Pensieri, molti pensieri. Spesso anche sulle persone che mi circondano e sulle amicizie che ho scelto. Anche per quello che riguarda E., alle volte. Ultimamente lo sento distante da me.
Sarà che sono presa da altre cose? Non riesco a decidermi a chiamare o sentire davvero nessuno, nemmeno F. o D. Le uniche persone con cui al momento esco volentieri sono le mie cugine, che ho visto ieri e la scorsa settimana. Domenica prossima andiamo a camminare insieme: c'è una bella passeggiata in provincia di Verona, vicino a dove è al momento JW. Magari a fine giornata passo a salutarlo e farlo girare alla corda.
Stasera vado a trovarlo, diciamo così. Faremo un'oretta di esercizi, poi mi metterò d'accordo con C. per provare a uscire questa settimana. Venerdì sono caduta due volte, ma sono rientrata comunque molto soddisfatta. C. ha detto che finalmente quel benedetto cavallo mi ascolta. Non so perchè, ma parlare di cavalli al momento è l'unico argomento che sento come veramente importante. Forse perchè quando hai paura di perdere qualcosa..
Comunque, al momento ho tutto il fianco sinistro (dalla spalla al sedere, tanto per essere chiari) rifatto. Fino a ieri mi faceva un male assurdo sollevare il braccio e sedermi, ma sono felice lo stesso. Sono riuscita a galoppare in serenità, a cambiare dal trotto al galoppo e viceversa nei tempi che volevo io. Abbiamo lavorato insieme, comunque. L'ho ricoperto di baci e abbracci. La mia ancora di salvataggio.
Domattina taglio i capelli. Belli corti. Il compito più difficile sarà convincere il parrucchiere.. ma avete mai conosciuto un parrucchiere che tenderebbe a non tagliare i capelli? Eccezioni del mondo! Poi vi farò sapere!
Bacio,
coccola5
lunedì 28 febbraio 2011
mercoledì 23 febbraio 2011
Grazie 1000
In piedi da un'oretta. Sveglia fantastica: il telefono che continuava a suonare. Ma non fa niente. Sono riuscita ad alzarmi presto, così finirò di studiare per l'esame di domani (Economia Aziendale per i curiosi!).
Colazione con un caffelatte e due fette biscottate. Ci ho messo tutto il mio impegno per finire il caffè, mi sono abituata a non fare colazione.
Ho ascoltato un po' di canzoni della mia Gianna. Devo prepararmi per il concerto! :) Ho scoperto tantissime canzoni bellissime, come Come un treno. Ha una forza inesauribile quella cantante. Ne parlavo qualche tempo fa: ogni volta che canta sorride immensamente e, sapete, a volte la senti sorridere nelle canzoni. L'anno scorso, a coro, il nostro maestro ci aveva spiegato come cambia la voce quando si canta sorridendo: è difficile da spiegare ma si percepisce.
Volevo solo dire grazie, questa mattina. Nonostante la sveglia sono serena e sorrido anch'io. Nonostante le mie guerre fredde, riesco a sfoggiare un sorriso tenace. L'altra settimana, quando ho litigato con mia madre, ne ho parlato solo con E. Mi sono resa conto che spesso le persone non capiscono o preferiscono non sapere. La sera che ero fuori con lui e S. mi sono un poco lasciata andare. Anche S. mi ha raccontato della sua famiglia un po' interrotta. La cosa non mi ha consolata: vorrei che fosse sempre tutto bellissimo.
Se lassù c'è qualcuno, non mi fa sentire mai sola. E di sicuro, oltre il cielo e fra le stelle la sera, un Dio c'è. Anche nei momenti brutti ne sento la mano, il tocco delicato e sicuro sulla pelle e sul cuore. Prego solo che resti.
Colazione con un caffelatte e due fette biscottate. Ci ho messo tutto il mio impegno per finire il caffè, mi sono abituata a non fare colazione.
Ho ascoltato un po' di canzoni della mia Gianna. Devo prepararmi per il concerto! :) Ho scoperto tantissime canzoni bellissime, come Come un treno. Ha una forza inesauribile quella cantante. Ne parlavo qualche tempo fa: ogni volta che canta sorride immensamente e, sapete, a volte la senti sorridere nelle canzoni. L'anno scorso, a coro, il nostro maestro ci aveva spiegato come cambia la voce quando si canta sorridendo: è difficile da spiegare ma si percepisce.
Volevo solo dire grazie, questa mattina. Nonostante la sveglia sono serena e sorrido anch'io. Nonostante le mie guerre fredde, riesco a sfoggiare un sorriso tenace. L'altra settimana, quando ho litigato con mia madre, ne ho parlato solo con E. Mi sono resa conto che spesso le persone non capiscono o preferiscono non sapere. La sera che ero fuori con lui e S. mi sono un poco lasciata andare. Anche S. mi ha raccontato della sua famiglia un po' interrotta. La cosa non mi ha consolata: vorrei che fosse sempre tutto bellissimo.
