, di abituale, anche se magari quel marito lì, con quei capelli grigini e la pancetta tonda, il portamento stanco e l’abbigliamento già vecchio, non è che lo amiamo più così. Lo rivendichiamo per diritto di precedenza, perché noi siamo arrivate per prime, e anche perché, crudele a dirsi, fa ormai parte del “mobilio” della casa, di quelle cose che ci sono sempre, immobili e inesorabili.
Apprezzo molto però una terza donna dell’antichità greca, Alcesti, che si sacrificò per amore del marito Admeto, cui Apollo aveva promesso l’immortalità se avesse trovato qualcuno disposto a morire per lui. Della tragedia sono belle entrambe le versioni più note: quella di Frinico, in cui Alcesti muore il giorno delle nozze, e quella euripidea, in cui Alcesti è chiamata da Thanatos alcuni anni dopo il matrimonio, quando l’unione è consolidata. Alcesti non è, come si potrebbe pensare, una donna “succube” del marito, a lui passivamente devota. E’ una donna coraggiosa, e attivamente devota ad Admeto, fortemente innamorata di lui. Ne condivide quindi le scelte, si sacrifica per la famiglia. Alcesti sa mantenere la linea del marito, non si distacca da questi, neanche quando questo si rivela difficoltoso e arduo. E’ quella moglie che spero di diventare anch’io, anche se questa categoria può considerarsi in via d’estinzione.
Ho scritto con passione questo post, parzialmente perché innamorata della cultura greca, e parzialmente perché mi piace far capire che la cultura antica non è fine a sé stessa, rispecchia quella di oggi e può regalarci un messaggio attivo. Perdonate la lunghezza del post!
coccola5
Nel pomeriggio sono andata a fare un breve giro in bici con mia madre. Volevamo salutare mia nonna, che tra una cosa e l’altra passa molto poco a trovarci. E lì abbiamo trovato una sua amica che conosciamo bene, la quale ha due figlie, entrambe divorziate. Ci ha un po’ raccontato come stavano le cose, con quel dolore rassegnato e l’espressione arrabbiata, forse, di una madre che ha visto le vite delle figlie sgretolarsi. I rapporti con gli ex-mariti non sono mai semplici, tanto più quando c’è in gioco la prole. Ma piano piano, con un po’ di pazienza, le cose si aggiustano di quel minimo sindacale che serve.
Poi è passata al racconto di una signora della mia cittadina, anch’essa sul filo del divorzio, e per di più con gravi problemi di salute. Dopo tre anni che il marito la tradiva allo scoperto, ha deciso di rivolgersi ad un avvocato, per porre un contegno alla situazione. Eppure, questa donna, Teresa, mi faceva una grande pena. Mi ha richiamato alla mente la greca Fedra, che per amore del figliastro, di cui si era innamorata (e che tuttavia la trascura per dedicarsi ad Artemide, dea della caccia) si fa distruggere dall’amore, incapace di reagire, fino allo stremo delle forze, anche fisiche. Fedra e il suo mal d’amore, il suo amare disperato e strenuo.
E poi, rientrando a casa, ho pensato a tutte quelle altre, a tutte quelle Medee. A tutte quelle donne incapaci di accettare la fine di un matrimonio e che, tanto arrabbiate col marito, arrivano persino ad uccidere i loro stessi figli, ciò che di più caro hanno, per vendetta. E ve ne sono parecchie anche oggi, e sono tutte quelle che usano i figli come cavallo di battaglia del loro divorzio, come giustificazione e, spesso, scudo. “Perché i figli mi hanno sempre presa completamente, e poi non c’era più modo di star soli, e poi... poi è finito tutto.”E a quelle Medee orgogliose, che non vogliono vedersi sostituite da un’amante del marito giovane, biondina e, francamente, anche un po’ puttane. E non è solo orgoglio, è anche un sentirsi sottrarre qualcosa di importante, di abituale, anche se magari quel marito lì, con quei capelli grigini e la pancetta tonda, il portamento stanco e l’abbigliamento già vecchio, non è che lo amiamo più così. Lo rivendichiamo per diritto di precedenza, perché noi siamo arrivate per prime, e anche perché, crudele a dirsi, fa ormai parte del “mobilio” della casa, di quelle cose che ci sono sempre, immobili e inesorabili.
