sabato 25 giugno 2011

Quelli siamo noi

Il giro in bicicletta nel tramonto di ieri sera.
Quello stupido film di questa sera - niente di perso o di guadagnato, in fondo.
Il continuo leggero, e quasi piacevole, battibeccare con mia madre.
Nessuna nostalgia o desiderio di vedere mio padre. Nessuna voglia di impegnarmi in una conversazione con lui.
La mia gattina che mi aspetta da mezz'ora sul letto.
Il mio Duden.
Seicento sigarette di Ciordinik.
L'inserto di Repubblica che mi aspetta domani in edicola.
Un'infinita voglia di Dio.


Chiudi gli occhi neri,
quelli siamo noi,
quelli sempre in fuga 
all'orizzonte, noi,
quelli maledetti
con i sogni in gola,
quelli che vivranno
per una volta sola.

G.N. - Come Sei

giovedì 23 giugno 2011

Estate di sangue

Il mio cervellino è intasato dal tedesco (di nuovo). Martedì ho l'ultimo esame: Mediazione orale di lingua tedesca. La prof parla in tedesco e io traduco. Mi sto rimpinzando di siti di hotel tedeschi, articoli di giornale, sto leggendo il vocabolario monolingue con l'aiuto di un bilingue. E mi sto sforzando di avere pazienza.
I docenti ci hanno suggerito di acquistare il monolingue, ma mi servirà un po' di tempo per abituarmi al linguaggio formale che utilizza. In ogni caso è davvero completo. Caro buon Duden! Più avanti vedrò di acquistarlo anche in versione tascabile: entro la fine dell'estate vorrei poterlo sostituire al bilingue.

Tolto questo, non ci sono grandi novità. Il mio fratellino ha concluso gli esami di terza media: quando li ho fatti io, ero agitatissima, lui li ha affrontati con molta calma. O meglio, non l'ho mai visto aprire i libri, ma sembra che tutto sia andato bene comunque, e meglio così.

Sto ascoltando un po' di musica nuova, nel tentativo riuscito a metà di non nanninizzarmi troppo. Mi sto godendo qualche pezzo classico tra un Maledetto Ciao e un Fotoromanza, qualche brano degli anni '80 e.. quello che capita.
Fortunatamente guardo molti video della Deutsche Welle: fanno servizi fantastici e sto imparando qualche nome nuovo di musicisti. L'altro giorno ho sentito Sol Gabetta suonare Haydn. Peccato che in Italia non propongano artisti nuovi, programmi culturali: l'unica soluzione è farsi un mazzo quadro per capire cosa dice lo speaker tedesco.
Ho ascoltato un'intervista newyorkese di Gianna in inglese e poi doppiata in tedesco: un casino unico, ma il mio tedesco sta migliorando.

E, ultima novità, mi si prospetta un'estate sanguinosa! Su consiglio della mia prof di Tedesco sto guardando qualche serie della ZDF, che offre polizieschi o serie come ER, Dr. House.. Un solo film alla settimana, la domenica sera, che viene sottotitolato il giorno seguente! Fatemi gli auguri!

coccola5

Ninne nanne


Da tre settimane su Sky danno, ogni mercoledì, un film con Aldo, Giovanni e Giacomo. Adoro questo trio, e stasera davano Tu la conosci Claudia?
La parte migliore del film, a mio avviso, è stato il finale: una ninna nanna cantata da Giovanni al bambino dell'appartamento adiacente.

Ninna nanna, ninna oh,
questo bimbo a chi lo do?
Lo daremo all'uomo nero,
che lo tiene un anno intero.

..lo daremo alla Befana,
che lo tiene una settimana.

..lo daremo al fratellino,
che lo mette nel camino!


Mi viene il dubbio che i genitori che le cantano abbiano una repressa voglia omicida. Che dite?

coccola5
ps. qualcuno la conosce Ninna Nera di Gianna? A mio avviso siamo sullo stesso stile, ma credo che con Penelope abbia cambiato gusti. (Spero! XD)

martedì 21 giugno 2011

Il mio covo di matti


Ieri pomeriggio, in centro a Verona con mia madre.    h18,00   (per dovere di cronaca.)