Se lassù c'è qualcuno, non mi fa sentire mai sola. E di sicuro, oltre il cielo e fra le stelle la sera, un Dio c'è. Anche nei momenti brutti ne sento la mano, il tocco delicato e sicuro sulla pelle e sul cuore. Prego solo che resti.
Quando il mondo mi sembra migliore,
anche solo per un attimo,
quando sento che ce la posso fare
sento che
per ogni giorno,
ogni istante, ogni attimo
che sto vivendo
GRAZIE MILLE!
Max Pezzali - Grazie 1000
coccola5
martedì 22 febbraio 2011
Un brivido
Poco fa ho ascoltato l'Ave Maria cantata da Luciano Pavarotti. Un brivido mi ha percorso per tutti i cinque minuti dell'inno. Una voce di tenore splendida, un vero inno cantato con grazia ed eleganza.
Per me quest'Ave Maria vale molto, specie poi in questo momento. Vorrei pubblicare il link del video: per chi non crede sarà comunque una dolcissima nota musicale nella giornata.
Luciano Pavarootti - Ave Maria
Cantare mi piace molto. Di qui anche tutto il mio amore per la musica. Mi piacerebbe avvicinarmi di più alla musica lirica in generale, e magari andare a vedere qualche opera ques'estate a Verona. Dal momento che ho quest'opportunità così vicina, perchè non sfruttarla?
Buona giornata a tutti!
coccola5
Per me quest'Ave Maria vale molto, specie poi in questo momento. Vorrei pubblicare il link del video: per chi non crede sarà comunque una dolcissima nota musicale nella giornata.
Luciano Pavarootti - Ave Maria
Cantare mi piace molto. Di qui anche tutto il mio amore per la musica. Mi piacerebbe avvicinarmi di più alla musica lirica in generale, e magari andare a vedere qualche opera ques'estate a Verona. Dal momento che ho quest'opportunità così vicina, perchè non sfruttarla?
Buona giornata a tutti!
coccola5
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lunedì 21 febbraio 2011
Fuoriclasse
Le cose si fanno perchè sono giuste, non perchè sono utili.
La mia adorata Luciana Littizzetto. E' così. La domenica sera non posso fare a meno di godermela su Rai 3 in "Che tempo che fa", e sto seguendo dall'inizio la sua fiction Fuoriclasse. L'ho trovata decisamente carica di emozioni e di sincerità. Sincerità nelle immagini, nelle parole, nelle storie, negli attori. Sono stati ingaggiati attori che non hanno quel fisico perfetto: tra gli studenti qualcuno aveva i fianchi larghi, qualche professore aveva la pancia, uno solo era il figo.
E tra i ragazzi hanno messo di tutto. La sindacalista, la bella e poco studiosa, quello che si scopre omosessuale ma va bene così (e odierei se fosse altrimenti), quella innamorata del prof, quello violento, quella ritardataria dalle scuse impossibili. E anche tra i prof. Quella che si impegna (la Littizzetto), quello di matematica bravo e quello che mette 3 a tutti senza aver mai spiegato una parola.
Storie vere perchè così aderenti all'attualità: persone che trovano conforto in persone inaspettate, come la preside con il bidello, persone esaurite che non sanno come arrivare a fine mese dopo essere state lasciate dal marito, persone che trovano una storia e sembrano non saperla portare avanti. Vite che si guardano dallo schermo e che ci assomigliano, che si osservano senza più aggiungere una parola.
Questa storia assomiglia così tanto alla mia, di quando andavo io al liceo. Ma, al di là di tutto, mi dà sempre un po' la carica.
Indovinate di chi è la frase iniziale in corsivo. :)
coccola5
La mia adorata Luciana Littizzetto. E' così. La domenica sera non posso fare a meno di godermela su Rai 3 in "Che tempo che fa", e sto seguendo dall'inizio la sua fiction Fuoriclasse. L'ho trovata decisamente carica di emozioni e di sincerità. Sincerità nelle immagini, nelle parole, nelle storie, negli attori. Sono stati ingaggiati attori che non hanno quel fisico perfetto: tra gli studenti qualcuno aveva i fianchi larghi, qualche professore aveva la pancia, uno solo era il figo.
E tra i ragazzi hanno messo di tutto. La sindacalista, la bella e poco studiosa, quello che si scopre omosessuale ma va bene così (e odierei se fosse altrimenti), quella innamorata del prof, quello violento, quella ritardataria dalle scuse impossibili. E anche tra i prof. Quella che si impegna (la Littizzetto), quello di matematica bravo e quello che mette 3 a tutti senza aver mai spiegato una parola.
