giovedì 30 settembre 2010

Bollettino felino


Ho letto La regina dei castelli di carta fino quasi ad addormentarmi, iersera. Ho pensato alla mia micia, che se l'è "cavata" con una flebo di analgesico e una prognosi di 15 giorni. Meglio così. Tempo fa, E. mi aveva raccontato che sua mamma, facendo retromarcia per uscire con l'auto, aveva investito il micio. Spappolato, ha precisato lui. Almeno il tuo è vivo, mi ha detto ieri quando gli ho telefonato. Sì, anche se fa un male cane vederla arrancare così. Non miagola affatto, non ha nemmeno la forza di guardarci quando la chiamiamo, volta leggermente la testa e si lascia così. Mi sento malissimo.



Stasera vedo E. Ci troviamo verso le 23, per i miei andiamo fuori per le 22.15, 22.30. Mi piazzerò al Cif, un baretto vicino casa mia, tra i camionisti che tentano di fare amicizia, ad aspettarlo. Fumerò nervosamente una sigaretta nell'attesa di lui. E lo maledirò, ne sono certa, perchè non risponde al cellulare. La sua legge di Murphy. Se lo chiami, due volte su tre lo svegli (anche se chiami alle 16!), la terza non risponde perchè dio solo sa dove lascia il telefono. L'altro ieri l'ho chiamato a casa, dopo svariati tentativi al cellulare. Avrà pensato che sono impazzita del tutto dalle chiamate che gli ho lasciato. "Salve, sono Martina, cercavo E., spero di non disturbare." "Si, te lo passo subito." "Grazie, scusi ancora il disturbo.", tempo due secondi ed E. alza il ricevitore. "Ciao, sono coccola5, ma dove diavolo avevi  il cellulare?" "In cucina"... capite bene che a quell'affermazione lo avrei ucciso!! 


Siamo rimasti d'accordo di vederci stasera, con la raccomandazione di tenere con sè, ossia in tasca o in un posto dove lo senta squillare, il cellulare. Vedremo!



coccola5

mercoledì 29 settembre 2010

Non ti muovere


Quello della morte è un argomento che ho sempre evitato nel blog. Mi fa paura, quando penso che potrebbe accadere anche a me ritengo sempre di non essere pronta, che ho ancora tanto da dare, che devo rivoluzionare la mia vita con Psycho, Tranquipsycho e con me stessa.
 


Eppure oggi mi è inevitabile non accennarne nemmeno. Mia madre è rientrata da lavoro verso le 13 e, entrando in cortile con l'auto, ha investito la mia micia. Al momento è ancora viva, ma la vedo così debole... Non ha neppure miagolato, ha solo zoppicato fino all'entrata con la zampa ferita e, senza un fiato, ha vomitato e avuto un'emorragia anale. L'ho guardata spaventata, con la mano alla bocca e il cuore a pezzi. Quella gatta è l'animale di casa cui, dopo JW, sono maggiormente affezionata. JW ovviamente non posso vederlo tutti i giorni, ma lei ha sempre una carezza in serbo per me, ultimamente veniva spesso a cenare e fare colazione con me. Saliva sulla sedia, mi saltava in braccio e si accoccolava lì fino a quando non terminavo di mangiare. E' una gatta stupenda, completamente bianca con gli occhi azzurri. L'abbiamo presa da piccolissima, inizialmente aveva dei piccoli problemi di salute che abbiamo risolto nel tempo.



Il pensiero di perderla mi fa impazzire. Questa primavera è morto il mio gatto rosso, quello ciccione di 8kg antipatico. 



Vorrei che chi mi sta accanto, animali o persone che siano, potessero restare con me per sempre. Vederli andare via è orrendo. Fortunatamente, non ho perso parenti stretti da quando sono nata, ma c'è una sorta di egoismo in questo mio pensiero. Mi domando, ogni tanto, quando accadrà e rabbrividisco. Penso che sarà tragico anche solo se dovesse trattarsi della cugina cui sono meno legata, quella di secondo grado che non vedo da non so quanto. 



E' un ragionamento che faccio anche in amicizia. E., A., F. e D., le persone che frequento (e che non vengono a cavallo con me), sono importantissime. Insostituibili. Il pensiero che si allontanino da me, che possano farsi del male, che possano trasferirsi lontano da me, mi manda davvero in crisi. Specialmente E. Ho già specificato che non ne sono innamorata, ma sono tanto legata a lui da non riuscire a immaginare la mia vita senza la nostra amicizia. 


 


It's clear


we don't understand,


but the last thing on my mind


is to leave you.



Don't scream.


There are so many roads left.


Mika - Relax, take it easy 



- A mio giudizio è una splendida definizione di amicizia.



Resta con me, piccolina. Nel mio egoismo ti voglio qui, e voglio che tu ce la faccia, anche per tornare a coccolarmi, a stenderti dentro la valigia, a dormire sul mio petto e sul mio fianco, a lamentarti quando non posso stare con te, a piangere quando devo partire. Ti voglio bene.



coccola5

La mia musica


Spesse volte, mentre traduco dall'inglese verso l'italiano, mi ritrovo intenta a ricercare un particolare termine nella mia mente. Altre volte immagino, conosco già il significato di parole che non ho mai incontrato prima: prefiguro nella mia testa quello che possono significare, le ripeto ad alta voce per non scordarne il significato. E poi ci sono momenti in cui so cosa vorrei esprimere tramite le parole, ma non riesco a trovarle. Quando si dice "ce l'ho sulla punta della lingua".
 