Io: "Mamma, è scaduto il parcheggio! In realtà ancora alle cinque e un quarto!"
Mamma: "Non ti agitare, stai calma.. tanto probabilmente la multa ce l'hanno già messa!
Io sono senza parole...

Un'ora e mezza più tardi, appena salite in auto.

Mamma: "Coccola, è ZTL questa?"
Io: "Ma non le vedi le telecamere sopra le nostre teste?!"
Mamma: "Andiamo lo stesso, ormai, magari la multa non ci arriva."
Figurarsi, non ce la mandano solo per simpatia!

Poi mia sorella dice che casa mia è un covo di matti (testuali parole). Probabilmente non ha tutti i torti.

coccola5

giovedì 16 giugno 2011

Sparsi pensieri


Sono in ritardo come mio solito, ma.. vorrei commentare l'esito del referendum e tutta la vicenda.
Sono felicissima dei risultati che abbiamo ottenuto: come sottolineavano giustamente i giornali, un 57% di affluenza non si registrava dal 1995. E sono felice del fatto che non avremo il nucleare, che l'acqua resterà di diritto nelle mani dello Stato, che finalmente Silvietto e i ministri dovranno presentarsi in aula a discutere i loro processi.
In conclusione, sono felice che l'Italia si sia destata, come dice il nostro inno.
Lunedì ero di esami e ho sentito la notizia via radio rientrando a casa. Un po' meno ho esultato quando gli esponenti del Pd hanno chiesto, subito dopo, le dimissioni del governo. Non sono pro-Berlusconi nè di destra, ma mi pareva chiaro che questo referendum non fosse di natura politica. Vale a dire, il 57% degli italiani non è di sinistra, più semplicemente non vuole il nucleare o che l'acqua venga gestita privatamente.

Mi preoccupano, per la verità, alcuni discorsi che ho sentito di recente: "non vado a votare perchè tanto non serve a niente", oppure "fa 18 anni fra tre giorni, questa volta l'ha scampata", come se andare a votare fosse un peso. Francamente, trovo che andare a votare sia una sorta di privilegio, oltre che un diritto-dovere: i nostri padri (più che altro le nostre madri) hanno lottato perchè a tutti fosse riconosciuto questo diritto, e noi lo buttiamo via così. Mi sembra da stupidi buttare l'unica possibilità che abbiamo di far sentire la nostra voce in questa fogna di politica.. tutto qui.

Quanto al resto, è davvero estate. Sapete perchè lo posso dire così? A Verona sono arrivati i tedeschi che portano i sandali con le calze. Sono una costante dell'estate in piazza Bra, come dico io. Li vedi belli e biondi, sorridenti davanti all'Arena con queste calzine (rigorosamente bianche!) sotto i sandali.. mah! :) Comunque sia, fanno proprio estate.

Domani penultimo esame.. mai come questa sessione ho sentito la stanchezza. Ho un'infinita e implacabile voglia di dormire, mi auguro soltanto che finiscano in fretta..

A proposito, questo mio pensiero devo proprio scriverlo prima di chiudere. Nel pomeriggio sono entrata su Fb e ho visto lo stato di E.: "mi dispiace ma non posso farci niente.." In effetti non ci sentiamo da più di due mesi: la nostra amicizia è sospesa perchè mancano le parole.. e comunque non posso essere sempre io a chiamare, no? Comunque sia, per un momento ho voluto pensare che si riferisse a me...

coccola5
 

sabato 11 giugno 2011

Invincibile - Ho scelto di morire

Invincibile. Agg. che non può essere vinto.

Mi piace tantissimo questa parola: non è vincente e non è trionfante, ma non è nemmeno imbattibile. È semplicemente invincibile, non vinto.

Avevo seguito il programma di Marco Berry lo scorso anno: lo avevo trovato fantastico. Storie formidabili e conduzione perfetta: un ottimo mix. Quest’anno forse ancora meglio.