Storie vere perchè così aderenti all'attualità: persone che trovano conforto in persone inaspettate, come la preside con il bidello, persone esaurite che non sanno come arrivare a fine mese dopo essere state lasciate dal marito, persone che trovano una storia e sembrano non saperla portare avanti. Vite che si guardano dallo schermo e che ci assomigliano, che si osservano senza più aggiungere una parola.
Questa storia assomiglia così tanto alla mia, di quando andavo io al liceo. Ma, al di là di tutto, mi dà sempre un po' la carica.
Indovinate di chi è la frase iniziale in corsivo. :)
coccola5
giovedì 17 febbraio 2011
The power of dreams
Per migliorare un poco la mia conoscenza dell'inglese e del tedesco, mi sono iscritta ad alcuni podcast della BBC e di qualche radio bavarese. Con l'inglese va abbastanza bene, col tedesco c'è qualche problemino, ma migliorerò. E il podcast di oggi si intitola The power of dreams. Chissà perchè, si collega straordinariamente bene a quanto è successo ieri a cavallo.
Un piccolo miracolo. Miracolo è l'unica parola giusta, perchè un cavallo che fino a sabato aveva paura della sua stessa ombra e che ieri faceva quietamente (o quasi) tutti gli esercizi mi ha fatto davvero commuovere. Faceva gli slalom, le barriere, le diagonali con tutti gli altri cavalli al trotto. Al galoppo non abbiamo fatto quasi nulla, non ne voleva sapere, ma va bene così. Va splendidamente così.
Nel pomeriggio sono tornata dai miei ragazzi, i due ragazzini delle scuole medie cui dò ripetizioni. Uno di loro ha la verifica di inglese domani, così gli ho dato una mano a prepararsi, facendo qualche esercizio. E' molto recettivo, e con un minimo sforzo può ottenere degli ottimi risultati. E' stato bellissimo quando oggi, prima di andarmene, mi ha detto: Ma abbiamo già finito? Ecco, sarei rimasta anch'io fino a non so quando, a raccontargli tutto l'inglese che so. Un grandissimo sorriso.
Ed E.? Ci siamo visti venerdì scorso, nel pomeriggio. Siamo andati insieme a un centro commerciale e la sera siamo andati a bere un caffè assieme. Mi ha scritto poi l'altro ieri, all'1.15 di mattina, chiedendomi se il giorno dopo mi andava di fare un giro con lui. Inutile dire che a quell'ora dormivo e ho visto il messaggio molto più tardi.. Mi è dispiaciuto.. Ma recupereremo! In ogni caso, hanno sempre un che di bello le nostre uscite: oltre a JW, è un'altra delle cose che mi mancano tutti i giorni, come un battito al cuore.
coccola5
Un piccolo miracolo. Miracolo è l'unica parola giusta, perchè un cavallo che fino a sabato aveva paura della sua stessa ombra e che ieri faceva quietamente (o quasi) tutti gli esercizi mi ha fatto davvero commuovere. Faceva gli slalom, le barriere, le diagonali con tutti gli altri cavalli al trotto. Al galoppo non abbiamo fatto quasi nulla, non ne voleva sapere, ma va bene così. Va splendidamente così.
Nel pomeriggio sono tornata dai miei ragazzi, i due ragazzini delle scuole medie cui dò ripetizioni. Uno di loro ha la verifica di inglese domani, così gli ho dato una mano a prepararsi, facendo qualche esercizio. E' molto recettivo, e con un minimo sforzo può ottenere degli ottimi risultati. E' stato bellissimo quando oggi, prima di andarmene, mi ha detto: Ma abbiamo già finito? Ecco, sarei rimasta anch'io fino a non so quando, a raccontargli tutto l'inglese che so. Un grandissimo sorriso.
Ed E.? Ci siamo visti venerdì scorso, nel pomeriggio. Siamo andati insieme a un centro commerciale e la sera siamo andati a bere un caffè assieme. Mi ha scritto poi l'altro ieri, all'1.15 di mattina, chiedendomi se il giorno dopo mi andava di fare un giro con lui. Inutile dire che a quell'ora dormivo e ho visto il messaggio molto più tardi.. Mi è dispiaciuto.. Ma recupereremo! In ogni caso, hanno sempre un che di bello le nostre uscite: oltre a JW, è un'altra delle cose che mi mancano tutti i giorni, come un battito al cuore.
coccola5
lunedì 14 febbraio 2011
Bellissimo, ossia come dovrebbe essere
Mamma, scusa. Non volevo darti la colpa di niente, ho esagerato. Mi dispiace aver aspettato fino ad oggi per parlarti.
Io vado a letto. – mi dice lei. Raccoglie in fretta la tisaniera, il cartone della pizza, con un gesto di rabbia, e poi sale le scale senza più nemmeno guardarmi.
