mercoledì 6 ottobre 2010

Una muta battaglia


Cosa volete che vi dica? Non ho aggiornato ieri sera, a notizia fresca, perchè non sapevo bene cosa scrivere. I miei l'hanno presa ovviamente in modo tragico, per quanto mi riguarda. Non ne vogliono parlare, mio padre mi ha soltanto chiesto perchè l'ho fatto. "Perchè voi non volevate che io lo vedessi, ma io tengo a lui." Tutto qui, non ci sono stati discorsi, prediche, tante altre domande. Era la pura verità, non credo ci fosse bisogno di aggiungere molto altro. Poi mi ha chiesto di Tranquipsycho, se trovo i nostri incontri una cosa positiva. Ero spiazzata e quasi irritata. Quando succede qualche casino del genere, io avverto il bisogno di parlarne, anche di sentirmi dire che ho sbagliato. E di cercare di spiegare le mie ragioni. Che cazzo centra Tranquipsycho?? Continuavo a domandarmelo mentre mi si spezzava la voce parlando. Da qualche anno mio padre è cambiato: ha perso la voglia di "predicarci dietro", è come se credesse che tanto non funziona, l'unica a farlo è mia madre. Che per ora è molto fredda con me, cosa del tutto normale. Ha una voce che trasuda rabbia, amarezza... Per il momento non ne abbiamo parlato, ma so che succederà. Quando una cosa la delude parecchio, ne parla a distanza di qualche giorno, dicendomi che "ci è rimasta male, che l'abbiamo ferita." 
 


Non so i vostri genitori, ma i miei non si sono mai scusati con noi ragazzi. Questo mi dà sempre l'impressione che credano di fare tutto giusto. Non esternano mai i loro pensieri riguardo quello che fanno e ci dicono, del tipo "forse non ho fatto la cosa giusta", o cose del tipo. Sembra che abbiano capito tutto della vita, ci parlano dicendo "che adesso che hanno quarant'anni hanno molta più esperienza di noi", come a dire che per quel motivo la loro parola vale comunque più della nostra.



Ogni volta che parlo dei miei genitori, salvo qualche rara eccezione, si sente perfettamente quanto il nostro rapporto sia complicato e conflittuale. Ogni tanto penso di vivere un'adolescenza ritardata. Ho fatto cinque anni di liceo andando a scuola dalle 8 alle 16 tutti i giorni, e rientravo alle 18. Avevo un sacco da studiare, penso di non aver mai saltato un giorno. Parlavamo molto poco, soprattutto a cena, per via del fatto che in casa non c'ero mai. Questo ha fermato il rapporto e la mia crescita con loro a 14 anni. Non che io mi comporti come una ragazzina, ma tante esperienze che altri hanno fatto prima io le sto facendo adesso. La lunga bugia su E. ne è un esempio perfetto.



Quanto ad E., dicevo a pequenaeva nel commento che gli ho raccontato ogni cosa. E. non era al corrente del fatto che i miei non sapevano di tutta questa fila di balle, e l'ha saputo lunedì sera, in un modo un po' drastico, direi. Mi ha detto che non ha niente da dirmi al momento attuale, di chiamarlo quando le cose con i miei saranno a posto, e che allora ne parleremo. La sua probabilmente è stata una reazione normale: spero che non mi creda un'ipocrita o una persona falsa. Spero capisca soltanto il motivo per cui l'ho fatto, che tra l'altro ho detto anche a lui (tengo troppo al nostro rapporto). Ho paura che la nostra amicizia si chiuda così, bruscamente e di colpo, di perdere una persona cui tengo tantissimo. Mi ha detto che non è arrabbiato, suppongo voglia prendere le distanze da una situazione familiare in cui non sarebbe il massimo se lui entrasse e si schierasse.
Solo ho paura che niente vada a posto con i miei, che questo stupido divieto permanga.

Ieri ho avuto un esame di traduzione. In treno ho letto, non ho ripassato assolutamente nulla. Ho evitato la musica perchè mi faceva concentrare su quello che è successo a casa e con E. Ho cercato di ascoltare i dialoghi dei miei vicini di posto. Parlavano del liceo, dei professori, di quelli seri, di quelli ridicoli e di quelli divertenti. Mi ha aiutato a distrarmi. In auto il silenzio. Ho pensato a osservare la strada, a non pensare troppo.