Apprezzo molto però una terza donna dell’antichità greca, Alcesti, che si sacrificò per amore del marito Admeto, cui Apollo aveva promesso l’immortalità se avesse trovato qualcuno disposto a morire per lui. Della tragedia sono belle entrambe le versioni più note: quella di Frinico, in cui Alcesti muore il giorno delle nozze, e quella euripidea, in cui Alcesti è chiamata da Thanatos alcuni anni dopo il matrimonio, quando l’unione è consolidata. Alcesti non è, come si potrebbe pensare, una donna “succube” del marito, a lui passivamente devota. E’ una donna coraggiosa, e attivamente devota ad Admeto, fortemente innamorata di lui. Ne condivide quindi le scelte, si sacrifica per la famiglia. Alcesti sa mantenere la linea del marito, non si distacca da questi, neanche quando questo si rivela difficoltoso e arduo. E’ quella moglie che spero di diventare anch’io, anche se questa categoria può considerarsi in via d’estinzione.
Ho scritto con passione questo post, parzialmente perché innamorata della cultura greca, e parzialmente perché mi piace far capire che la cultura antica non è fine a sé stessa, rispecchia quella di oggi e può regalarci un messaggio attivo. Perdonate la lunghezza del post!
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martedì 22 giugno 2010
Di casalinghe avventure
Come casalinga sarei certamente un disastro, questo è sicuro. Prima di tutto non sono tagliata per i lavori domestici, e in secondo luogo... ho scoperto di essere una piromane repressa!
Dunque, ho bisogno di raccontarvi alcune delle mie malefatte, l'ultima delle quali è avvenuta proprio oggi nel pomeriggio e si è conclusa con l'acquisto di una nuova moka per due.
La prima avvenne diverso tempo fa, quando inavvertitamente lasciai il gas acceso (fiamma molto bassa, infatti per me invisibile!) e posi sopra il fornello uno strofinaccio decorato che mia madre usava per renderlo carino. Quest'ultimo prese fuoco. Con una bottiglia d'acqua stroncai sul nascere l'incendio, e mia madre non ebbe a dispiacersene troppo. Meglio uno strofinaccio buttato che una cucina (la mia è quasi interamente in legno) da ricomprare, no?
Con la seconda, e anche la terza, bruciai senza volerlo i manici di due pentole che, a mia discolpa, non erano in acciaio, ma piuttosto vecchi. I miei genitori si sposarono nel lontano 1987, e le pentole sono le stesse che ricevettero in regalo quell'anno. L'ultimo manico si staccò mentre stavo per scolare la pasta, ed evitai lo stato di calamità naturale e una vistosa crepa sul pavimento in marmo per il solo fatto che ero già quasi atterrata sul lavandino.
E la quarta vicenda è quella di oggi. A riprova del fatto che non sarò mai una buona casalinga, e che in caso di matrimonio le mie manchevolezze sul piano domestico potranno costituire ottima ragione per un divorzio, va detto che a pranzo eravamo in due, io e mio fratello. Mia sorella sarebbe rientrata verso le tre da un corso estivo a scuola. Io ho cucinato pasta per due persone, dimenticando nel mio inconscio la poveraccia. Quando me ne sono resa conto, ho riempito un pentolino d'acqua, e ho acceso il gas. Così pensavo, fino a quando dal salotto, dov'ero nell'attesa che l'acqua bollisse, non ho sentito odor di bruciato. Santa Vergine, ho pensato, sta a vedere che sto, senza volerlo, si capisce, facendo nuovamente prender fuoco alla casa! Sono salita e allora ho realizzato che a prender fuoco, o meglio a fondere e poi colare sul fornello, era invece la piccola moka. In altre parole, avevo acceso la postazione sbagliata!