Mia madre non è l’unica a cui io debba delle scuse. Le debbo anche a voi, miei cari lettori, perché questo blog è sempre stato scritto con un’aura di sufficienza, come se io avessi un’estrema istanza di verità sulle cose.
Mia madre non dice che sono orgogliosa, dice che sono piena di me, che probabilmente è diverso. Mi sono infarcita come una torta di così tante cose: di cultura e di grammatica, di mancanza di pazienza, di paura, di voglia di guardare chi mi sta accanto, di voglia di condivisione. Ma c’è del vero anche nel fatto che sono troppo orgogliosa. Non avrei dovuto aspettare stasera per chiederle scusa.
So che è un luogo comune, che si dice sempre, ma non credo troppo nel ricominciare daccapo. Credo che contenga un voler cancellare tutto quello che è stato prima, un resettare tutto che bene non fa. E se invece rielaborassimo, partissimo da quegli errori per costruire delle cose nuove? Se invece di distruggere il muro che stavamo costruendo lo restaurassimo, lo rinforzassimo? I restauri sono sempre belli, hanno il potere di risanare le cose.
Risanare è la parola giusta, anche nel mio caso. Sapete che non ho davvero analizzato tutto quello che è successo dalla lite con mia madre in poi? Non ho analizzato nemmeno tutto, non sono stata troppo a scandagliare il nostro rapporto, che invece è la prima cosa che si dovrebbe fare per iniziare a restaurare. Abbiamo litigato giovedì pomeriggio, rientrate dalla spesa. Sabato e domenica lei e mio padre si sono concessi un finesettimana di vacanza per San Valentino. Mi ha chiesto di non uscire sabato sera, mentre io, in realtà, ne avevo tutte le intenzioni. Volevo vedere F., fare qualcosa con lei che poi ci vediamo così poco. E invece no, stroncato tutto sul nascere. Mi sono arrabbiata: loro in giro, mia sorella in giro e io costretta a casa. Non mi è piaciuto il modo in cui la discussione è iniziata, figuratevi quello in cui è finita. Ma la devi vedere proprio sempre, F.? Peccato che i muri non parlino, altrimenti potrei fare amicizia con loro, potrei uscire con loro invece che stare sempre con F. O con E., visto che ti piace tanto anche lui. Ad ogni modo, una volta rientrate le ho detto che stavo decidendo di uscire ugualmente, contro la sua volontà, per una serie di ragioni. A ventun’anni, sono grande abbastanza da sapere quello che faccio; in macchina, se pur qualche incidente l’ho fatto, sono abbastanza intelligente da evitare incidenti, nei limiti del possibile, quando loro non ci sono; e poi il cavallo è più pericoloso. Quando si è impennato, avrei potuto tranquillamente finire al Creatore, dritta spedita. Non è successo, ma poteva. Se fossi caduta, ipotesi non troppo remota, avrei potuto finire male, peggio che quando spacco il paraurti del malcapitato davanti a me in auto. Non molto bello nemmeno quello, ma meno peggio. Così, mi ha risposto che ero una stronza e chese l’avesse saputo.. non sarei venuta fuori quel giorno con JW, ti pare che potessi saperlo? Le nostre discussioni hanno spesso come punto all’ordine del giorno che io sono una stronza, il che è parzialmente vero. Anch’io rinfaccio le cose, specie quando sono molto arrabbiata, e lo ero. Mi ha lanciato delle cose, quelle della spesa, un pacco di biscotti, e io a un certo punto ho risposto. Si è concluso tutto con un forte vai via da parte sua, un’esclamazione che trasudava rabbia.
Bene o male sono quattro giorni che piango. Anche adesso che scrivo, anche prima che le chiedevo scusa, anche quando sono rientrati dalla vacanza. Non lo so bene perché piango, in realtà. Le pretese sull’uscita le considero ancora, anche se probabilmente ho esagerato.
Non mi sento bene a casa. È una sensazione orribile. Questa famiglia mi sembra come una gabbia, e io mi sento come il leone chiuso dentro. Esco per andare al circo, per assomigliare a loro e accondiscendere quando ce n’è bisogno, anche perché sembra l’unica soluzione per essere accettata un pochino. Mi sento odiata perché diversa, perché ho troppi difetti, perché faccio così fatica a cambiare, perché le persone che frequento non sono quelle giuste, quelle cui pensano loro.
Stasera ho visto la fiction con la Littizzetto, Fuori classe. Ho pensato che mi piace parecchio perché racconta molte imperfezioni in modo genuino e aderente al vero. Perché le persone che vengono prese in considerazione non sono tutte giuste o sbagliate, tutte buone o cattive. Alcune sono false e altre no. Ognuno a suo modo. Ognuno nel suo dolore, ma ognuno anche nella gioia di vivere, nell’essere sé stesso. Ognuno bellissimo, ecco.
