sabato 12 dicembre 2009
Non è un Paese per me
Ho scelto l'argomento che più mi si addice, vale a dire la lettera di Pier Luigi Celli al figlio pubblicata su Repubblica, "Figlio mio, lascia questo Paese". La potete trovare qui, se intendete leggerla per intero.
Personalmente, non ho mai inteso rimanere a vivere e lavorare in Italia dopo la laurea: trasferirmi stabilmente all'estero è un mio sogno sin da quando ero piccola, ma mi sembra quasi una necessità adesso che vedo come girano le cose qui. Si fatica a trovare un lavoro, anche semplice, e dopo anni di studio sono pochi quelli a trovare un'occupazione adatta alla loro laurea. Il governo, poi, non è molto a favore dei giovani, benchè dichiari il contrario: dove sono le possibilità tanto vaneggiate? I giovani sono il futuro dell'Italia, ci hanno sempre detto. Ebbene, questi giovani non possono esserlo. Questi giovani non sembrano avere futuro in Italia. Io stessa, che pur frequento una facoltà che mi dà buone possibilità lavorative, sono incerta e tesa riguardo alla mia occupazione.
La lettera di Celli mi ha molto colpita per la schiettezza. In Italia il merito sembra non contare molto, anzi. Spesso a fare fortuna sono persone che non hanno studiato, poco esperte e competenti per il loro mestiere, più spesso ancora ci si basa sull'aspetto fisico. E non è una mia idea: chi aveva presentato nelle liste elettorali due ex veline, o escort, o quello che erano? E, francamente, dubito che avessero esperienze o conoscenze in fatto di politica. Anche l'esempio che viene dato, l'idea che passa attraverso tutto questo, non è delle migliori.
L'Italia non è un posto dove stare volentieri. L'Italia è un Paese che più che il suo popolo e la sua economia, tiene a salvare la faccia. Che poi riesca in quest'impresa, lascio giudicare a voi, ma queste sembrano essere le pretese. L'Italia non è un Paese che ringrazia, piuttosto punisce ingiustamente, flagella persone spesso inutilmente (vedi il recente caso Boffo, ecc.). L'Italia, e con essa intendo anche il suo popolo, mi ricordano la descrizione del popolo fatta da Tacito: pronto ad acclamare prima questo e poi quello imperatore, senza alcuna coerenza. L'Italia non protegge le libertà dei suoi cittadini, piuttosto le nega.
E' un Paese dove vorrei poter stare, l'Italia, un Paese che amo e che tuttavia mi dà poco. Se ne avrò l'occasione, lo lascerò, pur con grande dolore, ma resterà nel mio cuore. Vado per trovare il meglio, the best of the best.
coccola5
ps. cito solo una frase della lettera di Celli, mi lasciate? Dammi retta, questo è un Paese che non ti merita. Avremmo voluto che fosse diverso e abbiamo fallito. Anche noi. Tu hai diritto di vivere diversamente, senza chiederti, ad esempio, se quello che dici o scrivi può disturbare qualcuno di questi mediocri che contano, col rischio di essere messo nel mirino, magari subdolamente, e trovarti emarginato senza capire perché.
martedì 8 dicembre 2009
Ezra Pound
Ve ne metto a parte, per spirito di condivisione. Se un uomo mi dedicasse mai un componimento del genere, mi renderebbe la donna più felice.
Venivi innanzi uscendo dalla notte
Ezra Pound, Francesca
coccola5
lunedì 7 dicembre 2009
Italia senza cuore
Che rabbia. Che indignazione. E che forte senso di vuoto, di caduta.
Questo, questo soltanto provo di fronte ad una nazione indifferente e frenetica, troppo presa a raccontare le vacue e stupide vicende dei propri politici per accorgersi dei propri cittadini, dei propri morti, in particolare.
Nella giornata di martedì scorso, il 1^ Dicembre, una ragazza di S. Bonifacio, in provincia di Verona, si è tolta la vita gettandosi sotto un treno. Nessun giornale, nessuna televisione ha dedicato a questo fatto più di qualche parola. Nessuno ha dato ai suoi genitori un briciolo di attenzione e di conforto. Anzi. Trenitalia ha chiesto, freddamente e burocraticamente, il pagamento di una multa di 250.000 euro alla famiglia per i disagi causati. Con che coraggio non lo so proprio.