Mi manchi tantissimo, E. Manchi al cuore come un battito, per chi si ricorda la mia poesia. E' un post di qualche tempo fa. Perchè quello che scrivo, alla fine, è sempre una premonizione di quello che succederà in futuro.



Stay strong. E' per me, forse serve.



Grazie a tutti per il vostro sostegno, siete preziosissimi.



coccola5
ps. quanto mi spiace intitolare così il post.

6 commenti:

  1. Ti auguro che tutto possa sistemarsi presto, e che possiate recuperare il rapporto. Non so cos'altro dirti, solo che spero che tu non perda la tua amicizia con E., per colpa dell'atteggiamento saccente dei tuoi genitori. Io non ho mai avuto un rapporto conflittuale con loro, tranne che per un breve periodo con mio padre. Penso che all'epoca si stesse rendendo conto che non ero più la sua piccolina, e questo lo disturbava un po'. E' stato un periodo di discussioni e confronti, e ricordo che dicevo a mia madre "Perchè fa così?? Perchè mi rimprovera sempre? Ho bellissimi voti a scuola, non faccio tardi la sera e rispetto gli orari che mi dà". Adesso il rapporto s'è sistemato, anche se comunque, essendo molto simili, io e mio papà spesso battibecchiamo su un sacco di cose. Ritengo che il dialogo sia sempre la soluzione migliore, ma anche mia mamma (come la tua), quand'è arrabbiata diventa muta e risponde con tono arrabbiato. Il che è molto peggio di una discussione. Però, e qui mi ripeto nuovamente, devono capire che ormai hai l'età per fare le tue scelte, giuste o sbagliate che siano. =)Bacio

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  2. Tranquilla.Credo che la giusta lettura degli eventi l'abbia data tu stessa: Ogni tanto penso di vivere un'adolescenza ritardata. Quante cazzate si fanno durante l'adolescenza? Feriscono sempre, certo, ma vengono comunque superate. Sempre per quella questione degli spazi che ti dicevo nel commento precedente.Prenditi una boccata d'aria e vedrai che tutto si aggiusta. Trasformandosi in qualcosa di nuovo, certo, ma si aggiusta.Un abbraccio forte

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  3. @ LogorroicaMente: ti ringrazio per il commento schietto e veritiero. Lo preferisco a una bugia, e non soltanto perchè concorda con la mia tesi su tutti gli ultimi eventi, chiamiamoli così. Anche dire "hai sbagliato" senza giustificare tanto fa bene. E' la funzione degli amici. Che non dovrebbero mai aiutarci a fare dell'autocommiserazione ingiustificata. coccola5

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  4. molti genitori sono duri e non chiedono mai scusa, ma non significa che non lo pensano. Io mi auguro che dentro di loro sentono di esser stati esagerati ma siano troppo orgogliosi x parlartene e ammettere di aver sbagliato...

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  5. Tesoro il tuo blog è delizioso e molto intenso... solo che ho un pò di difficoltà a leggere l'azzurro sull'azzurro  Sono l'unica?

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  6. @ RamyRamy: sono un po' di parere contrario al tuo commento. L'orgoglio è un difetto delle persone che non corrisponde a una richiesta di perdono. Il fatto che tu pensi di aver sbagliato ma non lo dica per orgoglio non fa della tua ammissione interiore una scusa effettiva, e pertanto non la rende accettabile. Ho un carattere incline al perdono e difficilmente tendo a chiudere i rapporti con le persone, e questo non accadrà nemmeno con i miei (almeno a livello formale), però non mi piace leggere nella mente delle persone ed intuire le scuse. Mi dispiace, aperta e simpatica con tutti, ma l'orgoglio in amicizia non funziona.@ ValentinaV.: mi rendo conto della difficoltà oggettiva ma non sono capace di mettere le mani sul template. In effetti sono alla ricerca di un nuovo template per il blog, con uno spazio per i post più largo (sembra sempre che scriva poemi!) e dai colori più leggibili! Pazienta mentre ricerco qualcosa di abbordabile! Tra parentesi, magnifico trovarti da me!coccola5

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