Anch’io devo imparare a sentirmi bellissima, in tutti i sensi. Mi sento bellissima ed elegante a cavallo, su JW, ma non basta. Non si vive di soli cavalli, così come non si vive di sola letteratura, anche se mi piacerebbe.
Ecco perché vi rinnovo le mie scuse. Non sono stata sempre bellissima. Alle volte la mia presunzione è stata sparsa su questo luogo che invece potrebbe accogliere tanto, dare tanto, anche e proprio perché ci siete voi. È vero, un blog è un luogo proprio dove l’autore decide l’andazzo, ma con gli altri. La storia si costruisce con gli altri, insieme. E quindi risaniamo anche qui, risaliamo dall’abisso. Facciamolo perché è più bello e genuino, anche se spesso le cose si fanno per convenienza.
Forse anche le scuse che ho rivolto a mia madre sono state un po’ di convenienza. Un po’ ho esagerato nella lite, e un po’ credo in quello che ho detto. Ma così non si può andare avanti. In casa nessuno ha detto una parola tranne mia sorella. Io e mia madre non possiamo continuare nel silenzio, ciascuna come se l’altra non esistesse. Le ho parlato tante volte in questi giorni, lei risponde a monosillabi. Spero di avere gettato un seme con le mie scuse, che tutto volgerà per il meglio..
coccola5
Io vado a letto. – mi dice lei. Raccoglie in fretta la tisaniera, il cartone della pizza, con un gesto di rabbia, e poi sale le scale senza più nemmeno guardarmi.
Mia madre non è l’unica a cui io debba delle scuse. Le debbo anche a voi, miei cari lettori, perché questo blog è sempre stato scritto con un’aura di sufficienza, come se io avessi un’estrema istanza di verità sulle cose.
Mia madre non dice che sono orgogliosa, dice che sono piena di me, che probabilmente è diverso. Mi sono infarcita come una torta di così tante cose: di cultura e di grammatica, di mancanza di pazienza, di paura, di voglia di guardare chi mi sta accanto, di voglia di condivisione. Ma c’è del vero anche nel fatto che sono troppo orgogliosa. Non avrei dovuto aspettare stasera per chiederle scusa.
So che è un luogo comune, che si dice sempre, ma non credo troppo nel ricominciare daccapo. Credo che contenga un voler cancellare tutto quello che è stato prima, un resettare tutto che bene non fa. E se invece rielaborassimo, partissimo da quegli errori per costruire delle cose nuove? Se invece di distruggere il muro che stavamo costruendo lo restaurassimo, lo rinforzassimo? I restauri sono sempre belli, hanno il potere di risanare le cose.
Risanare è la parola giusta, anche nel mio caso. Sapete che non ho davvero analizzato tutto quello che è successo dalla lite con mia madre in poi? Non ho analizzato nemmeno tutto, non sono stata troppo a scandagliare il nostro rapporto, che invece è la prima cosa che si dovrebbe fare per iniziare a restaurare. Abbiamo litigato giovedì pomeriggio, rientrate dalla spesa. Sabato e domenica lei e mio padre si sono concessi un finesettimana di vacanza per San Valentino. Mi ha chiesto di non uscire sabato sera, mentre io, in realtà, ne avevo tutte le intenzioni. Volevo vedere F., fare qualcosa con lei che poi ci vediamo così poco. E invece no, stroncato tutto sul nascere. Mi sono arrabbiata: loro in giro, mia sorella in giro e io costretta a casa. Non mi è piaciuto il modo in cui la discussione è iniziata, figuratevi quello in cui è finita. Ma la devi vedere proprio sempre, F.? Peccato che i muri non parlino, altrimenti potrei fare amicizia con loro, potrei uscire con loro invece che stare sempre con F. O con E., visto che ti piace tanto anche lui. Ad ogni modo, una volta rientrate le ho detto che stavo decidendo di uscire ugualmente, contro la sua volontà, per una serie di ragioni. A ventun’anni, sono grande abbastanza da sapere quello che faccio; in macchina, se pur qualche incidente l’ho fatto, sono abbastanza intelligente da evitare incidenti, nei limiti del possibile, quando loro non ci sono; e poi il cavallo è più pericoloso. Quando si è impennato, avrei potuto tranquillamente finire al Creatore, dritta spedita. Non è successo, ma poteva. Se fossi caduta, ipotesi non troppo remota, avrei potuto finire male, peggio che quando spacco il paraurti del malcapitato davanti a me in auto. Non molto bello nemmeno quello, ma meno peggio. Così, mi ha risposto che ero una stronza e chese l’avesse saputo.. non sarei venuta fuori quel giorno con JW, ti pare che potessi saperlo? Le nostre discussioni hanno spesso come punto all’ordine del giorno che io sono una stronza, il che è parzialmente vero. Anch’io rinfaccio le cose, specie quando sono molto arrabbiata, e lo ero. Mi ha lanciato delle cose, quelle della spesa, un pacco di biscotti, e io a un certo punto ho risposto. Si è concluso tutto con un forte vai via da parte sua, un’esclamazione che trasudava rabbia.