Una tra le storie mi ha veramente colpito, quella di Hannah Jones. Una ragazzina inglese di tredici anni che nel 2008 decide di lasciarsi morire. Dopo aver sofferto di leucemia da piccola, le chemioterapie le hanno sfondato il cuore, che ora rischia di cedere. Le viene proposto un trapianto, ma lei rifiuta. Ne ha abbastanza di medici, ospedali, aghi, terapie, medicine. Va bene così, ha dato il meglio che ha potuto, adesso basta. Hannah vive con il suo cuore ancora un altro anno, poi le sue condizioni di salute peggiorano rapidamente. I medici, preoccupati, le propongono nuovamente il trapianto. In un anno è successo di tutto: l’Inghilterra si è commossa, alcuni hanno criticato la sua scelta e il suo oltraggio alla vita, si è perfino tentato di togliere la custodia di Hannah ai genitori, fortunatamente senza successo.

Questa volta Hannah accetta il trapianto. Ha voglia di vivere, voglia di scoprire cosa le riserva il futuro. Si sottopone a un intervento di sei ore e mezzo che le dà un cuore nuovo, che funziona al 100% e che le regala altri venticinque anni di vita. Invincibile Hannah.
Inizialmente non capivo il motivo di questa “invincibilità”. Capivo però, e rispettavo, il fatto che una ragazzina dica basta, sono stanca di lottare. È un momento di down, e credo che nessuno dovrebbe giudicare il dolore degli altri.

Non so se questa storia abbia un qualche senso, una morale, qualsiasi cosa. Mi piaceva però l’idea di raccontarla. È una di quelle cose che sanno di vita, quella vita che cerco nei libri che leggo, nelle storie che voglio vivere. Non la tragedia, s’intende. È qualcosa di inspiegabile: un istinto forte, primordiale che ci consente di lottare per le cose importanti, sentirci abbattuti, desiderare a volte di lasciar perdere, di avere forza a volte e nessuna forza altre. Non so bene cosa sia, questo sapore di vita, ma lo percepisco perfettamente e lo riconosco.

Vi lascio con un brano di Ligabue, tratto dal suo libro “La neve se ne frega”. Non amo Ligabue, ma questa frase vale davvero una piccola citazione. Se sono tutti congiuntivi esortativi, io sono d’accordo.

Ridiamo come le montagne non appena gli voltiamo le spalle, ogni volta che sono sicure che nessuno le veda. Come il mare che si ostinano a chiamare furioso mentre le tempeste non sono che i suoi sghignazzi. Come le nuvole che se piangono pioggia è solo per il gran ridere. Come il vento che non fa che sganasciarsi e soffia soltanto perché deve riposare il respiro. Ridiamo come il cielo che deve avere tutti i motivi per ridere di noi ma anche con noi. Ridiamo come non potranno mai fare gli animali che non sanno cosa si perdono. Ridiamo come solo i più fortunati riescono a fare. Ridiamo di cuore.

coccola5

sabato 4 giugno 2011

Elencazioni

Stanotte assolutamente non mi va di fare grosse riflessioni, no. Non per via dell’orario, eh, che comunque a quest’ora sono sempre tranquillamente sveglia, ma è il cervello che si oppone! Stasera ha detto ferie, grazie!
Vi propongo dunque un breve (vedremo!, ormai mi conoscete!) elenco in stile Vieni via con me. Il titoletto è: per tutti quelli che… oh yeah! e ci infilo le cose degli ultimi giorni! Quindi.. pronti, partenza, via!

Per tutti quelli che… hanno un tale mal di testa da non riuscire nemmeno a fare le scale (ed è la terza volta in una settimana!)… oh yeah!

Ptqc… (perdonatemi, abbrevio se no poi sclero!) stanno facendo fare i miliardi alle case farmaceutiche (anche se li fanno ugualmente)… oh yeah!
Ptqc… tutti lo sanno che… siamo uno scandalo io e te (G.N.)! E lo cantano da GIORNI!! … oh my God!

