Stasera sento nostalgia della mia prosa etica, malinconica, idealista. Ci sono sere in cui ho un preciso bisogno di poesia, quella lirica aggraziata e musicale che non riesco a fare uscire, e altre in cui la prosa mi colpisce al petto, come una fitta, come un dardo lanciato e perfettamente mirato. Come questa sera.
Ci sono giorni in cui mi odio terribilmente, avevo scritto qualche tempo fa in merito all’incontro con E. e altri, aggiungerei ora, un po’ meno. Semplicemente non mi sopporto. Lo avete capito, ho rivisto E. Per chi non conoscesse la storia, rileggete i vecchi post, dovrei ripetermi odiosamente. È stata un’altra bella serata, molto confidenziale, come al solito. Ogni volta che ci vediamo non posso fare a meno di raccontargli tutto quanto, più o meno. Ci sono parti della mia vita che nessuno, nemmeno la mia migliore amica (F.), conosce. Il punto è che semplicemente ci sono cose, pensieri o fatti che semplicemente non racconto mai. Il blog, ad esempio, è una di queste. Non voglio che i miei amici pensino di essere condannati od elogiati su Internet (ma non è quello che qui accade, del resto). Quando qualcuno dice di conoscermi perfettamente, il che succede raramente, non posso fare a meno di guardarlo scettica e di pensare “temo proprio di no”.
Tornando a noi, abbiamo parlato esattamente di tutto, anche dello psicologo (da ora in poi sarà chiamato Psycho, semplicemente perché come abbreviativo mi sembra suoni meglio di “psic” o “psico”!) che da un po’ di tempo a questa parte sto frequentando. È stata la parte più bella di tutta la serata, paradossalmente. E. mi ha detto tutto quello che avevo immaginato nella mia testa, e anche di più. In parte, che è anche merito suo se mi sono decisa, il che è assolutamente vero. Il lavoro al Gallo’s dello scorso anno è stato importante anche per questo: è stato l’unico a volermi bene davvero, a dirmi sempre e puntualmente le cose in faccia, a non avere pietà delle mie forti insicurezze e del mio masochismo (più avanti vi racconterò ogni cosa per bene, prometto, ora ne verrebbe fuori un post troppo lungo e complicato), a non dire “poverina, bisogna inserirla” - quello che, in diverse misure, da zero fino a troppo, è successo negli ultimi tempi. E. è una persona che ringrazio e che ringrazierò sempre, per tantissimi motivi. Il primo è proprio quello di cui sopra. E’ stata la prima persona, esterna alla mia famiglia, si intende, a mettermi di fronte al mio problema e a non sopravvalutarmi, a non vedermi, come fanno gli altri, un gradino più in su di tutti.
Quest’ultima riga necessita, per essere compresa, di una spiegazione. Il mio prof di Filosofia delle superiori, Fingerle, mi ha detto una volta che gli altri si allontanano da me perché mi vedono “un gradino sopra a loro”, in altre parole, come se io li snobbassi. Il che è parzialmente vero. Ciò che gioca spesso a mio sfavore è la mia lite continua con me stessa, da cui deriva una critica (che faccio internamente) spesso impietosa nei confronti di chi ho davanti. L’altro verbo che ho usato è sopravvalutare: una mia amica mi disse una volta, prima degli esami di maturità: “Sei preoccupata per gli esami? Tanto prenderai sicuramente 100!”. È la mia “maschera”: quando racconto la mia vita agli altri, tralascio i problemi, le discussioni di casa, le cose negative.. Risultato: gli altri, quelli che mi conoscono, mi vedono esteriormente perfetta. Il che non corrisponde al vero, proprio per niente. Voi che mi leggete lo sapete bene.
E., tornando a noi, è stata anche la persona che ci ha tenuto tanto a farmi aprire caratterialmente. Non si è mai dato, non si dà, per vinto. Alle volte mi sembra un istruttore con i suoi allievi: cerca sempre di più da loro.
E poi ci sono altre cose, di carattere confidenziale, che Rock My World non è il luogo adatto per ospitare.
Sii vanitosa, mi ha detto E. questa sera, devi volerti vedere figa per una sera, pensare ‘io sono più figa di quella là.’ Devi tagliare i capelli, rinnovare il tuo look. Devi credere in te stessa. È il principale motivo per cui ho questo rapporto straordinario (da intendersi come ‘fuori dall’ordinario’) con lui. È per questo che sono disposta a mentire ai miei pur di vederci. È un’amicizia che vale.
Non sono una persona facile, questo è chiaro. Spero di non aver dato in questo post l’impressione di essere una malata mentale o una persona con problemi psichici. Mi sono rivolta a Psycho perché è tempo di riordinare la mia vita, di rinascere. È tempo di tornare a me stessa, di scoprire quanto bella potrei essere. È tempo di grazia per noi, è tempo di tornare a Dio, di mostrare all’anima la speranza che c’è salvezza per l’umanità, diceva una canzone di chiesa che cantavo da piccola. È proprio quello che
spero succeda, tutto qui.
Potrei continuare ad essere come sono adesso?, ci si potrebbe chiedere. Lo potrei. Ma perderei i miei vent’anni, perderei un sacco di tempo. E francamente, non so proprio come potrebbe finire né voglio saperlo.
coccola5
ps. non avevo detto nulla a nessuno, ma la scorsa settimana sono stata in Egitto. Ve ne parlerò nel prossimo post. Questo semplicemente perchè il blog non ha funzione di diario cronologico, ma di semplice sfogo dell'anima. Pazientate, dunque, e non abbiatemene a male.
perchè si pensa sempre che chi va da Psycho è malato mentale? il mondo è bello perchè è vario, c'è chi riesce a sistemarsi - più o meno facilmente - da solo e chi ha bisogno di essere sostenuto in un percorso interno che non è mai semplice, anzi!è bellissimo il vostro rapporto, credo che ognuno di noi dovrebbe avere una persona come E. nella sua vita, ciò purtroppo non succede spesso quindi sei fortunata :)facci sapere se il tuo rinnovamento *interno ed esterno* è andato a buon fine :*Erika
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