Sempre più spesso mi sembra che il mondo giri alla rovescia, che le cose non vadano come dovrebbero proprio per niente. Nessuno si interroga sulla motivazione di un gesto tanto estremo, ciò che importa è solo il lato tecnico della questione, i ritardi. Nessuno si preoccupa di onorare, anche minimamente, i propri morti. Questa ragazza, Alice B., aveva la mia età, 19 anni. Il fiore della vita. L'età in cui una ragazza dovrebbe essere spensierata, con tanta voglia di vivere e pronta a spaccare il mondo. Eppure... non si è salvata.
Dico così ricordando la poesia di apertura della raccolta Porto sepolto di Ungaretti, "In memoria". L'amico di cui parla Ungaretti nella poesia, Mohammed, non sapeva sciogliere con la scrittura le sue emozioni e questo, probabilmente più di ogni altra cosa, l'ha ucciso. Alice non si è salvata, quindi, perchè nella vita di ognuno, a ogni età, ci deve essere qualcosa che salvi da sè stessi e dal mondo, la musica, la poesia, la religione.. qualsiasi cosa possa servire. Lei probabilmente non aveva trovato il suo punto di risalita.
Quanto mi fa male. Non la conoscevo personalmente, ma com'è che mi scendono le lacrime agli occhi comunque? Forse è sapere, il prendere consapevolezza che c'è un punto in cui non ci si dà un'altra possibilità. Forse è il prendere coscienza, amaramente, che non ci rendiamo conto di quanta sofferenza le persone trascinino con sè nella propria vita. Di quanto questo possa squarciare dentro. Vorrei che ci potesse essere sempre un'altra possibilità, un altro secondo di stop..
Vorrei che chi di dovere, chi può, si occupasse di più di queste cose. E vorrei che non ci fosse tanta freddezza nelle cose. Come si può chiedere il pagamento di una simile somma dopo che tua figlia si è suicidata?? Che poi, scusatemi tanto, con tutti i ritardi che fanno loro.. in un mese ho perso diverse volte coincidenze o autobus per andare o tornare dall'università.. forse sarebbe il caso di un esame di coscienza. Davvero.
coccola5
ps. a titolo di correttezza, avevo pubblicato questo post l'altro ieri sul mio blog su IoBloggo, blog che non credo aggiornerò ancora, dal momento che il mio conflitto con Splinder sembra essere terminato. Avete avuto anche voi dei problemi con la piattaforma?
domenica 29 novembre 2009
Un'emozione
Serata particolare, questa. In ristorante mi aggiravo tra i tavoli con un mezzo sorriso di circostanza. Il mio capo mi ha chiesto se andava tutto bene, ho risposto che sì, è tutto ok. A chi spiegare tutta questa mia apatia, questa mia afasicità? Mi fa stare così male...
Solitamente sono ipersensibile, penso sempre anche alle affermazioni più piccole, quelle più insignificanti. Ho dei cambi repentini di umore, che tuttavia mi fanno sentire viva, che ci sono.
Ora piango e basta. Credo che fumerò una sigaretta veloce, e poi me ne andrò a letto. In fondo, diceva Rossella O'Hara, domani è un altro giorno. Lo spero proprio.
coccola5
venerdì 27 novembre 2009
Still here
Letteralmente sfinita dalla settimana universitaria. AAA cercasi disperatamente week-end. In lettura Che tu sia per me il coltello di David Grossman, ma non so se riuscirò a portarlo a termine. E una voglia matta di Eliot, così, del tutto improvvisa (in particolare di The waste land). Domani puntatina alla biblioteca della mia città.