Bene o male sono quattro giorni che piango. Anche adesso che scrivo, anche prima che le chiedevo scusa, anche quando sono rientrati dalla vacanza. Non lo so bene perché piango, in realtà. Le pretese sull’uscita le considero ancora, anche se probabilmente ho esagerato.
Non mi sento bene a casa. È una sensazione orribile. Questa famiglia mi sembra come una gabbia, e io mi sento come il leone chiuso dentro. Esco per andare al circo, per assomigliare a loro e accondiscendere quando ce n’è bisogno, anche perché sembra l’unica soluzione per essere accettata un pochino. Mi sento odiata perché diversa, perché ho troppi difetti, perché faccio così fatica a cambiare, perché le persone che frequento non sono quelle giuste, quelle cui pensano loro.
Stasera ho visto la fiction con la Littizzetto, Fuori classe. Ho pensato che mi piace parecchio perché racconta molte imperfezioni in modo genuino e aderente al vero. Perché le persone che vengono prese in considerazione non sono tutte giuste o sbagliate, tutte buone o cattive. Alcune sono false e altre no. Ognuno a suo modo. Ognuno nel suo dolore, ma ognuno anche nella gioia di vivere, nell’essere sé stesso. Ognuno bellissimo, ecco.
Anch’io devo imparare a sentirmi bellissima, in tutti i sensi. Mi sento bellissima ed elegante a cavallo, su JW, ma non basta. Non si vive di soli cavalli, così come non si vive di sola letteratura, anche se mi piacerebbe.
Ecco perché vi rinnovo le mie scuse. Non sono stata sempre bellissima. Alle volte la mia presunzione è stata sparsa su questo luogo che invece potrebbe accogliere tanto, dare tanto, anche e proprio perché ci siete voi. È vero, un blog è un luogo proprio dove l’autore decide l’andazzo, ma con gli altri. La storia si costruisce con gli altri, insieme. E quindi risaniamo anche qui, risaliamo dall’abisso. Facciamolo perché è più bello e genuino, anche se spesso le cose si fanno per convenienza.
Forse anche le scuse che ho rivolto a mia madre sono state un po’ di convenienza. Un po’ ho esagerato nella lite, e un po’ credo in quello che ho detto. Ma così non si può andare avanti. In casa nessuno ha detto una parola tranne mia sorella. Io e mia madre non possiamo continuare nel silenzio, ciascuna come se l’altra non esistesse. Le ho parlato tante volte in questi giorni, lei risponde a monosillabi. Spero di avere gettato un seme con le mie scuse, che tutto volgerà per il meglio..
coccola5
venerdì 11 febbraio 2011
Elogiamole, queste parole
A volte ho l'impressione di sembrare una persona stupida quando mi incazzo.
A volte ho l'impressione di sembrare un piccolo cetaceo, molle e vitreo. Un cetaceo glassato. Uno di quei cetacei senza spina dorsale, tutti così uguali fra loro.
C'è così tanto da dire da dire e da analizzare. Le paure non sono dei fantasmi o delle ombre, sono delle vivide presenze che camminano al mio fianco.
Capelli verdi, rosa o blu. E-car. Zara. G. e J. (anche se non centrano granchè). Un'infinita timidezza che tutto ammanta, come la nebbia.
La timidezza è tra i difetti più spregevoli delle persone. Ne oscura la personalità, oscura il meglio di chi la subisce. Tinge di grigiore tutte le cose e tutte le parole.
Come se poi le parole importassero davvero. Ma elogiamole, queste parole, diamo loro una sembianza importante.
Sono impotenti le parole. Sono peggio dei cetacei.
coccola5
A volte ho l'impressione di sembrare un piccolo cetaceo, molle e vitreo. Un cetaceo glassato. Uno di quei cetacei senza spina dorsale, tutti così uguali fra loro.
C'è così tanto da dire da dire e da analizzare. Le paure non sono dei fantasmi o delle ombre, sono delle vivide presenze che camminano al mio fianco.
Capelli verdi, rosa o blu. E-car. Zara. G. e J. (anche se non centrano granchè). Un'infinita timidezza che tutto ammanta, come la nebbia.
La timidezza è tra i difetti più spregevoli delle persone. Ne oscura la personalità, oscura il meglio di chi la subisce. Tinge di grigiore tutte le cose e tutte le parole.
Come se poi le parole importassero davvero. Ma elogiamole, queste parole, diamo loro una sembianza importante.