Un po' come stamane o ieri sera. Sento forte la voglia di scrivere, vorrei abbozzare qualcosa di lirico, e mi vengono in mente solo versi di canzoni che amo, che mi hanno accompagnata durante i periodi della mia vita. Sono rimasta sola a lungo in tempi diversi, la musica mi ha sempre tenuto buona compagnia. Gli autori che ascoltavo qualche anno fa non sono troppo diversi da quelli che mi appassionano tuttora. Ho gusti piuttosto classici, non evado troppo: Vasco Rossi, Ligabue, Laura Pausini, Eros Ramazzotti, Marco Ferradini (Teorema), Max Pezzali e gli 883, Lady GaGa, Dido... i più conosciuti, insomma. Ma ho sempre pensato che, pur essendo molto conosciuti, siano tutti artisti che hanno sempre qualcosa da raccontare, che non sprechino canzoni. 



C'è un cantante che accompagna i miei momenti di empatia: Eminem. Lo ascolto dai tempi di "The Eminem Show", precisamente dal 2004. Le sue canzoni sono piene di rabbia, ti fanno pensare, ti ricordano che non esistono solo situazioni fortunate come la tua o la mia. E' adatto a quando penso a qualcuno che amo e che si trova in un particolare periodo della sua vita.



Poi ci sono i Simple Plan, perfetti per i momenti di rabbia: Welcome to my life e Shut up hanno veramente una potenza insita pazzesca. Prima ti caricano, poi ti calmano, ti fanno vendicare mentalmente.



I Nickelback, che prima, come i Simple Plan, non ho citato, sono adatti ai miei innamoramenti. Far away è la canzone dell'estate 2006, quando mi ero innamorata di un ragazzo stranissimo, Chad. Ho trascorso quell'estate in Canada ed è stata tra le migliori della mia vita: c'è stato quel ragazzo, l'inglese che ho imparato, le mie vicine di casa simpaticissime, due amicizie via Internet che si sono protratte nel tempo... La ricordo in particolare perchè sono stata davvero bene, farmi conoscere in un posto nuovo mi ha permesso di togliere quelle etichette che mi affibbiano quando sono nella mia cittadina.



C'è Lady GaGa, che si addice perfettamente ad E. Poker face ha ormai la sua storia, ma mi fa rabbrividire ancora ogni volta che la ascolto sull'iPod. Quella canzone non aveva niente di speciale prima di andare la prima volta allo Sky con E. Lì mi ha fatta ballare, si è preso cura di me, mi ha toccato i capelli. Quella canzone l'ho ballata con i suoi fianchi pressati sulla schiena e le sue mani intorno alla vita. Non lo dimenticherò mai. E' un ricordo stupendo.



Ci sono le canzoni degli YMCA e di altri gruppetti stile country-folk che ricordano il mio periodo nel vecchio ristorante. A fine serata accendevamo la musica a palla e pulivamo, e poi mangiavamo insieme il dolce. Qualche sera siamo rimasti fino alle 2, abiamo riso, scherzato. Sono state sere magnifiche, a modo loro, mi hanno cambiata, dopo tutto.



E infine c'è Vasco. Lo cito per ultimo perchè è il più importante. Di Vasco non saprei scegliere una canzone: in certi momenti ho amato Vivere, in altri Stupido Hotel o Hai mai. Vasco mi è sempre piaciuto per la sua semplicità di parole, per la sua schiettezza. Nascondersi dietro a un dito, dietro a un "sono cambiato" non fa per me. Coca Cola rappresenta perfettamente quello che sto dicendo. Non ho mai amato Albachiara, ci ho visto sempre e soltanto l'immagine di una ragazza che si tocca, sola in una stanza. Null'altro. L'immagine della brava ragazza che poi. Vasco ha sempre rappresentato la libertà, quella che tutti noi cerchiamo disperatamente e che non sappiamo trovare, quel senso di infinito che solo la musica e la poesia ci danno. Qualunque cosa vogliamo essere, non sarà mai quello che siamo. Siamo così, imperfetti e perfetti a modo nostro, e va bene. Non cambieremo mai perchè non credo nei cambiamenti, credo soltanto che avvengano per necessità. Ma almeno siamo noi stessi.



coccola5

lunedì 27 settembre 2010

We're Young


We are young,
we are strong,
we're not looking 
for where we belong.

