Se la vita
è solo un volo
che passa e va,
so che l’ho vissuta almeno,
so che l’ho vissuta appieno.
Eros Ramazzotti e Ornella Vanoni – Solo un volo
Vaffanculo. Proprio vaffanculo. La trovo una canzone stupida. La vita è solo un volo?, interessante come visione della vita. Non che io abbia la verità assoluta, ma mi pare abbastanza superficiale come immagine. Sembra qualcosa su cui si passa sopra, si sorvola, non una conquista da fare giorno dopo giorno. So che l’ho vissuta almeno, già, almeno. Sembra il nuovo standard. Come se bastasse vivere, come se non importasse il come. Trasmettiamo questo messaggio alle nuove brufolose generazioni. Ma sì, Vasco Vivere l’ha scritta così, non sapeva proprio come combinare due parole in una frase. Guarda che cazzata gli è uscita, alla fine. Vivere, e sorridere dei guai, così come non hai fatto mai. E pensare che domani sarà sempre meglio.
Ho pensato ad un collegamento con il ritrovamento del corpo di Sarah. Mi unisco al gruppo di persone che vogliono ricordarla. Le chiedo solo se ha vissuto almeno o se ha fatto come suggeriva Vasco. Vivere dice anche: vivere è come un comandamento. È una frase che per me è diventata davvero un comandamento, “vivi al meglio che puoi”, il dodicesimo dopo “fatti i cazzi tuoi”-
Nei meandri della mia logica, non riesco più a chiedermi, come facevo una volta, la ragione psichica che ha spinto lo zio a tutta quella violenza. Che senso ha? Lo zio si è negato e le ha negato l’umanità, l’unica vera dote che gli uomini non dovrebbero mai dimenticare. Si è atteggiato da padrone nei confronti della nipote, l’ha costretta, l’ha ridotta a oggetto. Ha trascurato di essere umano. [che trascurare è un verbo molto debole, qui] E le ha negato umanità, ovviamente, quando le ha usato violenza, quando ha violato il suo no, ma anche quando le ha avanzato la richiesta. Che razza di parente è uno che ti fa delle avances?
Sono cresciuta da cattolica e, anche se oggi sono un po’ in crisi, vivo secondo i valori cristiani, per quanto posso. E questo è un caso in cui mi nego di essere cristiana, di avere pietà e di dare una seconda chance. Certe persone non meritano una seconda possibilità. Non si può sbagliare così, e comunque non si può chiedere scusa dopo un simile errore. Sapete quando si dice che in certi casi è meglio tacere? Questo mi sembra uno di quelli. Certa gente merita il carcere a vita, forse nemmeno un avvocato. Che cosa dovrebbe fare l’avvocato? Tentare di dimostrare che l’accusa si sta inventando tutto di sana pianta, che sono tutti matti?
Ah, no!! Ora ricordo: dovrebbe tentare di dimostrare che lo zio ha avuto un raptus e che quindi è pazzo. Già, dovrebbe richiedere una perizia psichiatrica e cercare di far risultare a ogni modo che il tizio in questione non ci sta con la testa. Ma a dimostrare questo non mi pare serva la perizia psichiatra, la voce petulante di uno col camice bianco e cento dosi di Xanax a dire sì, lo zio è un pazzo omicida. No, direi di no.
Ma in Italia l’infermità mentale dà diritto a uno sconto di pena. Ma vaffanculo!!! Ora, niente contro i matti, personalmente credo di averne conosciuto almeno uno e adoro il loro modo di ragionare, lo trovo fuori dagli schemi e, a suo modo, molto logico. Il problema è che alle malattie mentali non esiste guarigione e, se un pazzo uccide, c’è buona probabilità che lo rifarà. Non mi sembra il caso di rimetterlo in libertà prima di uno normale, sempre che esista una tipologia “normale” di omicida.
Comunque sia, questo si farà qualche anno in meno di prigione e poi magari ucciderà un’altra nipote. Speriamo di no, ma non si può sapere.