Va in realtà detto che, a seguito di similare incidente, la suddetta piccola moka era già stata riparata, causa fusione e caduta del manico. In tal caso però l'operazione non era ripetibile, in quanto anche il tappetto sopra si era fuso in una strana forma vagamente rotonda. Alle 15.30 sono corsa al negozio per sostituire la moka.. una Bialetti, s'intende! (Non perchè non ami le sottomarche, semplicemente perchè, dal momento che mia madre avrebbe sicuramente notato la sostituzione, tanto valeva prendere qualcosa di egual valore!)
Qui termina la mia avventura casalinga ma, a onor del vero, non posso vantare particolare maestria nemmeno nei lavori domestici, per i quali non ho grande attitudine. Questo anche a titolo di avvertimento: se qualche lettore, blogger o meno, dovesse mai infatuarsi della sottoscritta (!), metta in conto una domestica a tempo pieno, che dorma a casa nostra, salvo il caso in cui volesse, prima o dopo, dormire non nella propria casa!
coccola5
Dunque, ho bisogno di raccontarvi alcune delle mie malefatte, l'ultima delle quali è avvenuta proprio oggi nel pomeriggio e si è conclusa con l'acquisto di una nuova moka per due.
La prima avvenne diverso tempo fa, quando inavvertitamente lasciai il gas acceso (fiamma molto bassa, infatti per me invisibile!) e posi sopra il fornello uno strofinaccio decorato che mia madre usava per renderlo carino. Quest'ultimo prese fuoco. Con una bottiglia d'acqua stroncai sul nascere l'incendio, e mia madre non ebbe a dispiacersene troppo. Meglio uno strofinaccio buttato che una cucina (la mia è quasi interamente in legno) da ricomprare, no?
Con la seconda, e anche la terza, bruciai senza volerlo i manici di due pentole che, a mia discolpa, non erano in acciaio, ma piuttosto vecchi. I miei genitori si sposarono nel lontano 1987, e le pentole sono le stesse che ricevettero in regalo quell'anno. L'ultimo manico si staccò mentre stavo per scolare la pasta, ed evitai lo stato di calamità naturale e una vistosa crepa sul pavimento in marmo per il solo fatto che ero già quasi atterrata sul lavandino.
E la quarta vicenda è quella di oggi. A riprova del fatto che non sarò mai una buona casalinga, e che in caso di matrimonio le mie manchevolezze sul piano domestico potranno costituire ottima ragione per un divorzio, va detto che a pranzo eravamo in due, io e mio fratello. Mia sorella sarebbe rientrata verso le tre da un corso estivo a scuola. Io ho cucinato pasta per due persone, dimenticando nel mio inconscio la poveraccia. Quando me ne sono resa conto, ho riempito un pentolino d'acqua, e ho acceso il gas. Così pensavo, fino a quando dal salotto, dov'ero nell'attesa che l'acqua bollisse, non ho sentito odor di bruciato. Santa Vergine, ho pensato, sta a vedere che sto, senza volerlo, si capisce, facendo nuovamente prender fuoco alla casa! Sono salita e allora ho realizzato che a prender fuoco, o meglio a fondere e poi colare sul fornello, era invece la piccola moka. In altre parole, avevo acceso la postazione sbagliata!
Va in realtà detto che, a seguito di similare incidente, la suddetta piccola moka era già stata riparata, causa fusione e caduta del manico. In tal caso però l'operazione non era ripetibile, in quanto anche il tappetto sopra si era fuso in una strana forma vagamente rotonda. Alle 15.30 sono corsa al negozio per sostituire la moka.. una Bialetti, s'intende! (Non perchè non ami le sottomarche, semplicemente perchè, dal momento che mia madre avrebbe sicuramente notato la sostituzione, tanto valeva prendere qualcosa di egual valore!)
Qui termina la mia avventura casalinga ma, a onor del vero, non posso vantare particolare maestria nemmeno nei lavori domestici, per i quali non ho grande attitudine. Questo anche a titolo di avvertimento: se qualche lettore, blogger o meno, dovesse mai infatuarsi della sottoscritta (!), metta in conto una domestica a tempo pieno, che dorma a casa nostra, salvo il caso in cui volesse, prima o dopo, dormire non nella propria casa!
coccola5
sabato 19 giugno 2010
Non piove, diluvia
Uscita a cavallo mattutina (ma anche pomeridiana, a dirla tutta). Siamo partiti verso le 10 con un cielo che, se esattamente meraviglioso non era, per lo meno lasciava a sperare in una giornata simpatica.