We're not cool,
we are free,
and we're running
with blood on our knees.
Mika - Kick-Ass (We're Young)


coccola5

Odd families

Rispetto a qualche anno fa odio molto meno i pranzi di famiglia. Allora portavo con me un buon libro e dopo il desinare mi confinavo in un angolino a leggere finchè qualcuno non mi diceva “andiamo a casa, che dici?”. Le domande sono tendenzialmente sempre le stesse, da parte di nonni che confondono il tuo nome con quelli di metà della tua famiglia (“Anna..?, e no, Laura..?, no, no.. Marta!”, e ancora non si è arrivati a quello giusto), che ti chiedono che classe frequenti anche se vi vedete una volta ogni due mesi.. così è. Fortunatamente con la famiglia di mio padre c’è sempre stato un ottimo rapporto, se non di amicizia in senso proprio, per lo meno di cortesia e simpatia scambievole. Non ci vediamo spesso, dal momento che loro abitano in città, però rivederli è sempre un piacere: mia zia era persino venuta al mio orale di maturità!

Oggi, quindi, siamo andati al compleanno di mia nonna Sorriso (soprannome di fantasia, ovviamente). Compie domani 80 anni, è un bel traguardo, e avevamo deciso di festeggiare con la famiglia al completo. Partenza trafelata da casa, tra l’altro con un fanale dietro andato [ve lo dico perché, se fosse stato per mio papà, lo avremmo aggiustato sul momento, arrivando con mezz’ora e più di ritardo] e via fino a Verona. Abbiamo chiacchierato un poco, poi mangiato un primo abbondante: riso con pesce e pasticcio (o lasagna). Non mancava nulla: vino, acqua, bibite per noi giovini, e infine naturalmente il dolce. Abbiamo cantato “tanti auguri” a mia nonna e poi, ad alta voce e rossa invasata, le ho letto una poesia in dialetto. L'ho guardata spesso, mentre leggevo, mi ha dato felicità vederla commuoversi durante la lettura. Se la poesia fosse durata di più, sicuramente avrei pianto anch'io.

Il momento delle foto è stato qualcosa di drammatico. Va precisata questa particolare dote umana, vale a dire che, mentre un solo essere umano o due hanno la capacità di sorridere insieme e verso lo stesso punto contemporaneamente, quelle due persone perderanno tale capacità se dovranno essere fotografate in gruppo. In poche parole: ce ne fossero almeno due che guardano la stessa macchinetta o che non vengono fuori con facce strane o con gli occhi chiusi! Photoshop è grande a modo suo.

Alla fine siamo rientrati per le 18. E io volevo ancora stare là. Miracles happen sometimes.

coccola5

sabato 25 settembre 2010

Sassolini


Un sabato mattina perfettamente usuale. Pulizie della mia camera e cambio delle lenzuola, cosa su cui mia madre ormai scommette la data, lavaggio panni... Non che io sia una persona che vive nel disastro, semplicemente sono molto disordinata (o creativamente ordinata!) e ho il pessimo vizio di tirare un po' le cose per le lunghe, tutto qui. 
 


Ho messo il piumino, alla fine. E' l'inconfutabile dimostrazione della fine di quest'estate 2010, che a giorni sembra volersi protrarre stanca sino a metà ottobre e che altri si ritirerebbe volentieri in fretta. Odio settembre per questa sua incertezza: è un mese stupido, come marzo o aprile. Parti la mattina con un maglioncino leggero e torni il pomeriggio o la sera che vorresti una pelliccia. O peggio, l'ombrello lo lasci in macchina perchè figurati se piove, il tempo è bellino. E poi il diluvio, come iersera. Sono tornata a casa da lavoro, dalla pizzeria, verso le 22.25 sotto una pioggia leggera, che a momenti si faceva più forte. Arrivata alla mia cittadina aveva quasi smesso. Poi ha ripreso, aveva iniziato addirittura un temporale che ha terrorizzato i miei cani. E poi ha piovuto talmente tanto... Dev'essersi fermato verso l'alba, è battuto in ritirata con il sorgere del sole.



E infine, volevo togliermi qualche sassolino grammaticale dalle scarpe.


-se avete il coraggio di infilare in un post un'espressione ardita ed elegante come sciapò, sappiate che perderete tutta la mia stima in un nanosecondo. Chapeau!!


-vi assicuro che la parola nestesia non significa un emerito. Se andate sotto i ferri, vi fanno un'anestesia.


-sarebbe opportuna una distinzione tra filetta (di pizza) e trafiletto. I dizionari aiutano, e questa vi giuro che mi è capitata davvero. Orrore. "Vorrei un trafiletto di margherita"... "il giornalaio è a due passi da qui, giuro."


-le virgole a singhiozzo non si possono vedere. Se decidete di inserire un inciso nella frase attraverso le virgole, sappiate che come le aprite poi le dovete anche chiudere. Le virgole a singhiozzo sono orripilanti da vedere, una schifezza assoluta.



E infine anche un sassolino lessicale. [e ditemi che non è il vostro caso]


-anamnesi: dicesi anamnesi la ricostruzione della storia di salute (ed eventualmente familiare, legata a cibi o altro) e di quelle informazioni rilevanti per la diagnosi di un paziente.


-escursione termica: dicesi escursione termica quel fenomeno per cui, se siete nel deserto, a mezzogiorno ci saranno circa 50 gradi e la sera 20 o meno.