Ptqc… hanno una famiglia impazzita come la mia dove: il padre crede di avere gli occhi azzurri benché essi siano castani; il fratello deve leggere una preghiera alla Messa ma non si ricorda dove ha messo la preghiera, in quale momento della Messa deve alzarsi a leggere e a quale Messa deve leggerla; una sorella che passa ore al telefono e prima di riattaccare precisa all’amica “ma dopo ti richiamo!” … oh yeah!

Ptqc… non possono sopportare la nuova canzone di Vasco e, porca la miseria, non riescono comunque a smettere di cantarla perché ha un ritmo che inevitabilmente prende… oh GRRR!

Ptqc… si maledicono mentre cantano la canzone sopracitata! … oh yeah!

Ptqc… non riescono a studiare nemmeno una paginetta e nemmeno sotto tortura… oh yeah!

Ptqc… la madre chiede “ma questi esami, sei pronta?” … oh, basta!

Ptqc… mangiano palline su palline di gelato e intanto pregano di non ingrassare… oh yeah!

Ptqc… ascoltano senza fine la stessa cantante e non riescono a non trovarla unica.. (ah sì, e frattanto impazziscono!) oh yeah!

Ptqc… un’emozione che scorre fortissima dentro come una corsa inarrestabile… OH YEAH!

Ptqc… nemmeno portare le gambe al petto basta a raccogliere tutto il brivido! … oh wonderful!

Ptqc… tutti quelli maledetti con i sogni in gola, quelli che vivranno una volta sola (G.N.) … OH YEAH!!

Prima di lasciarvi, perché i post lunghi sono ormai una mia peculiarità, vi lascio con un altro elenco, quello delle notizie più assurde che ho sentito negli ultimi giorni:
l’applicazione per iPhone i-Silvio… oh my God!! O.O!

una tipa in treno che parla per ben 16 ore di viaggio (e complimenti per la resistenza delle corde vocali, chè anch’io son logorroica ma dopo un po’ sarei schiattata!)

un falsario dell’800 che componeva lettere di Lazzaro, prima e dopo la risurrezione dai morti!

I cartelli di Penny Lane che, dopo il successo dell’omonima canzone dei Beatles, spariscono tuttora dalla via e le autorità inglesi ne hanno ormai due scatole così!

Un uomo che fa l’amore perfino con una panchina.. la disperazione, brutta bestia! E non vi dico com’è andata a finire, vedete la puntata della Littizzetto da Fazio! ;-)

Il concerto di Vasco a Messina rimandato per dei cedimenti del muro dello stadio.. e poi vogliono fare il nucleare!

coccola5
ps. dimenticavo di dirvi una cosa: se  a qualcuno andasse, io giro il gioco dell'elencazione. Kissss! :-)

lunedì 23 maggio 2011

Un violento sentimento che mi ucciderà

L’amore uccide per davvero. (O quasi?)

La domanda che tutti, continuamente, ci poniamo è sempre la stessa: andrà tutto bene? E pur non sapendo trovare una risposta, segretamente e scaramanticamente, ci convinciamo che tutto andrà per il meglio.

Unite queste due frasi e slegate la seconda dal contesto dell’amore. Pensate alla seconda in maniera autonoma e indipendente. E immaginate di essere appena usciti dal concerto di Gianna Nannini, cui siete stati con degli amici, e di iniziare a parlare di una ragazza di 16 anni appena lasciata dal fidanzato. Ragazza che, per altro, ha successivamente tentato il suicidio. Non è riuscita in questo tentativo praticamente per puro caso, e al momento è imbottita di psicofarmaci fino al midollo. La diagnosi dei medici è stata semplicissima: fobia dell’abbandono, concretizzatasi dopo la fine della storia d’amore. Ma aggiungete a questo il fatto che fino ai cinque anni la bimba piangeva tutte le mattine per andare all’asilo, aggiungete che il padre si è scopato l’amica di lei, aggiungete di essere bella bellissima e comunque priva di forza interiore. Un bel dilemma, eh?