coccola5
domenica 22 novembre 2009
Questioni banali
Vorrei commentare con voi qualche fatto di attualità ed esprimere tutto il mio disappunto verso l'Italia. Sto parlando della questione del crocifisso nelle aule e nei tribunali. Non mi va proprio di dire che sono a sostegno o contro tutta questa polemica, perchè semplicemente la trovo del tutto inutile. Pur essendo cattolica, credo che il crocifisso si potrebbe anche togliere, per un motivo molto banale: non siamo quello che ostentiamo, piuttosto le nostre parole e le nostre azioni. Un cristiano non è tale perchè nelle sue aule vi è un crocifisso o perchè porta al collo una croce, lo è perchè è tollerante, perchè ha rispetto e amore per gli altri. Tutta questa storia mi sembra una crociata moderna, da 21esimo secolo, e soprattutto una grande presa in giro. Nessuno pensa che ci sono problemi più grandi e importanti di questo, nessuno pensa che l'Italia è in ginocchio e si prodiga per trovare una soluzione ai suoi molti problemi.
E' possibile che nessuno si accorga di quale governo di buffoni ci rappresenta? Sia a destra che a sinistra, senza esclusioni. All'estero si dimettono per aver comprato un DVD porno con i soldi del governo, da noi vanno tutti tranquillamente a donne (per non essere volgare) e nessuno sciopera, o dice una parola che non sia pettegolezzo. E' una riflessione amara, ma, come sempre si dice, chi è causa del suo mal pianga sè stesso.
Comunque sia... E' domenica, una come tante, una pioggerellina che scende leggera, e un pomeriggio che ha già aria di sera. L'inverno mi è sempre piaciuto come stagione, ma quest'anno mi lascia dentro una forte malinconia. Mi fa ricordare le belle sere estive, seduta al tavolo del giardino a chiacchierare con i miei, o talvolta con qualche amico. Mi piaceva un sacco guardare il tramonto, godermi questo sole che lento ci dava il suo arrivederci.
Adesso mi sembra quasi di vivere fuori casa. Durante la settima mi alzo presto e la sera torno tardi, il weekend, benchè dopo lavoro non esca molto (al massimo un'oretta), passo il resto delle ore a copiare appunti o a fare traduzioni. Con mia madre parlo davvero poco, per mancanza di tempo, e le notizie famigliari mi arrivano sempre in ritardo.
Forse aver ripreso così tardi la scuola mi ha fatto dimenticare i tempi del liceo, quando tornavo alle 18 e poi, stanca o no, moribonda o meno, ero sui libri fino alle 22. Mi sento quasi più debole a pensarci. So che ce la farò, devo solo tenere duro.
Bacioni,
coccola5
sabato 21 novembre 2009
News
Fine della seconda settimana universitaria. Domani mattina dormirò finalmente un'oretta in più. I compiti, le cose da rileggere, gli appunti da copiare non mancano, ma sembra tutto abbastanza interessante e quindi non mi pesa poi troppo. L'unica cosa, questo sì, devo ancora abituarmi perfettamente ai miei nuovi ritmi, perciò la sera, quando rientro verso le 21.30-22.00, sono sempre stanchissima e la voglia di mettermi sui libri è.. stellare, sì.
Ho fatto amicizia con V., una ragazza in corso con me. Ci sediamo quasi sempre vicine, parliamo il necessario (qualche commento durante le lezioni, brevi racconti fra un'ora e l'altra) e ci sfoghiamo riguardo le scemenze di una nostra compagna. Tant'è. In ogni classe c'è sempre quello che spara cazzate, no? L'importante è non dargli troppa corda.
Cambiando argomento, proseguono anche le mie letture. Avendo praticamente quattro ore fra andata e ritorno da trascorrere sui mezzi pubblici, leggo un sacco, soprattutto al ritorno. Ho concluso Venuto al mondo di Margaret Mazzantini e Il petalo cremisi e il bianco di Michael Faber, in Italia praticamente sconosciuto. Sono entrambi due bellissimi libri: la prosa della Mazzantini è sempre emozionante e coinvolgente, trascina sempre in un turbine di emozioni, mentre per il secondo libro.. leggetelo, è davvero fantastico! Mi sono buttata su una lettura un po' a sè stante, per ora: Sono io che me ne vado di Violetta Bellocchio, la storia di una ragazza "cattiva", portata naturalmente per far del male alle persone e per le battute sarcastiche. Che poi incontra Sean, ragazzo strano quanto affascinante, ma il libro devo ancora concluderlo.