Se sono incazzata? No, sono indemoniata perché la giustizia italiana non ci protegge e tutela, perché agisce sempre a fatti avvenuti e non conosce il concetto di prevenzione dei reati. Sono indemoniata perché lascia che un criminale governi il Paese (se qualcuno ricorda Luttazzi, e comunque non c’è bisogno di fonti. Uno che invita escort ai suoi festini forse non ha ben chiaro il concetto di crimini sulla prostituzione, eh), perché rimette in libertà gente che, per quello che ha fatto, dovrebbe stare in cella appesa a testa in giù, perché non funziona bene e prima che questo stronzo vada in galera come meriterebbe passeranno degli anni, sempre che non vada tutto in prescrizione.
Sarah, tu sei morta per mano di uno psicopatico omicida tuo parente, e questo è gravissimo. Ho seguito con spavento la tua vicenda perché non è stata degna di un essere umano e perché non hai meritato tutto questo. Mi dispiace solo che non riceverai giustizia bene, come dovresti. Questo adesso.
La vita è un dono divino, ma non solo questo. È una conquista che dobbiamo guadagnare a noi stessi. Vivere significa accettare di costruire una stupenda sinfonia. E cercare di farlo anche contro tutto contro, come diceva Vasco. Non perdiamo vite umane, non abbandoniamole all’angolo.
Vivere è come un comandamento.
Vasco Rossi,Vivere
coccola5
Ps. dopo tutta questa rabbia, spero che vi piaccia il nuovo template. E sempre sulla rabbia, se non volete stimolare il mio istinto omicida, evitate di parlare di “cadavere”. Il blog non è un reparto della scientifica, è un posto accogliente e cadavere è così freddo, così bianco obitorio asettico, così lontano.
Sono pienamente d'accordo con te.Poi la giustizia non ci sarà comunque, nessuno le potrà ridare la vita. Ma almeno dare un piccolissimo "sollievo" alla madre nel sapere che quell'uomo non dovrebbe più uscire dalla galera. Ma sicuramente, purtroppo, non sarà così.
RispondiEliminaMolto bello il tuo template! preferisco questo all'altro, perchè le parole si perdevano sullo sfondo. Per quanto riguarda Sarah hai perfettamente ragione, al solito l'hai espresso meglio di me. Parlare di infermità mentale in casi come questo mi pare un insulto a chi malato lo è davvero. Come si può usarla come scusa? Hai fatto quello che hai fatto, adesso paga. Non si può scappare da un'azione come questa, perchè gli tornerà in testa ogni santo giorno della sua vita. Purtroppo la giustizia italiana sembra che privilegi i grandi reati: com'è possibile che un assassino si faccia dieci anni di galera, e uno che ruba per sfamare la sua famiglia 5? Non ci siamo proprio.
RispondiEliminaanche io sono pienamente d'accordo.tral'altro se uno arriva a compiere una roba del genere è ovvio che è malato, ma questa non puo essere una giustificazione, diamine.in questi casi io, anche se sono cattolica, metterei in atto la pena di morte... questi casi sono disgustosi e non c'è nulla che li possa far giustificare, nulla!