Andrà tutto bene? O la domanda giusta è questa: è andato tutto bene? Io non so rispondere, davvero. Lo vorrei ma non so rispondere a queste domande quando riguardano altre persone. Non posso farlo: ci vorrebbe un bel pelo sullo stomaco, che dite? Ma resta il fatto che l’amore uccide davvero. L’amore non scherza, ci violenta la vita e diventa come un maniaco sessuale che non ci dà tregua e ci pedina per le strade.

La prima volta che ho sentito questa frase sull’amore pensavo fosse soltanto una frase fatta, ero ben lungi dal realizzare quanto fosse vera. Ma poi.. al racconto su questa ragazza mi sono venute le lacrime agli occhi. Siamo abituati a sentire cantare, parlare, scrivere d’amore, ma a chiedersi se questo sentimento uccide sono in pochi.

L’amore ha quasi ucciso anche me. Come scrivevo nell’ultimo post, è stata Pazienza di Gianna a salvarmi la vita. Mi riferisco a JW: stava diventando un amore disperato, violento. Lui era terrorizzato dal mondo e alzava le zampe anteriori, si impennava e camminava all’indietro come un gambero. Non finivo a terra con una gamba rotta per poco, poco davvero. Quando si è imbizzarrito per strada è stato culo, come si dice, che non sia passata un’auto che avrebbe potuto travolgerci. Ma mi ha ucciso in senso metaforico, più che altro, sono fuggita prima.

Il fatto poi che vada tutto bene è qualcosa d’altro, di leggermente diverso. Ce lo chiediamo sempre, ce lo auguriamo giustamente. E però non riusciamo ad accettare che alle volte le cose non vadano bene affatto. Le cose che non vanno bene le chiamiamo errori di percorso, giornate storte, fate voi… Facciamo di tutto per non dirlo: non è andato tutto bene? Fermo! Aspetta, non devi dirlo, non si fa! Scusa, che hai detto? E pensare che ammetterlo sarebbe la cosa più semplice. Ripetete con me: è andato tutto a puttane, è andato tutto a puttane.

E poi? Poi cosa? No, dico poi, dopo averlo ammesso, che ce ne facciamo di questo mea culpa? Se può consolarvi, non lo so bene neanch’io. Mica mi hanno dato la palla di cristallo o il libro Verità Assoluta: una risposta ad ogni domanda. Mi dispiace, avevano venduto tutte le copie prima che potessi comprarlo. Conosco un sacco di gente che ce l’ha. Quindi non so bene che si fa, e allora vado per esclusione delle ipotesi.

Ricominciare dagli errori e chiedere scusa a quanti abbiamo ferito. Si può fare, ma c’è un problema: il fatto che una persona ci perdoni, accetti che tutto è andato a puttane, non vuol dire che se lo dimentichi. Nel vostro rapporto, resterete tu, lei e quello che è andato male. Malgrado tutta la sua buona volontà.

Resettare tutto. Formattare la mente, le persone. È l’ipotesi che preferisco. Abbiamo mandato a puttane la famiglia con il divorzio, per esempio? Ok, non si piange sul latte versato. Ma possiamo bere il latte, ossia espiare la colpa, e riempire la tazza di nuovo, ma di thè, questa volta o di succo d’arancia. Cercare poi qualcun altro, cambiare le proprie priorità e mettersi alla ricerca di un altro compagno/a. Ripartire da zero assoluto. Fermare il motore per un po’, andare dal meccanico e poi riaccendere l’auto. Quando la riaccendi, quando inizi a versare e bere il thè, ha tutto un sapore nuovo, un sapore di gioia.

È vero, le persone non vanno a motore, non si fermano e accendono come macchine, ma ragionateci su: se io e una persona non andiamo d’accordo, che senso ha che ci logoriamo di litigate al puro scopo di continuare a vederci e tentare inutilmente di aggiustare i rapporti? Gli altri non dimenticano quello che è andato a puttane. Tanto vale lasciare perdere, risparmiare energie preziose e cercare qualcun altro.