E voi? Qualche news?
Ci si risente,
coccola5
venerdì 20 novembre 2009
La storia siamo noi
In realtà non avrei neanche due minuti per pubblicare. Ma ci tenevo a condividere questo video, La storia siamo noi di Fiorella Mannoia, un'artista che personalmente stimo molto, oltre che sul piano musicale, anche per i temi delle canzoni.
Non essendo capace di fare un lavoretto come si deve, ve lascio il link qui. Sì, mi piacerebbe mettere l'immaginetta, che fa più effetto, ma non ci riesco! (E rinnovo le maledizioni contro Splinder!!)
La storia siamo noi, attenzione, nessuno si senta escluso.
La storia siamo noi, siamo noi queste onde nel mare,
questo rumore che rompe il silenzio,
questo silenzio così duro da masticare.
[...]
La storia siamo noi, siamo noi che scriviamo le lettere,
siamo noi che abbiamo tutto da vincere, tutto da perdere.
[...]
La storia siamo noi, siamo noi padri e figli,
siamo noi, bella ciao, che partiamo. [...]
Baci,
coccola5
domenica 15 novembre 2009
Ho perso le parole
Scrivere è fondamentalmente un bisogno per me, anche se poi non posto parecchio. Fino a qualche tempo fa tenevo un diario, che mi sforzavo di aggiornare con una certa periodicità. Poi mi sono resa conto della sua ordinarietà: raccontare di essere andati a scuola, aver studiato fino all'esaurimento delle forze e dei nervi, essere andata a letto stanca e con il terrore della sveglia alle 6.. Ho comprato allora un quaderno, in un viaggio a Firenze, che aggiorno anche a distanza di un mese e mezzo dalle ultime righe, senza impegno, e senza dover per forza raccontare la mia giornata. In circa un anno ho scritto quasi ottanta pagine, quindi effettivamente non molto, ma tant'è.
Credo che i "racconti di vita" siano cose sporadiche, anche se tutti i giorni ci capita una scena curiosa o strana per qualche motivo. Ricordo, ad esempio, un piccolo episodio di qualche giorno fa, alla stazione dei treni di Verona. Sto aspettando il treno per Mantova, dove adesso frequento l'università, e accanto a me ci sono una mamma e una bambina. La piccola nota un paio di scarpe nere fra i binari, e chiede alla madre perchè queste si trovino lì, dove proprio non dovrebbero stare. La madre le risponde, con un mezzo sorriso, che forse qualcuno ha dormito lì, fra i binari, la notte precedente. Traete le vostre conclusioni. Io credo che l'ingenuità e la felicità dei bambini non vada turbata con racconti, o anche battute, tanto crude. Non hanno la capacità di discernere fra la battuta e la cosa detta con serietà, quindi finiscono per impressionarsi con moltà più facilità..
Ma, tornando a noi, i racconti degni di essere annotati e ricordati sono pochi, molto pochi. Molte delle persone che vediamo o delle cose che facciamo sono banali o comunque superficiali, nel senso che non generano moti dell'anima. Quando lo fanno, quando lasciano il segno, per un motivo o per l'altro, allora vanno raccontati, per non essere persi nella memoria. Mi ritengo una freudiana piuttosto convinta, nel senso che, a mio giudizio, la nostra mente tende a rimuovere quei particolari che potrebbero turbarci molto.
Di qui la necessità, il bisogno impellente di scrivere. Scrivere vuol dire fermare il tempo, in qualche modo, fermare la propria vita e darle un ordine mentale, fare il punto della situazione, mettere dei paletti. Quando sono agitata, anche fare un elenco delle cose da fare mi aiuta molto. Mi fa sentire organizzata, convinta di potercela fare. Scrivere come un dovere, il più importante. Fra diari, poesie e blog, scrivo da quando avevo dodici anni, nel terrore che arriverò a quarant'anni senza molti ricordi. Ma non credo sarà così.
Ci sono persone, fatti, luoghi, che entrano nella nostra vita e rimangono impressi nell'anima. Tra questi, per esempio, la mia prima ed unica cavalla, Beauty, una persona molto dolce a cui tuttora sono legata, Antonella, un ragazzo per me importante, E. (di cui non metto il nome per intero per un discorso di privacy), una mia "amica" delle scuole medie, Melania... Resteranno sempre con me.