-emicrania: dicesi emicrania un disturbo, normalmente genetico, che vi crea regolarmente un mal di testa da farvi desiderare la vostra stessa defenestrazione. [è una parola che ho sempre amato, per la cronaca. Non volevo dire che vi fa desiderare di buttarvi dal terzo piano di un palazzo di testa]


-prolisso: dicesi prolisso un discorso o un testo quasi privo di senso, che va per le lunghe mentre voi vi domandate a) che cazzo dice? e b) quand'è che la pianta di parlare? e che vi fa desiderare sempre la vostra stessa defenestrazione.


-deturpare: rovinare, abbruttire. Per farvi un esempio, quando hanno buttato quella roba rossa nella fontana di Trevi, a mio avviso non era una creazione artistica, era una deturpazione di un sacrosanto inno alla beltà fisica e alla classicità.



L'ultimo sassolino che mi vorrei proprio togliere riguarda la mia serie tv preferita e i disastri che, a mio avviso, ha combinato. Negli ultimi anni c'è stato un boom di iscrizioni a Medicina, a Verona lo scorso anno erano circa 5000 persone. Mi domando se tutti costoro non siano spaventati dall'idea di sbagliare una diagnosi, di fare del male alle persone, eventualità che può verificarsi nel concreto, spaventati dall'idea di poter uccidere un uomo. Questo pensiero mi ha sempre trattenuta dall'iscrivermi. Frequenterei Medicina solo per interesse personale, per capire cosa distrugge e danneggia l'uomo, viceversa cosa lo salva o gli allunga la vita. 



Le serie come Dr. House - M.D., E.R. - Medici in prima linea, Grey's Anatomy hanno diffuso l'dea che essere medici sia una cosa fantastica ed entusiasmante. Che si possano far guarire le persone grazie ad un'intuizione, ad una cura sperimentale improbabile o ad un esperimento. In molti episodi, House sceglie la cura per un paziente escludendo senza prove mediche una delle due possibili malattie... chiariamo: questo normalmente è illegale! Un medico viene denunciato se sceglie la diagnosi giocando a dadi. Chiariamo ancora: la gente normalmente non si presenta in ospedale con un quadro clinico decisamente raro o improbabile, non aspetta di essere quasi morta per chiamare il 118 e normalmente non presenta sintomi a raffica e (quasi) a caso. E terzo chiarimento: fare una biopsia al cervello o al fegato o a qualunque altra parte del corpo significa fare un esame molto rischioso e molto compromettente, che non si può effettuare su pazienti molto malati perchè ciò li ucciderebbe. 
 


Io penso che quello del medico sia spesso un lavoro drammatico, più che altro. Si comunica ad una persona che soffre di cancro, o di una patologia incurabile, e non lo si fa certo a cuor sereno. Spesso si parla con persone che non hanno la nostra opinione del dolore, che rifiutano o accettano le cure su basi a noi poco comprensibili. Un medico in corsia vede costantemente il dolore, e ci vuole forza d'animo per reggere questo continuo spettacolo del corpo che va in sfacelo giorno dopo giorno. Certo, non è solo questo: ci sono molte persone che guariscono, che se la caveranno discretamente, ma ci sono anche persone che, pur dopo guarite, faranno una vita indegna di tale nome. Vivranno su una sedia a rotelle o attaccati ad un respiratore, prigionieri del proprio corpo. Non che le loro vite a quel punto non abbiano più senso, ma senza dubbio saranno atroci, ed è discutibile che tutti accettino un'esistenza così.



A me piacerebbe studiare Medicina solo perchè sono curiosa, perchè mi piacerebbe scoprire quali segreti ci riserva il nostro corpo, quali insidie, alle volte, ci tende. Ma non vorrei lavorare in corsia: non sarei capace di tollerare le sofferenze di tanta parte del mondo.


 


Ti ho avuto qui,


tra le mani,


qui eri.


Testardo, tu


legge dettavi


fino a ieri.



[...]



Io non sono come vuoi,


non inganno


e non so mai


dirti una bugia


senza rispetto.


Laura Pausini - Non sono lei

Se sono comunista

Finalmente cambio di template! 
Ne sentivo il bisogno, e su Fucker Graphic, dove solitamente mi rifornisco, non ho trovato molto. Infine mi sono affidata al grande mago grafico della rete: Deviantart! E' costantemente rifornito, le immagini sono stupende e cercando si trovano un sacco di template carini.

A parte questo. [Che bello mettere i punti dove non andrebbero! Non prendetemi per Moccia, vi prego!] Oggi è stata una giornata intensa: stamattina full immersion di Dr. House - M.D., pranzo da mia nonna che ha parlato per un'ora di non so bene cosa, partenza per Verona.. much money for TranquiPsycho, con cui ho parlato del lavoro, della scuola, della mia ansia... Lui ascolta e ascolta, spero di trovare delle risposte efficaci alla mia ansia, al mio perfezionismo. Soprattutto spero che un giorno saprò rilassarmi senza colpevolizzarmi, fare una battuta sul sesso senza pensare oddio ho detto una volgarità, oddio avrò esagerato? 

Lo scopo di tutte queste sedute è, almeno per come la vedo io, arrivare ad essere me stessa. Già, pare che la coccola5 che in genere presento agli altri non sia la vera me. Non che dica bugie, non ne sono capace, ma racconto una parte della verità, ometto le parti che non voglio gli altri sappiano, rifuggo i convenevoli, dico quel minimo minimo che serve.
Il blog è uno dei pochi luoghi esente dalla mia maschera. E' uno spazio franco, ecco.

