domenica 18 marzo 2012

Lascia che sia la sera

Oggi pomeriggio sono uscita per una passeggiata con Akyra, la mia cagnolina. Ne abbiamo approfittato nonostante la giornata non proprio limpida: quando siamo uscite, verso le tre, c'era appena un occhio di sole sepolto dietro un cielo vagamente annuvolato. La speranza era che, facendo due passi all'aria aperta, il mio raffreddore e la mia gola irritata ne avrebbero tratto giovamento.

La mia cittadina oggi era particolarmente affollata, complici il mercatino dell'antiquariato nel centro storico e le cresime nella chiesa parrocchiale. I due parcheggi vicino casa mia erano praticamente pieni e, nel tentativo di evitare la tantissima gente, abbiamo scelto di percorrere una pista ciclabile poco distante che si è rivelata semi-deserta. Meglio così, ho pensato. In genere non amo molto incontrare gente che conosco, e questo sia perchè di base sono un'antisociale, sia perchè mi vengono rivolte fino alla nausea le stesse domande: ma sei all'università? cosa studi? e quando ti laurei? e i tuoi fratelli? e i tuoi genitori? Perdonate la maleducazione, se così si può chiamarla, ma odio questi convenevoli, e poi non ne capisco il senso. In un paese in cui tutti si conoscono, potresti praticamente registrarti e premere play ogni duecento metri, più o meno.

Ad ogni modo, ho tolto ad Akyra il guinzaglio e l'ho lasciata scorrazzare avanti e indietro per la pista ciclabile. Inizialmente temevo che potesse scappare e che non mi avrebbe ascoltata se l'avessi richiamata, poi le ho dato fiducia. Ogni tanto la chiamavo perchè rimanesse vicino a me, o quando vedevo che era rimasta un po' troppo indietro, ma più tardi si è abituata al mio passo regolare.

Strano a dirsi, mi ascolta molto di più quando la lascio libera. In genere, con il guinzaglio tira come una forsennata e devo sempre tenerla prima di attraversare la strada o se incontriamo qualcuno. Oggi mi guardava negli occhi, si arrestava se anch'io mi fermavo e anche quando abbiamo incontrato dei cani lungo la strada mi è rimasta vicina, ascoltando la mia voce. E' stato un bell'esperimento, ne sono contenta. Avevo già provato qualche volta, ma di fatto è impossibile lasciarla libera in paese: le distrazioni sono tante e rischio che davvero non mi ascolti o che compaia all'improvviso un altro cane e se non hai il guinzaglio è un bel casino.

Nel frattempo canticchiavo. Qualche canzone di chiesa che avevo sentito alla Messa di oggi, i versi di qualche testo di Gianna o di Tiziano Ferro - che, non chiedetemi perchè, da un paio di giorni ascolto più del solito.
Non sono mai riuscita a imparare una canzone a memoria, a parte quelle di chiesa che sento ogni domenica. Se accendo l'iPod canto dall'inizio alla fine le canzoni di Gianna, ma senza la base musicale ricordo solo qualche verso sparso. Ma sono canzoni che, in qualche modo, condiscono la mia vita. La sua voce mi è divenuta familiare, ne conosco ogni sfumatura ed è bello vedere come le sue canzoni, di giorno in giorno, non mi stanchino ma anzi continuino ad acquisire nuovi significati, nuova poesia. Mi sembra quasi di aver trovato la cantante perfetta per me, quella che ti accompagna poi per lungo tempo con la sua musica.

Anche se poi, in ogni momento della giornata, non manca Lui. Che è una necessità per me, un bisogno fisiologico. Un anelito continuo e instancabile dell'anima che grazie a Lui si ripulisce e respira.

coccola5

3 commenti:

  1. In un paese in cui tutti si conoscono, potresti praticamente registrarti e premere play ogni duecento metri, più o meno.
    Carina, come idea! Così poi il sociopatico non sarei più soltanto io :p

    Nel frattempo canticchiavo. Qualche canzone di chiesa che avevo sentito alla Messa di oggi
    Ora, passi la Nannini. Già su Tiziano Ferro avrei tonnellate di obiezione da sollevare, però per il momento passi pure lui. Ma le canzoni di chiesa!
    Fanciullina mia, tu hai poco più di vent'anni e sei già il perfetto prototipo della pensionata che va in chiesa e poi a casa si guarda Rete4!
    Quindi, confessalo: cosa guardi in tv? :p

    RispondiElimina
  2. Non lo saprai mai! :p
    In realtà guardo un sacco di film, ma rifuggo da Rete4 come dalla peste.
    Il fatto è che quando vedi il tuo curato in media tre o quattro volte a settimana, non hai scampo! :D
    Bacino,

    coccola5
    ps. tu lo sai che io sono una casa e chiesa con deviazioni per la strada! :p

    RispondiElimina
  3. Io evito di gironzolare per il mio paesino proprio per questo. La gente mi vede molto poco, frequentando io più che altro la città (dove ho moroso e amicizie), ma in compenso ci pensa mia nonna ad inventarsi una mia vita. Tant'è che spesso i vecchietti che incontro mi chiedono cose per me assolutamente senza senso, del tipo "ma è vero che ti sposi? Felicitazioni!" "tua nonna mi ha detto che prendi 45 in università" o, peggio del peggio, "mi ha detto tua nonna che stai mettendo in cantiere un nipotino.."..

    RispondiElimina