Bacioni,
coccola5
ps. riguardo al post "Bilinguismo", non commentate, è una traduzione che avevo iniziato all'università e, non sapendo come spedirmela, l'ho postata qui, quindi sarà rimossa in settimana. Ri-baci.
giovedì 12 novembre 2009
Bilinguismo
domenica 8 novembre 2009
Pensieri
da tutti i miei sogni,
voglio trovarti sempre qui,
ogni volta che io ne ho bisogno.
Voglio volere tutto così,
voglio riuscire a non crescere.
Luciano Ligabue, Voglio volere
Sapete, mia madre dice spesso che sono "ingenua". Questo in senso buono, perchè tendo a vedere sempre la parte migliore delle persone. L'ho detto più volte qui, credo nell'intima bontà dell'uomo. I miei, forse perchè ormai sulla soglia dei cinquanta, tendono ad essere più diffidenti, a ragione o a torto non lo so. A me non piace criticare le persone, o dare loro un giudizio sull'aspetto esteriore, o su qualche raccontìno. Preferisco conoscerle bene e, generalmente, comunque esse siano.
Ho conosciuto tantissime persone in 19 anni. Sembrano pochi, eppure, le esperienze che finora ho fatto mi hanno portata in ambienti diversi. La mia fortuna, nel periodo adolescenziale, è stata quella di crescere in una classe comunista (e non si fa per dire), affiancata da un gruppo simile all'Azione Cattolica, e uscire a cavallo tra persone molto più grandi di me. Questo mi ha aiutata ad avere una prospettiva più aperta possibile sul mondo.
Voglio riuscire a non crescere perchè, in fin dei conti, mi piaccio così. A giorni antipatica da morire, forse per difendermi dal mondo, a giorni scherzosa e allegra. Ma sempre sincera, il più possibile oggettiva e analitica, anche quando si tratta di essere dura nei miei confronti, anche quando ci sono mille problemi. Mia madre dice che così non imparerò mai a "difendermi" dalla vita, ma a me va bene anche così. Come se la vita ci dovesse poi sempre ferire. Qualche volta succede, ma l'importante è prenderla con filosofia, senza drammatizzare. Non che io lo sappia poi fare sempre, qualche volta sono anch'io un'attrice teatrale di grande talento, ma.. ci si prova.
Lunedì inizio l'uni. Guida alle 8, bus alle 10, treno alle 12.30. Casa alle 22. Aiuto!! Tra autobus e treni ho davvero un sacco di ore buche, quindi credo che quest'anno passerò un sacco di tempo in biblioteca qui o a Mantova. A patto di scoprire dov'è. Tuttavia sono contenta di iniziare, di conoscere persone nuove, di studiare cose interessanti. Finalmente niente più Matematica, Educazione Fisica, Fisica! Ho tre ore di Letteratura Italiana la settimana, qualcosa mi dice che saranno le mie preferite!
A proposito, lunedì passo anche a trovare i vecchi professori del liceo, i miei amatissimi prof. Troverò quello di Lettere, che mi chiamava sempre signorina e mi dava del lei, e mi minacciava di mettermi 3 per la calligrafia minuscola. (Credetemi, leggere quello che scrivo a mano è davvero difficile. Pochi dei miei compagni mi chiedevano gli appunti, perchè incomprensibili, o al massimo volevano le fotocopie ingrandite.. fate voi!) Troverò quello di Biologia, che mi ha appassionata tantissimo alla sua materia, e troverò.. un sacco di dolcissimi ricordi. Voglio la mia vecchia classe!
coccola5
lunedì 2 novembre 2009
Poesia
Eugenio Montale, tratto da un'intervista
Il problema, a mio avviso, è che spesso è difficile parlare onestamente, senza muri, di sè stessi. Per questo motivo non scrivo poesie da qualche anno. L'ultimo periodo di composizione è stato difficile: schematizzavo le poesie, e riuscivo a rimanere su un verso anche per mezz'ora o un'ora. Alle volte le poesie si bloccavano a metà, una volta non sono riuscita a scrivere l'ultimo verso. Alla fine.. ho odiato tutto quello che ho scritto, e me ne dispiace.