Sono impotenti le parole. Sono peggio dei cetacei.
coccola5
giovedì 10 febbraio 2011
My hero
Sono stata nuovamente da JW, dal mio piccolo. Inutile che vi confessi i miei timori. Alle volte, quando mi sento un po’ scoraggiata, mi chiedo se sto facendo la cosa giusta. Portarlo a “rieducare” e risalire io. Oggi l’ho fatto girare alla corda, molto tranquillamente, poi siamo entrati in campo. C’erano altri cavalli che facevano esercizi di salto, noi andavamo al passo. I primi due o tre giri li ha percorsi con la testa semigirata, timoroso che ci fosse qualcuno dietro, poi cambiando di mano si è calmato relativamente. Una ragazza ha cambiato galoppo arrivando da dietro e JW, spaventato, ha fatto un altro dei suoi salti pazzeschi. Non sono caduta, ormai ho un buon assetto. So che non posso pretendere che sia subito perfetto, è molto egoistico da parte mia. È che alle volte ho paura di non farcela, di non essere abbastanza brava, abbastanza decisa per lui.
Io lo so che certe carezze le riserva soltanto a me, e non ad altre persone, ma alle volte mi chiedo se vogliano dire veramente qualcosa. Perché questa paura gli impedisce di fidarsi di me? Va tutto bene, piccolo, va tutto bene, tesoro mio. Continuo a chiamarlo con la voce, ad accarezzargli il collo, le orecchie. A sfidarlo a suon di baci e abbracci a chi ne concede di più.
Ci sono questi momenti di down, di domande interiori che spaccano. JW sembra essere l’unico argomento che meriti una parola, in questo momento. Sono l’unica a occuparmi di lui. Mio padre, al solito, ha pagato senza essere minimamente interessato alla cosa. Mia madre considera tempo sprecato parlare di lui. Io vado su due volte la settimana, mi faccio un mazzo quadro – e ben volentieri, si intende – per conciliare ripetizioni, lavoro, cavallo, amici e studio. Dicono tutti che devo avere pazienza. Mi auguro che abbiano ragione. È solo che io non me lo ricordavo così, il mio JW. Era più coraggioso anche lui.
You are my lost cause, you are my hero. Keep holding on.
coccola5
Io lo so che certe carezze le riserva soltanto a me, e non ad altre persone, ma alle volte mi chiedo se vogliano dire veramente qualcosa. Perché questa paura gli impedisce di fidarsi di me? Va tutto bene, piccolo, va tutto bene, tesoro mio. Continuo a chiamarlo con la voce, ad accarezzargli il collo, le orecchie. A sfidarlo a suon di baci e abbracci a chi ne concede di più.
Ci sono questi momenti di down, di domande interiori che spaccano. JW sembra essere l’unico argomento che meriti una parola, in questo momento. Sono l’unica a occuparmi di lui. Mio padre, al solito, ha pagato senza essere minimamente interessato alla cosa. Mia madre considera tempo sprecato parlare di lui. Io vado su due volte la settimana, mi faccio un mazzo quadro – e ben volentieri, si intende – per conciliare ripetizioni, lavoro, cavallo, amici e studio. Dicono tutti che devo avere pazienza. Mi auguro che abbiano ragione. È solo che io non me lo ricordavo così, il mio JW. Era più coraggioso anche lui.
You are my lost cause, you are my hero. Keep holding on.
coccola5
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lunedì 7 febbraio 2011
Salvata
La scorsa settimana non ho scritto nulla. Sette giorni di pausa, almeno “letteraria”, sempre che mi concediate il termine. Non che non ci fosse nulla da raccontare, anzi, ma la sera ero talmente stanca che non avevo la forza di aprire il foglio di Word e scandagliare le mie giornate. Ultimamente, fra l’altro, ho usato molto il computer: a scuola me ne servo per segnare degli appunti di Letteratura Inglese e correggere delle traduzioni, quindi a sera ne avevo fin sopra le orecchie di questo schermo luminoso.