Musicalmente. Ho ascoltato e riascoltato Telephone e Alejandro di Lady Gaga, sono davvero allucinata, non posso fare a meno di queste canzoni. La voce della cantante ha qualcosa di magnetico, che ha a che fare con la droga, davvero: la ascolti una volta e vuoi risentirla di nuovo! Sta diventando un'ossessione!!!! XD
Ah, ho ascoltato anche Generale di De Gregori e Il cielo è sempre più blu nella versione di Giusy Ferreri e anche, già, Matti di Renato Zero (la sigla di Ciao Darwin).

Parentesi di rimpianto-rimorso: spero che FX dia nuovamente Biancaneve, il documentario sul consumo di cocaina in Italia. Il punto è che ho bisogno di storie simili. Ho bisogno che i personaggi delle mie storie siano infelici, di leggere libri dove la gente soffre per vederla stare meglio, per piangere con loro. 

Lo scopo della nostra esistenza non è eliminare l'infelicità, ma mantenere il grado di infelicità al minimo. Sempre Dr. House, ma mi pare funzioni.

Questo mi riporta a TranquiPsycho. La mia paura più grossa? Che queste sedute costruiscano una coccola5 con la villetta a schiera, l'italiano in giro e il dialetto a casa, la bella macchinina per essere borghese, il cane (magnifico) da portare a spasso per essere sempre più borghese. Un po' come Radiofreccia, l'ispirazione è quella. Vi lascio il video del discorso di Boris che, a mio avviso, rappresenta bene le mie paure e dice delle grandi verità. Il discorso di Boris

C'è una ragione se sono comunista. Ops, solo di sinistra.

Pensiero choc. Piove tantissimo, c'è un temporale furibondo. Cosa mi renderebbe felice stasera? Stare nuda alla pioggia. Magari a cavallo.



coccola5
ps. c'è un sacco di corsivo nel post di oggi, ma sono solo le cose che importano o quelle sarcastiche, come "giornata intensa". La scenetta di oggi? Un vecchio seduto fuori un bar, nella panchina della veranda. Assolato, spensierato mentre fuori impazzavano il caos e il traffico. Per un momento l'ho invidiato. Per un bel po' ho ammirato l'intima bellezza di quell'immagine. Qualcosa di lirico.

giovedì 23 settembre 2010

Postilla

Postilla al post precedente, "Percorso a tappe". Certe persone hanno una vera e propria attitudine a rompere le scatole agli altri. Vi dò due indizi: pranza e vive con me. Non faccio il nome solo per lasciarvi la curiosità e mi metto su Linguistica.

Dite che guardare tre stagioni e mezzo di Dr. House in un mese mi abbia fatto male?

coccola5

Percorso a tappe

Si parte, nuovo giorno!
Prima tappa Linguistica sino a mezzodì, successivamente preparazione del desinare e nell'après-midi ancora Linguistica fino ad esaurimento dei nervi. 

Per il resto, niente di rilevante da trascrivere. Fuori c'è il sole, ma non fa caldo. In fin dei conti, mi dispiace lasciare l'estate, anche se adoro il freddo e rimanere a letto sotto il piumone.

Dopo la lastra di ieri, ho scoperto che il naso non è rotto. Menomale. Però fa ancora male, questo sì.

Vi aggiorno in seguito. Vi lascio una canzone.


If you were a king,
up there on your throne,
would you be wise enough
to let me go?
For this queen 
you think you own
wants to be a hunter again.

Dido - Hunter
 



Kiss.

coccola5

Quasi dimenticavo una cosa. Ieri sera i miei nonni sono rimasti a mangiare da noi. A fine cena, mia nonna voleva a tutti i costi lavare i piatti, mentre toccava a me. Allora mi dice: "io li lavo, tu li metti in lavastoviglie". Sembravamo una tenera coppietta. Ti adoro, nonnina.



 

martedì 21 settembre 2010

Il migliore amico dell'uomo

Perdinci, non scrivo da praticamente una settimana! Dovrei impegnarmi ad aggiornare quotidianamente, o quasi. In fondo, a Rock My World sono molto affezionata.

La grande novità di questa volta è la mia caduta da cavallo di domenica, spettacolare e pericolosa. Penso sia la sesta o settima caduta in dieci anni e mezzo di equitazione, ma la prima dovuta "tecnicamente" a me. In pratica, io e mia mamma arriviamo in scuderia con venti minuti di ritardo, gli altri sono già pronti. Selliamo al volo i cavalli. Io mi accorgo di aver sellato JW un po' indietro, ma sul momento non ci penso troppo. Fatti due passi gli tiro il sottopancia di un altro buco per sicurezza, mi sembra a posto. 
Più tardi, in passeggiata, avvistiamo una bella spianata tra i vigneti e decidiamo di fare una galoppata. Mia mamma, davanti agli altri, parte. Alla seconda falcata, qualcosa infastidisce JW e lui inizia a saltare su sè stesso. Io mi spavento, subito penso di avergli piantato erroneamente gli speroni sui fianchi ma così non è. Fatto sta che, al quarto salto, io volo in avanti cadendo di faccia. Sul momento la paura (oggettiva) è che il cavallo mi calpesti, ma accorgendomi che non lo fa, cerco di alzarmi per vedere dov'è andato. Non vorrei che fosse scappato. Mia mamma e gli altri mi aiutano a girarmi, valutano come sto, decidiamo che non c'è bisogno di chiamare il 118. 