Dopo due ore abbiamo preso tanta di quella pioggia da avere dei piccolini pesciolini rossi a spasso negli stivali! C'è stato un forte temporale. Fortunatamente eravamo sulla via del ritorno, ma ci siamo comunque bagnati completamente. Sapete il colmo? JW (leggi Jeidabliu), il mio puledro, aveva comunque una grandissima fame. Ha mangiato praticamente ogni ramo che ha trovato sulla sua strada!
coccola5
Dopo due ore abbiamo preso tanta di quella pioggia da avere dei piccolini pesciolini rossi a spasso negli stivali! C'è stato un forte temporale. Fortunatamente eravamo sulla via del ritorno, ma ci siamo comunque bagnati completamente. Sapete il colmo? JW (leggi Jeidabliu), il mio puledro, aveva comunque una grandissima fame. Ha mangiato praticamente ogni ramo che ha trovato sulla sua strada!
coccola5
sabato 12 giugno 2010
War at home
Vi ho tormentato per qualche giorno con la mia ansia pre-esame, e alla fine non vi ho raccontato com'è andata a finire.
28!!!! Sono stra-felice!!
Sono molto contenta per il voto, non me l'aspettavo proprio. Quando l'insegnante mi ha chiesto se accettavo, ho risposto di sì con un grandissimo sorriso.
Intanto martedì e giovedì ho altri due esami. Gli ultimi due saranno il 22 e 28 giugno. Ad essere sincera sono un po' esausta. Sette esami sono veramente tantissimi, neanche alla maturità...
Le uniche cose che veramente mi ha buttato giù di morale sono state le critiche dei miei genitori per il 28 di giovedì. Davvero non me l'aspettavo. Mia mamma ha avuto il coraggio di dirmi che mi sono accontentata, quando potrei benissimo arrivare al 30. E' vero che potrei arrivare al 30, ma l'esame era difficile e io ce l'ho messa tutta. Tanti miei compagni di corso hanno raggiunto risultati più bassi, quindi perchè non dovrei essere felice del mio?
I miei genitori hanno la rara capacità di farmi sentire completamente un disastro, in ogni circostanza. Fra di noi non c'è esattamente quello che si definirebbe un buon rapporto. Credo che mia madre non accetti il fatto che io e lei siamo diverse, e abbiamo opinioni spesso divergenti. Quindi si rifiuta sistematicamente di parlare con me e di scherzare, cosa che fa invece piuttosto spesso con mia sorella e mio fratello. Non che a loro ogni cosa sia concessa, questo no, però si avverte una bella differenza nel trattamento.
Alle volte penso di essere la sua "valvola di sfogo": è a me che rivolge il 90% delle critiche, e per qualsiasi cosa. Perchè mi sono vestita in un certo modo piuttosto che in un altro, perchè in quelle due ore ho letto e non studiato, e mille altre cose simili. Sta davvero esagerando.
La conclusione più semplice cui sono arrivata è che le sto antipatica, e questo è quanto. L'unica soluzione è non rispondere con una sola sillaba alle sue stupide critiche: lo fa per provocarmi, e darle risposta non avrebbe proprio senso.
Vi ricordate la strategia di Lisbeth Salander davanti agli psichiatri? La mia sarà la stessa.
coccola5
28!!!! Sono stra-felice!!
Sono molto contenta per il voto, non me l'aspettavo proprio. Quando l'insegnante mi ha chiesto se accettavo, ho risposto di sì con un grandissimo sorriso.
Intanto martedì e giovedì ho altri due esami. Gli ultimi due saranno il 22 e 28 giugno. Ad essere sincera sono un po' esausta. Sette esami sono veramente tantissimi, neanche alla maturità...