Che succede, dunque? Partiamo dalle cose fondamentali, dalle priorità: ho iniziato un corso di equitazione in un maneggio qui vicino casa mia. Vi chiederete per quale motivo, dal momento che esco a cavallo da tanti anni. Dopo l’impennata di JW, non me la sono più sentita di uscire in passeggiata con lui. Qualcuno mi ha proposto di usare Carry, la cavalla dell’amico che ospita i nostri piccoli. Ho rifiutato perché sentivo che dovevo riprendere a studiare, ossia sistemare la mia tecnica e il mio modo di andare a cavallo. Si è rivelata una scelta azzeccata, devo dire, e anche saggia. Di solito è mia madre a consigliarmi su queste cose, ma ho preferito parlargliene a decisione presa. Sentito l’istruttore, C., abbiamo deciso di portare JW nel nuovo maneggio per qualche mese in modo che venga montato tutti i giorni da una persona esperta. Chi ha letto qualche mia avventura a cavallo, sa che non è stato addestrato da un professionista, quindi è ancora quasi allo stato brado. Ha imparato molte cose, certo, ma gli rimane quell’istinto forte che a volte mi spaventa. Adesso, in ogni caso, viene mosso alla corda tutte le mattine, poi fa un’oretta in campo oppure esce. Gli servirà per riabituarsi ai rumori delle auto, delle moto, dei trattori, ai nastrini appesi agli alberi (per segnare il percorso ai ciclisti), alle vasche e ai sacchi neri. Ma domenica sono andata in maneggio per lavorare con lui. L’abbiamo portato a sellare, fatto girare alla corda e poi montato. C. mi ha chiesto se volessi salire, e ne ho approfittato per confessargli che non lo facevo senza timore. E poi.. poi è andato tutto bene. JW era tranquillo come non lo era da un po’ di tempo, ascoltava sereno i miei comandi e la mia voce, il suo trotto si trasformava armonicamente in galoppo o in canter. Mi sono sentita di nuovo bene. Solo per un momento si è spaventato, ma poi si è subito ripreso.
E JW che mi bacia la fronte e le guance. JW che si strofina sulla mia schiena, JW che mi abbraccia appoggiando il muso sulla mia spalla. JW che non è più geloso perché oggi sono tutta per lui. JW che mi segue mentre mi allontano per tornare a casa. JW che mi salva tutte le volte.
E poi cose nuove. Qualche settimana fa avevo messo fuori un annuncio per delle ripetizioni di Inglese e Tedesco. Mi ha contattata la madre di due ragazzini di prima e seconda media, chiedendomi se avessi un po’ di tempo. Così sabato e domenica sono andata da loro: per il momento ho conosciuto il figlio più piccolo, cui ho fatto fare gli esercizi. Mi ascolta e pare che gli stia simpatica. La cosa più bella è stata quando mi ha detto lo sa che lei dovrebbe fare la prof? Son soddisfazioni.
coccola5
Che succede, dunque? Partiamo dalle cose fondamentali, dalle priorità: ho iniziato un corso di equitazione in un maneggio qui vicino casa mia. Vi chiederete per quale motivo, dal momento che esco a cavallo da tanti anni. Dopo l’impennata di JW, non me la sono più sentita di uscire in passeggiata con lui. Qualcuno mi ha proposto di usare Carry, la cavalla dell’amico che ospita i nostri piccoli. Ho rifiutato perché sentivo che dovevo riprendere a studiare, ossia sistemare la mia tecnica e il mio modo di andare a cavallo. Si è rivelata una scelta azzeccata, devo dire, e anche saggia. Di solito è mia madre a consigliarmi su queste cose, ma ho preferito parlargliene a decisione presa. Sentito l’istruttore, C., abbiamo deciso di portare JW nel nuovo maneggio per qualche mese in modo che venga montato tutti i giorni da una persona esperta. Chi ha letto qualche mia avventura a cavallo, sa che non è stato addestrato da un professionista, quindi è ancora quasi allo stato brado. Ha imparato molte cose, certo, ma gli rimane quell’istinto forte che a volte mi spaventa. Adesso, in ogni caso, viene mosso alla corda tutte le mattine, poi fa un’oretta in campo oppure esce. Gli servirà per riabituarsi ai rumori delle auto, delle moto, dei trattori, ai nastrini appesi agli alberi (per segnare il percorso ai ciclisti), alle vasche e ai sacchi neri. Ma domenica sono andata in maneggio per lavorare con lui. L’abbiamo portato a sellare, fatto girare alla corda e poi montato. C. mi ha chiesto se volessi salire, e ne ho approfittato per confessargli che non lo facevo senza timore. E poi.. poi è andato tutto bene. JW era tranquillo come non lo era da un po’ di tempo, ascoltava sereno i miei comandi e la mia voce, il suo trotto si trasformava armonicamente in galoppo o in canter. Mi sono sentita di nuovo bene. Solo per un momento si è spaventato, ma poi si è subito ripreso.
E JW che mi bacia la fronte e le guance. JW che si strofina sulla mia schiena, JW che mi abbraccia appoggiando il muso sulla mia spalla. JW che non è più geloso perché oggi sono tutta per lui. JW che mi segue mentre mi allontano per tornare a casa. JW che mi salva tutte le volte.
E poi cose nuove. Qualche settimana fa avevo messo fuori un annuncio per delle ripetizioni di Inglese e Tedesco. Mi ha contattata la madre di due ragazzini di prima e seconda media, chiedendomi se avessi un po’ di tempo. Così sabato e domenica sono andata da loro: per il momento ho conosciuto il figlio più piccolo, cui ho fatto fare gli esercizi. Mi ascolta e pare che gli stia simpatica. La cosa più bella è stata quando mi ha detto lo sa che lei dovrebbe fare la prof? Son soddisfazioni.
coccola5
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