Una piccola nota, solo una alla fine di questo post lunghissimo. (Ma se siete arrivati fin qui una riga in più non farà differenza.) Non versate il thè, non andate dal meccanico da soli. Prendete ciò che di buono è rimasto, un amico, il castoro ventriloco di Mr. Beaver, un animaletto, qualunque cosa non vi faccia sentire soli. Andateci con lui e resettate tutto. Non rimanete da soli, non espiate in solitudine.

E non confondete resettare con ricominciare.

Post ispirato da: “L’amore è un corridoio senza porte. È un violento sentimento che mi ucciderà.” (Gianna Nannini, Rock 2)

coccola5

domenica 22 maggio 2011

Musica ovunque andrai - Giannata 20 maggio 2011

E al microfono: Gianna Nannini.

20 maggio 2011, venerdì

È tanta e tale l’emozione nel ricordare questo fantastico concerto che fatico a iniziare a scrivere il post. Ma devo farlo e presto, altrimenti le parole mi tormenteranno nel sonno come ieri notte e trascineranno al mattino sonnambula sul divano.
Sono stata giannata. Ho finalmente ricevuto questo meraviglioso battesimo al rock e alla mia Gianna Nannini. Ma mica la sera del concerto il 20,ma  meno di un’ora fa in auto. L’iPod suona Scandalo, Scusa e poi parte Meravigliosa Creatura nella nuova versione rock. Ho un brivido: la voce inizia a cantare da sola e meravigliosamente canta. Meravigliosa creatura, sei sola al mondo. Meravigliosa paura di averti accanto.Finalmente sono riuscita a scandagliarne il senso e, come dice Gianna, ho capito perché la canzone non è dedicata ad altri, ma a sé stessa. E io cantando la dedico a me, a quella me che sono e che nasce ogni momento di sorriso, ma anche a quella me sempre migliore che ci sarà. Non so quando ma ci sarà. Eccola, la mia meravigliosa creatura.

E questo per tornare adesso alla cronaca di un concerto-amore. L’Arena di Verona è pregna di questa musica giannata e innamorata, l’Arena grida continuamente GIANNA! GIANNA! GIANNA! GIANNA! GIANNA!!! Per due ore di concerto c’è sempre qualcuno a gridare il suo nome, tra le luci dei gradoni di marmo illuminati di rosa e di blu. E Gianna c’è continuamente in ogni singola parola delle sue canzoni e in tutti i suoi movimenti sul palco. Grido anch’io il suo nome spesso, mi unisco alla folla urlante e innamorante.

Mi innamoro di Rock 2 con cui apre il concerto: la libertà è un gioco da bambini, ed ecco Gianna, puoi prendere e buttare all’aria tutto quel che c’è. … l’amore è un corridoio senza porte, è un violento sentimento che mi ucciderà. Che l’amore davvero uccide, l’ho scoperto solo mezz’ora dopo il concerto.

Ma poi il motore parte, come un diesel. Non romba subito, inizialmente Ogni tanto non infiamma l’Arena, bisogna aspettare Io e a quel punto il toro vede rosso. Gianna che fra ritornello e strofa si finge svenuta e io ho un infarto, poi corre alle ringhiere delle tribune, le scavalca e si fa tenere per i piedi dalla gente mentre canta. È tutto così reale, finalmente. Dopo tre mesi di attesa l’emozione mi scavalca: non riesco a stare zitta e ferma e sono euforica ubriaca di emozione. L’emozione mi distrugge come sempre lo stomaco, ma stavolta è dolcemente crudele. E poi ritorna, Contaminata per spiegare che non sono mica facile!! Finalmente un cantante che lo dice anche per me! Non sono mica facile! L’Arena di Verona canta impazzita tutta giannata. E poi c’è Scandalo, la mia figura di merda. L’ho cantato a squarciagola qualche giorno fa tornando a casa, scoprendo poi che c’erano dei tipi che mi guardavano allucinati. Sei più bella nuda e senza fiato, lecca lecca il gelato!! Finalmente Scandalo non è più uno scandalo. E menomale.