Le uniche cose che veramente mi ha buttato giù di morale sono state le critiche dei miei genitori per il 28 di giovedì. Davvero non me l'aspettavo. Mia mamma ha avuto il coraggio di dirmi che mi sono accontentata, quando potrei benissimo arrivare al 30. E' vero che potrei arrivare al 30, ma l'esame era difficile e io ce l'ho messa tutta. Tanti miei compagni di corso hanno raggiunto risultati più bassi, quindi perchè non dovrei essere felice del mio?
I miei genitori hanno la rara capacità di farmi sentire completamente un disastro, in ogni circostanza. Fra di noi non c'è esattamente quello che si definirebbe un buon rapporto. Credo che mia madre non accetti il fatto che io e lei siamo diverse, e abbiamo opinioni spesso divergenti. Quindi si rifiuta sistematicamente di parlare con me e di scherzare, cosa che fa invece piuttosto spesso con mia sorella e mio fratello. Non che a loro ogni cosa sia concessa, questo no, però si avverte una bella differenza nel trattamento.
Alle volte penso di essere la sua "valvola di sfogo": è a me che rivolge il 90% delle critiche, e per qualsiasi cosa. Perchè mi sono vestita in un certo modo piuttosto che in un altro, perchè in quelle due ore ho letto e non studiato, e mille altre cose simili. Sta davvero esagerando.
La conclusione più semplice cui sono arrivata è che le sto antipatica, e questo è quanto. L'unica soluzione è non rispondere con una sola sillaba alle sue stupide critiche: lo fa per provocarmi, e darle risposta non avrebbe proprio senso.
Vi ricordate la strategia di Lisbeth Salander davanti agli psichiatri? La mia sarà la stessa.
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mercoledì 9 giugno 2010
Nomi amati
Piccola pausa dallo studio. [Per inciso, sono sempre su melanomi, pericoli del turismo per l'ambiente.. quelle cose lì] La mia disperazione cresce con il passare delle ore. AAA tisana alla camomilla cercasi. O forse anche una canna, non che importi poi più di tanto.
E anche mia sorella è di esami. Doppia ansia. Help! Qui è lo sclero!
Mi viene in mente una poesia che ci aveva regalato il nostro prof di Latino e Greco alla fine dello scorso anno, prima della maturità, Itaca. Sono convinta di avervene già parlato. E' stupenda, fluida. E ogni tanto torna alla mente. Mi lego alle poesie e ai libri quasi come alle persone. Ogni tanto li rileggo, o ne rileggo solo dei capitoli. Scrivo qualche noticina a margine della pagina.
Allo stesso modo, anche se ora non centra poi molto,mi lego anche ai nomi delle persone. Ci sono dei nomi che amo particolarmente per il semplice fatto di aver conosciuto persone meravigliose che si chiamano così. [Antonella, Flavia, Emanuele, Davide, Elisabetta, Chiara] E degli altri che mi fanno sempre un effetto strano. [Elena, Anna, Francesca, Bruno, Daniela] Nomi che non riuscirò mai ad amare.
Mi sa tanto che questo è proprio lo sclero di cui sopra! Vi aggiorno in serata, spero.
coccola5
E anche mia sorella è di esami. Doppia ansia. Help! Qui è lo sclero!
Mi viene in mente una poesia che ci aveva regalato il nostro prof di Latino e Greco alla fine dello scorso anno, prima della maturità, Itaca. Sono convinta di avervene già parlato. E' stupenda, fluida. E ogni tanto torna alla mente. Mi lego alle poesie e ai libri quasi come alle persone. Ogni tanto li rileggo, o ne rileggo solo dei capitoli. Scrivo qualche noticina a margine della pagina.
Allo stesso modo, anche se ora non centra poi molto,mi lego anche ai nomi delle persone. Ci sono dei nomi che amo particolarmente per il semplice fatto di aver conosciuto persone meravigliose che si chiamano così. [Antonella, Flavia, Emanuele, Davide, Elisabetta, Chiara] E degli altri che mi fanno sempre un effetto strano. [Elena, Anna, Francesca, Bruno, Daniela] Nomi che non riuscirò mai ad amare.