RispondiEliminaGrazie dei commenti!@ pequenaeva: io credo che già il carcere a vita sarebbe dare un po' di giustizia a quella ragazza. Ed eliminare un pericolo dalla società. Non è cattiveria, ma i criminali non vanno lasciati a piede libero a sparare alle 15enni.@ Daygum89: mi sa che hai un po' frainteso il discorso sull'infermità mentale. Dicevo con ironia e malcelata rabbia che l'infermità mentale, o una patologia psichiatrica che dir si voglia, sussiste davvero in questo caso. Se uno uccide la nipote e la violenta morta sicuramente ha perso più d'una rotella. Lo zio è malato, in poche parole. Certo, l'avvocato lo può anche dire, ma non pretenderlo come attenuante.. Se il giudice vuole saperlo, bene, non m'interessa, ma che si faccia lo stesso i suoi anni di galera.@ RamyRamy: mi fa piacere che tu abbia colto e condivida quello che volevo dire. Io non attuerei la pena di morte, però l'ergastolo è meritato. Solo Dio toglie la vita, però noi possiamo punire chi fa del male ad altri, e prevenire che faccia stragi. Cerchiamo di non giocare troppo a fare Dio con il forcone dorato.coccola5
RispondiEliminahai fatto bene a parlare di Sarah, io non ci riesco. ho seguito dall'inizio la vicenda, mi sono rimasti nella mente gli occhi della madre dalle prime interviste, ricordo che stavo a letto nella mia stanza d'alloggio prima di lavoro e sentii la notizia... beh, che dire, speravo, pensavo che fosse scappata con qualche amico conosciuto in chat, che al massimo avesse avuto un colpo di testa e fosse fuggita per amore.. beh, non è stato così, purtroppo... povera ragazza, privata della dignità, dell'umanità come dici tu... un bacioe bello il template
RispondiEliminaGià, privata dell'umanità. E' la cosa che abbiamo negato a 6 milioni di uomini ad Auschwitz, a Dachau, a Bergen Belsen, a Mauthausen, a Buchenwald... quei luoghi servono a ricordarci che la dignità dell'uomo viene prima di tutto, se davvero non vogliamo essere animali soggetti al solo impulso. Il principio è diverso, il rifiuto della diversità, ma è sempre un rifiuto: là dell'altro, qui sessuale... e questo rifiuto, questa incapacità di accettare le cose non porta mai a niente di buono.Penso spesso che accettare le cose sia più semplice che combatterle. Il problema è che se non combatti non ottieni mai niente di nuovo e di meglio. (Pensiero staccato da quello precedente)coccola5
RispondiEliminaCoccola5, secondo me sono avere un attimo di follia e avere seriamente problemi mentali sono due cose diverse..Quello in un attimo di follia ha ucciso la nipote, avendo però già pensato di stuprarla, o comunque di fare delle avances. Questo intendevo io nel post precedente: non è giusto che la giustizia italiana metta sullo stesso piano uno che in un attimo di follia ha ucciso e una persona che magari dimostra dalla nascita già problemi mentali e magari non si accorge di quello che fa..Non era un'accusa a quello che hai scritto =)Sta di fatto che hai ragione: devono sbatterlo in cella e buttare via la chiave, come si suol dire. Anche se, avendo sentito al tg che i detenuti reclamano il suo sangue, l'avrei affidato esattamente a loro. Ma hai sentito che è sorvegliato a vista perchè ha tendenze suicide? Un codardo fino in fondo. Deve affrontare ciò che ha fatto, troppo comodo attaccarsi al lampadario..
RispondiEliminaNon parlare di giustizia italiana.Osserva meglio l'uomo, prima di puntare il dito contro la legge. E non cadere nella trappola: t'invitano a focalizzare l'attenzione sul grande mostro per tenere a bada (e sottostimare) i tuoi mostri interni.A proposito: ascolta I mostri che abbiamo dentro, di Giorgio Gaber, e dimmi che ne pensi.
RispondiEliminadietro alle nostre parole ci sono sempre i nostri scheletri nell'armadio, i nostri mostri e le nostre paure. E' un po' come la teoria freudiana sui sogni, le nostre parole, bene o male, lavorano sul nostro inconscio. E' un'ammissione che fortunatamente ho già fatto con me stessa.Ma qui non volevo parlare di me, che pure ho sufficienti casini, semplicemente descrivere l'orrore che provo di fronte a fatti simili. Penso veramente, purtroppo, che la giustizia italiana funzioni all'inverso. Se è quello che vogliono farci credere, va bene, perchè così non va. L'infermita mentale è un'attenuante? E da quando? E perchè? In quale Paese normale? Ce l'ho a morte con il mio Stato, ma è normale per i miei vent'anni. Penso che se non fosse così probabilmente sarebbe più tragico, no?coccola5
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