Quando finalmente mi giro, JW è lì di fianco a me. Mi guarda tranquillo, con le redini sotto le zampe anteriori. "Il solito!", penso. C'è da dire che amo quel cavallo: pensavo mi avrebbe pestata e non l'ha fatto, pensavo sarebbe scappato e invece no. La colpa era mia perchè il sottopancia era poco tirato e quindi per questo si era infastidito. 
Io e mia madre torniamo in scuderia. Io preferisco rimanere in sella, sono un po' debole. JW non è adatto a trasportare gli infermi: fosse per lui saremmo continuamente sotto un albero! Comunque va piano, si fa pungolare dagli speroni, si fa coccolare.

Chi l'ha detto che il cane è il migliore amico dell'uomo?! Il mio è un cavallo.

coccola5
ps. ve lo dice una che ha due cani.

mercoledì 15 settembre 2010

Tre sorprese

Ho in programma un lungo post a tema attualità. Tre argomenti, tre sorprese (una bella, due no). Vi dò tre indizi: buona sanità, traffico, Stracquadanio. 

Aggiorno dopo lo studio di spagnolo, sempre in questo post.

*** 
Il mio studio è finito poco prima di cena in una lenta agonia, chiamata fratello: questi doveva scrivere una presentazione di sé in tedesco e mi interrompeva ogni tre secondi al suono di: “come si dice questo in tedesco? E quest’altro?”. Poi gli ho corretto la presentazione, pensando che non avrei trovato nemmeno una virgola fuori posto. Le tristi scoperti sono state le seguenti: la concordanza singolare-plurale per lui è cosa ignota, i verbi separabili (e quelli che si comportano come tali, vedi Fussball spielen) sono degli elementi astrusi della grammatica tedesca, e soprattutto, cosa che anche i non parlanti tedesco conoscono... al terzo anno di studi non ha ancora assimilato che i sostantivi si scrivono con la maiuscola!
Traduzione del paragrafo in una parola: Caporetto.

E veniamo a noi. Di solito, per rallegrare l’umore, si parte dalle buone notizie, nel nostro caso dalla buona sanità. Ho pensato meritasse questo appellativo dopo alcune visite all’ospedale di Borgo Trento di Verona stamane. Sono rimasta piacevolmente sorpresa dalla cortesia del personale, che mi ha spiegato come raggiungere il Centro Cefalee con tranquillità e con un sorriso. Non solo: ho pagato il ticket con solo cinque minuti di fila, e l’orario della visita è stato rispettato, anzi ho finito in anticipo.
Si parla sempre di mala sanità, però riconoscere i meriti degli altri è proprio difficile. C’è gente che si fa in quattro per gli altri, nonostante magari la giornata storta, il collega insopportabile o altro. E’ il principio che cerco di adottare anch’io al lavoro: il cliente non deve recepire i miei malumori.

E infine le cattive nuove, che naturalmente non vengono mai sole. Rientro dall’ospedale verso mezzogiorno nella mia cittadina in auto, convinta di trovare la strada aperta al traffico. E invece no! Ora, la mia lamentela verte su due punti: il primo è la mancanza di segnaletica (almeno un divieto d’accesso per lavori), che mi ha costretta a fare retromarcia con poca visibilità e sulla strada principale, con conseguente possibilità di smaltarmi contro qualcuno; il secondo è la chiusura continua per stupidaggini di questa strada, l’unica che porti a casa mia direttamente. Il mio paese ha un castello medievale e un centro storico costruito e tuttora vivente all’interno delle mura. Per ragioni storiche, dunque, vi sono essenzialmente due strade all’interno delle mura: la prima in salita, che porta direttamente all’esterno delle mura e a casa mia, la seconda piana, che costringe ad uscire da una porta stretta, a senso alternato con poca visuale e ad allungare la strada. Capirete quindi la strada che faccio e il motivo del mio “snervamento”. Concludo dicendo che, ogni tanto, magari pure per sbaglio, la segnaletica mettetela. Non è la prima volta, e non solo a Soave, che mi trovo in difficoltà per questo!