Mi sa tanto che questo è proprio lo sclero di cui sopra! Vi aggiorno in serata, spero.
coccola5
Pubblicità occulta a sprazzi
Sono sempre più distrutta! Lunedì ho avuto l'altro esame scritto, Mediazione Scritta di Tedesco. Altre tre ore di esame. E dopo domani ne avrò un altro. Mediazione Orale di Inglese. So che l'argomento sarà il turismo, ma ci sarà comunque da divertirsi.
Oggi mi sono letta qualche articolo pubblicato su Internet, qualcosina sul Melanoma e i tumori della pelle. Mi sono fatta una testa così fra freckles (efelidi, nei) che a un certo punto diventano sempre più puffed (gonfi), persone che si sono pentite di aver frequentato troppo a lungo i tanning salons (solarium) senza protezioni.. Insomma, sono molto preparata sull'argomento!
Passando ad argomenti più leggeri, e che soprattutto influenzano meno i miei mal di testa, stasera hanno passato su Sky Nanny McPhee - Tata Mathilda. Sapevo che come film non era particolarmente impegnato, ma ho deciso di guardarlo ugualmente, e questo per due motivi: il fatto che adoro Colin Firth, che nel film è il padre dei sette bimbi pestiferi, e secondo una ragione un po' più profonda. Qualche giorno fa, quando era uscita la notizia dell'uscita del sequel del film sulla tata, era passato un servizio al tg che parlava del primo film. Ben sapendo che la tata non era piacevolissima alla vista, mi incuriosiva comunque parecchio come figura.
Allora, direte voi, il tuo giudizio? La smetti di intrallazzarci con queste tue riflessioni simil-profonde? Avete perfettamente ragione. Il film mi è molto piaciuto. Mi è piaciuta parecchio la figura della tata, ma anche quella di Evangeline, la sguattera che alla fine.. alt! Vi sto per raccontare tutto il film! La tata è severa, ferma nei suoi propositi e metodi, ma ha fiducia nei bambini, che dopo poco tempo, convinti più dalle sue magie che dalla sua figura, la ascoltano. E, poco a poco, le si affezionano. In ogni caso, lei li ritiene intelligenti, e glielo dice esplicitamente.
Quest'ultimo è un aspetto che mi è molto piaciuto.
Ultima piccola pubblicità occulta. Come probabilmente vi avevogià detto, ho fatto incetta di libri per l'estate (in realtà c'è un progetto di cui, per sola scaramanzia, non vi ho ancora parlato, ma vi racconterò ogni cosa al più presto). Tra i titioli acquistati, per cui proprio non ho saputo resistere, La ragazza che giocava con il fuoco, il proseguo di Uomini che odiano le donne, il mio amore letterario di cui vi avevo parlato. Lo adoro quanto il primo! Ne ho già lette 300 pagine su più di 700! Se continua così, temo che sarò molto presto in libreria!
Vi racconto tutto nei dettagli fra qualche giorno, è tardino e, soprattutto, il post è già sufficientemente lungo.
Vi pubblico la poesiola del giorno, è davvero molto bella. Il sito è questo: www.poesia.it
Oggi mi sono letta qualche articolo pubblicato su Internet, qualcosina sul Melanoma e i tumori della pelle. Mi sono fatta una testa così fra freckles (efelidi, nei) che a un certo punto diventano sempre più puffed (gonfi), persone che si sono pentite di aver frequentato troppo a lungo i tanning salons (solarium) senza protezioni.. Insomma, sono molto preparata sull'argomento!
Passando ad argomenti più leggeri, e che soprattutto influenzano meno i miei mal di testa, stasera hanno passato su Sky Nanny McPhee - Tata Mathilda. Sapevo che come film non era particolarmente impegnato, ma ho deciso di guardarlo ugualmente, e questo per due motivi: il fatto che adoro Colin Firth, che nel film è il padre dei sette bimbi pestiferi, e secondo una ragione un po' più profonda. Qualche giorno fa, quando era uscita la notizia dell'uscita del sequel del film sulla tata, era passato un servizio al tg che parlava del primo film. Ben sapendo che la tata non era piacevolissima alla vista, mi incuriosiva comunque parecchio come figura.