Le chitarre e l’orchestra e la batteria e la voce procedono vorticosamente verso America e Meravigliosa Creatura. Solo che America è uno spettacolo incredibile. Gianna che torna sul palco con la giacca con le borchie e il violino in mano. Suona il rock sulle borchie della giacca, gode Gianna e gode il pubblico. Il violino indubbiamente sulle borchie gode meno. E poi il violino finisce sotto la fica di Gianna fra le sue gambe coperte dai leggins di pelle neri. E intona le prime note di America: più esplicito di così! Gianna simula un orgasmo davanti a 15000 persone che applaudono e ancora urlano GIANNA! ma chissenefrega, l’orgasmo simulato è fighissimo, meglio di uno dei miei veri.

Solo che poi Meravigliosa Creatura arriva. Meravigliosa Creatura è la fine, the end, poi Gianna sparisce via. Questa sera Meravigliosa Creatura ha tantissime strofe, sembra andare all’infinito per non lasciarci, ma ovviamente succede. Sembra quasi quando abbiamo cantato Sei nell’anima a fare nanananana tantissime volte perché Sei nell’anima non scappi via. In fondo è una canzone che vuol dire sei qui in fondo al cuore, un segno che non passa mai. E allora resta, resta di più.

Quando Gianna compare all'inizio del concerto mi viene quasi da piangere. La sua Pazienza, che al concerto non c’è, mi ha salvata tante volte ultimamente. Mi ha salvata dal troppo amore per JW. Mi ha salvata da un amore pericoloso. JW mio, resti in fondo all’anima, ma non sotto le mie gambe. Non posso farlo più.

Queste canzoni sono state la colonna sonora degli ultimi tre mesi. E mi stanno abituando ad accettare come sono e come sarò. Probabilmente sempre alternativa, senza trucco né smalto alle unghie, senza moroso o morosa, probabilmente sempre pregna di parole e di prosa. Anche perché quando c’ho la prosa mi dà il tormento se non scrivo. Probabilmente sempre a cavallo.

Gianna, finalmente forse, questo concerto, è la prima cosa bella con mia madre. Dopo tanto tempo ci siamo riabbracciate al ritmo di Meravigliosa creatura. Non ci abbracciavamo da ere. E pensavo ridendo che se qualcuno mi dedicherà questa canzone, non potrò mai più lasciarglielo fare. È già presa da un’altra persona, sorry.

C’è la musica a riempire il cielo e la mia vita. C’è la musica nelle scarpe e nei vestiti, nel sole e nella pioggia e nel galoppo velocissimo quasi volo via. C’è dappertutto, davvero.

C’è musica ovunque andrai,
e il buio che sembra inverno
si ridipingerà.


[…]

Sei musica ovunque andrai,
e il buio che sembra eterno
non ci spaventerà.
 
Gianna Nannini, Dimentica

venerdì 20 maggio 2011

Silenzio

Non dormo, vi è evidente.

Così mi alzo, stufa della mia insonnia, e vado in cucina. Guardo il balcocino di casa mia: vorrei salirci in punta di piedi e volare di sotto. Iniziare un salto e spiegare poi le ali. Apro la finestra, ho bisogno della frescura notturna, del vero silenzio della notte. Da ragazzini ci abituiamo a vedere rompere il silenzio da qualche spavaldo che ci inserisce una battuta. Io conservo questi ricordi dai miei gruppi giovani e dai campi scuola: c’era sempre qualcuno che scoppiava a ridere, faceva un rumore inaspettato e metteva fine a tutto. Aspetto anche ora, per riflesso, che qualcosa rompa questo silenzio esterno e perfetto.

Imploro da tantissimo tempo questo silenzio. Non sopporto quando i miei movimenti fanno rumore, quando finiscono per essere notati da qualcuno. Alle volte faccio in modo che gli altri notino qualcosa perché, in un certo senso, do forma ai loro pensieri: sì, sono strana. Ma di norma odio il rumore di me. Inizialmente non sopportavo che gli altri parlassero di me, ora anche il suono. Desidero un grandissimo silenzio.

coccola5