Ultimo punto, per niente collegato agli altri due ma che mi interessa maggiormente. L’altro giorno, dando una scorsa veloce al Corriere della Sera online (http://www.corriere.it), noto una notizia a mio parere choc, cui nessuno ha dato importanza. Il titolo della notizia (vi lascio il link dopo) è il seguente: “Legittimo usare il proprio corpo per fare carriera”. Ora, non vorrei sembrare quella che si sveglia dopo tre anni sulla realtà, né quella che si scandalizza quando taciti accordi, o comunque cose taciute che si sanno universalmente, vengono riportate ad alta voce. Già i festini, veri o meno che siano, a casa di Silvio avevano dato questa parvenza, già un sacco di altre notizie avevano confermato questa tesi. Però. Però. Mi fa rabbia sapere che c’è qualcuno che autorizzi moralmente tutto questo, che dopo tutte le parole sui recenti scandali abbia ancora il coraggio di dare un simile messaggio. Io sono giunta alla conclusione che i nostri politicanti pensino di discutere tutte queste faccende privatamente, come se fossero a casa loro. Sembrano non avere coscienza del fatto che c’è gente che ascolta queste cose, e che, fra i tanti scioperanti intelligenti che si ribellano, c’è anche chi prende per oro colato queste idiozie. Che poi proprio idiozie non sono: sono insulti con la I maiuscola verso le donne. Credo che dovremmo sentirci offese e indignate per affermazioni di questo genere, perché stanno a indicare una società maschilista in cui l’unico modo per emergere è mostrare e concedere ciò di cui si dispone. E anche una società in cui sono le donne stesse a sminuirsi per una lira in più. Ho visto gli spot della Rodriguez per la Tim pensando “oddio”, e pensando che non farei mai uno spot umiliante, che mi faccia interpretare la parte della donna asservita all’uomo, dotata di intelligenza inferiore e utile solo come suo sollazzo degli occhi e fisico.

Appendice: non sono una femminista, spesso mi trovo d’accordo con gli uomini, ma non riesco a pensare di rinunciare alla mia dignità. In ultima analisi, non riesco a pensare di servirmi della mia bellezza (solo di quella, si intende) per fare carriera, senza dimostrare che valgo davvero.
Vi lascio il link all’articolo: Stracquadanio - "Legittimo usare il proprio corpo per fare carriera". Raccontatemi le vostre opinioni!


coccola5

lunedì 13 settembre 2010

Un post accettabile

Di cose da raccontare ce ne sarebbero eccome, manca la voglia di scriverle. Tempo fa avevo pensato di registrarle, era stata un'ottima idea, ma qui... non si può fare! =D

Ok, vi scrivo le cose per punti, vediamo se così viene qualcosa di accettabile.

1) weekend solitario. Ero da sola a casa, mamma, fratelli e nonna erano fuggiti a Rimini al mare. Peccato che il sole abbia avuto pietà solo domenica, loro comunque hanno visitato S. Marino e fatto una scappata a Mirabilandia. Quanto li invidio!! Il motivo della mia permanenza mi porta al punto 2.

2) work. Sono rimasta a casa per via del lavoro. Avevo due serate su tre programmate, e quindi difficilmente avrei potuto disdire. Di fatto, mi hanno cambiato l'orario all'ultimo secondo, scoprendo (eh sì, nessuno è venuto a dirmelo, l'ho proprio scoperto) che avrei lavorato soltanto sabato. La mia rabbia saliva alle stelle. Mettiamoci anche una serie di comportamenti sbagliati da parte dei colleghi, avevo un certo cocktail di rabbia repressa in corpo. Ad esempio, che non si interrompe il collega immotivamente mentre questi parla col cliente lo sanno tutti, no? Eccetto loro, a quanto pare.

3) discoteque. (O meglio E.) Come si dice, non tutto il male vien per nuocere. Ne ho approfittato e ho fatto un salto in discoteca con E., Minipony e una collega di quest'ultima. Non è stata una brutta serata, ma nemmeno speciale come me l'aspettavo. Era la serata di chiusura, c'era un'atmosfera un po' strana, e poi ho ritrovato B., con il quale non parlavo da tempo. Si è comportato come se niente fosse mai successo, come se fossi stata la sua migliore amica. Ne ha approfittato per farmi un terzo grado veloce, ho cercato di rispondere restando sul vago. Non mi è piaciuto per nulla il suo atteggiamento, avrei preferito una certa freddezza. In qualche modo rispecchia la sua superficialità, o sbaglio? A proposito, prima di raggiungere la discoteca, eravamo usciti un paio d'ore. E' stata la parte migliore della serata: abbiamo parlato del più e del meno, al solito. Ma a voi "il mio primo istruttore di equitazione" sembra un'affermazione borghese? E. dice di sì, io... mi tengo il beneficio del dubbio.

4) degno di nota (e ormai suppongo anche di biasimo). My first kiss. Ad opera di... E., naturalmente! Mi ha presentato in fretta e furia un suo amico, e con la stessa velocità mi ha lasciato sola con lui. Il quale non ha esitato mezzo secondo a baciarmi, non so se su richiesta di E. o se per "interesse". Sta di fatto che, come si dice, mi ha infilato la lingua in bocca dopo avermi guardata per un minuto e avermi chiesto di dov'ero e cosa facevo nella vita. E poi ci siamo salutati. Come prima esperienza non è stato un granchè, mi riprometto di migliorare. Nota negativa: il tizio aveva fumato.. tempo fa avevo detto che non volevo un bacio all'alcohol, ma neanche al fumo!! Nota positiva: il commento di E. tra il divertito e lo sconvolto: "se non altro hai sverginato la bocca"... ti ringrazio per la finezza, mon amour!