Allora, direte voi, il tuo giudizio? La smetti di intrallazzarci con queste tue riflessioni simil-profonde? Avete perfettamente ragione. Il film mi è molto piaciuto. Mi è piaciuta parecchio la figura della tata, ma anche quella di Evangeline, la sguattera che alla fine.. alt! Vi sto per raccontare tutto il film! La tata è severa, ferma nei suoi propositi e metodi, ma ha fiducia nei bambini, che dopo poco tempo, convinti più dalle sue magie che dalla sua figura, la ascoltano. E, poco a poco, le si affezionano. In ogni caso, lei li ritiene intelligenti, e glielo dice esplicitamente.
Quest'ultimo è un aspetto che mi è molto piaciuto.
Ultima piccola pubblicità occulta. Come probabilmente vi avevogià detto, ho fatto incetta di libri per l'estate (in realtà c'è un progetto di cui, per sola scaramanzia, non vi ho ancora parlato, ma vi racconterò ogni cosa al più presto). Tra i titioli acquistati, per cui proprio non ho saputo resistere, La ragazza che giocava con il fuoco, il proseguo di Uomini che odiano le donne, il mio amore letterario di cui vi avevo parlato. Lo adoro quanto il primo! Ne ho già lette 300 pagine su più di 700! Se continua così, temo che sarò molto presto in libreria!
Vi racconto tutto nei dettagli fra qualche giorno, è tardino e, soprattutto, il post è già sufficientemente lungo.
Vi pubblico la poesiola del giorno, è davvero molto bella. Il sito è questo: www.poesia.it
A noi
si addice
la
paura
della
tenerezza.
Herta Müller
coccola5
domenica 6 giugno 2010
Greetings from me
Stasera era a cena da noi una coppia amica dei miei. Ne ho approfittato per fare due chiacchere, e nulla più. Data l'assenza di mia madre, ho dovuto fare la parte della padrona di casa, cosa che mi ha stancata verso le 21.30, quando con mia sorella sono andata a vedere un film al cinema.
Abbiamo visto Sex and the city 2, niente di speciale, ve l'assicuro. Soltanto una sfilata di moda e superficialità. Poco, o meglio niente, da imparare. Avrei preferito il film con JLo, che se non altro tocca un tema più impegnato, più serio, ecco.
Più che altro mi è venuto un sonno assurdo.
Mi vengono spesso in mente alcuni (ormai) vecchi film degli anni '90, semplici e molto risibili, come Papà ci hai rotto! o 10 cose che odio di te. Sono film per ragazzi, ma li avrò visti un milione di volte, e mi fanno sempre ridere parecchio.
Quanto al resto ho avuto il primo esame scritto giovedì 3, di Inglese, e ne ho un altro lunedì 7, di Tedesco. Nel primo ho fatto una traduzione leggermente creativa. Vedremo! Domani devo finire di studiare per tedesco, speriamo bene!
Un bacio,
coccola5
ps. possibilmente vi aggiorno domani sera! Kiss.
Abbiamo visto Sex and the city 2, niente di speciale, ve l'assicuro. Soltanto una sfilata di moda e superficialità. Poco, o meglio niente, da imparare. Avrei preferito il film con JLo, che se non altro tocca un tema più impegnato, più serio, ecco.
Più che altro mi è venuto un sonno assurdo.
Mi vengono spesso in mente alcuni (ormai) vecchi film degli anni '90, semplici e molto risibili, come Papà ci hai rotto! o 10 cose che odio di te. Sono film per ragazzi, ma li avrò visti un milione di volte, e mi fanno sempre ridere parecchio.
Quanto al resto ho avuto il primo esame scritto giovedì 3, di Inglese, e ne ho un altro lunedì 7, di Tedesco. Nel primo ho fatto una traduzione leggermente creativa. Vedremo! Domani devo finire di studiare per tedesco, speriamo bene!
Un bacio,
coccola5
ps. possibilmente vi aggiorno domani sera! Kiss.
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