5) capelli. Ultimo ma non meno importante: ho tagliato i capelli, che prima mi arrivavano a metà schiena o, come dico io, al seno. Adesso arrivano poco sopra le spalle, ed è stato un trauma per molti, ma stranamente non per me. Mi piacciono, e sono più facili da tenere in ordine. Ho colpito E., che mi ha detto quanto il taglio mi avesse ringiovanita! 
Avrebbe bisogno di un suo punto, ma la inserisco qui per semplicità e perchè centra con i capelli: la mini, di cui vi ho già parlato. 

Conoscete tutto. Voi, novità? Ho scoperto di avere una nuova lettrice, nyavirezi, che ringrazio (come tutti voi) per il commento. 

Hasta la vista! (già, devo studiare spagnolo)

coccola5
ps. è accettabile come post?? =D

giovedì 9 settembre 2010

*

Ogni tanto il delicato equilibrio del rapporto fra me e mia madre fa cilecca. Come ieri sera, per esempio.
Senza fare troppo sarcasmo su quanto lei si fidi di me e quanto poco io la sopporti, il che è universalmente noto, mi ha proibito di uscire a cavallo domenica. Il fatto è che lei sarà via con i miei fratelli e quindi io resterò da sola. In genere esco sempre con lei o mio papà, semplicemente perchè da noi non ci sono ragazzi della mia età che escono. 
Ha paura per me, che mi faccia male quando lei è lontana. Capisco l'amore materno, ma JW potrebbe disarcionarmi o fare il matto anche in sua presenza [è già successo, per la cronaca]. Quello che voglio dire è che sono io sul cavallo, sono io a gestirlo, e la sua presenza non diminuisce le probabilità che io mi spacchi una gamba. 
Cosa cambia? Che lei sarebbe vicina a me, pronta a chiamare aiuto, vicina a me in ospedale... ma non potrebbe comunque fare nulla. Sarei sempre io a "subire".

A me sembra sempre che non abbia fiducia in me, e che, al di là di questa stupidaggine, sia troppo condizionata dalla sua paura. 

Quello che mi fa rabbia è che per tutto il prossimo mese non ho giorno libero sabato o domenica, poi figuriamoci. Le mie possibilità di fare una cavalcata si annullano. Merdaccia. E, tra parentesi, vorrei sapere perchè le proposte di lavoro arrivano tutte quando hai già trovato.

coccola5 


mercoledì 8 settembre 2010

Sorprese

Sono su in cucina con il mio laptop, senza nessuna voglia in particolare di scrivere, guardare film, leggere o altro. Anna Karenina mi aspetta in camera, ma può proprio aspettare: ho cominciato quel libro per ben due volte, e non c’è verso.. So che prima o poi lo leggerò tutto, devo solo trovare l’ispirazione.

Sulla sedia vicino alla mia, c’è la mia giacca in pelle (similpelle, siamo onesti!) di Bershka. L’avevo presa l’anno scorso, è stupenda, ma ha l’odore di nuovo delle cose che metto poco. Come il vestito supercorto che ho preso lo scorso autunno, e che ho messo in una sola occasione, il compleanno in discoteca di B. E’ un vestito stupendo, ma qualcosa mi spinge sempre a considerarmi non adatta a metterlo, quasi fuori luogo.

Ieri, in mattinata, ho fatto qualche acquisto di abbigliamento: una maglia lunga con cintura in pelle, di quelle larghe da allacciare in vita (visto che ho la vita abbastanza stretta, ho deciso di approfittarne) e... la mia prima minigonna. So che una ragazza di vent’anni dovrebbe avere almeno una decina di minigonne nell’armadio, ma io le ho spesso viste quasi come volgari, ho sempre considerato di avere delle gambe troppo grosse, di non potermele permettere. E invece. Quando l’ho infilata nel camerino, sopra i leggins lucidi neri, ho avuto un brivido di emozione e di gioia. La commessa mi fa: “allora?”, io stavo ancora mettendo i leggins, fate voi... sono lenta a cambiarmi! Poi esco: “ma ti sta benissimo!!!”, mi fa lei senza darmi il tempo di guardarmi allo specchio. Entro in modalità “bilanciamento tra l’esagerazione della tipa e la realtà” e mi osservo: è vero, mi sta bene. Sempre della serie “non lo avrei mai immaginato”, del tipo non uscirò dal camerino neanche pagata 300 euro a secondo.

Quanto ci sorprende la realtà, alle volte, eh? Negli ultimi giorni mi stupisco di molte cose, di molte situazioni. Le trovo migliori del previsto, le trovo gioiose, effimere, ma belle. Questo è l’importante.

Adesso si pone un unico problema: cosa racconto a Psycho la prossima volta che ci vado?!

coccola5

domenica 5 settembre 2010

Bacchettate

Aspettarsi il minimo auspicabile dalle cose è il migliore modo per goderne appieno.

In altre parole, quelle serate che staresti volentieri a casa, che tanto incontrerò un mucchio di gente bacchettona, che però devi andare comunque (era il compleanno di un'amica, non potevo deluderla)... quelle serate che poi si dimostrano un sacco più belle di quanto avevi pensato.

Splendidi momenti. E piccole bacchettate dalla vita. (Mi ci volevano, entrambe)

coccola5