coccola5
sabato 31 ottobre 2009
Worth it
Dopo lavoro sono rientrata subito a casa e, come sempre, quando qualcosa non va, non sono capace di trattenermi. Ne ho parlato con mia madre e poi, piano piano, tutta la cosa (che qui non racconterò per ovvi motivi di privacy) ha preso forma nella mia testa, e, sì, un pochino di ordine. Siamo rimaste a parlare fino alle 3.15, del mio lavoro, di lei, della famiglia, poi ancora di me. E' stata una bella chiacchierata; credo ne avesse bisogno anche lei.
La vedo stanca, in senso generale. Io la aiuto come meglio posso a casa, ma non credo sia questo. Forse è anche l'età e le mille preoccupazioni che la avvincono. In fin dei conti siamo uguali: se non facciamo andare tutto alla perfezione, proprio non siamo contente. Parlando delle mie amicizie, o sedicenti tali, alla fine le ho spiegato il motivo per cui mi trovo tanto con E.: non è soltanto una questione di sintonia, ma è anche una questione di leggerezza. So che quando ci vediamo passerò una giornata, o serata, leggera: trattiamo argomenti superficiali, senza confidarci troppo, beviamo un caffè e facciamo due battute, ma soprattutto stiamo in silenzio. Il nostro è il primo silenzio che riesco ad affrontare serenamente nella vita. In genere ho il terrore, quando esco, di non sapere cosa dico alle persone: con lui questo non accade. Restiamo lì, lo sguardo assorto, per qualche minuto, poi riprendiamo lentamente la conversazione. Il fatto è che, a mio avviso, avere degli amici "superficiali", o perlomeno con i quali si trattano argomenti leggeri, è importante: distraggono dalle preoccupazioni della vita, dall'autocritica costante e spietata che ci facciamo quotidianamente.
Ogni tanto dobbiamo lasciarci stare, mandare a 'fanculo il mondo e pensare che, dopotutto, la nostra vita è splendida così e, comunque sarebbe andata, non avremmo potuto fare di meglio. Il mio lavoro, paradossalmente, mi ha fatta accettare. Anche le nuove amicizie hanno sortito quest'effetto: lasciarmi finalmente in pace, farmi vedere il bello di me, almeno in senso fisico. Ed è già un passo da gigante: my life has changed so much... and, Jesus, it is so much better now!
Ho riascoltato oggi una canzone vecchia dei Sum 41, famosa a suo tempo, "Pieces". C'è una frase che mi si addice perfettamente: "I tried to be perfect, but nothing was worth it". Nothing was worth it. Even now there still ain't something worth it, there'll probably never be. So I am, so we are, and we're the best thing in the world. Ever.
coccola5
ps. devo aprire urgentemente una sezione scherzosa per questo blog, altrimenti diventerà la cosa più barbosa sulla faccia della terra!! pps. ringrazio per gli auguri di compleanno, mi hanno proprio fatto piacere. =))) Purtroppo i commenti hanno deciso, di nuovo, di scioperare. E sono peggio dei treni.
giovedì 29 ottobre 2009
Cronaca analitica
Tralasciando le lamentele, la settimana sta scorrendo abbastanza bene. Porterà sfortuna scriverlo adesso, ma sembra che stia finalmente andando d’accordo con mia madre. Un vero e proprio dono del cielo. Il nostro rapporto, l’ho scritto più volte, non è mai stato tranquillo, un po’ perchè caratterialmente siamo molto simili, un po’ per un diverso modo di di vedere il mondo. Questo intervallo di pace però mi sta piacendo molto, perchè è bello essere in sintonia con la propria famiglia, mi fa proprio sentire felice.
Stamattina sono andata a fare gli ultimi acquisti preuniversitari in fatto di vestiario: un paio di jeans stretti e una maglia nera, con stampati sopra dei visi femminili, stile Andy Warhol, per intenderci. Sono uscita con E. Sono state tre ore carinissime, anche se non abbiamo parlato poi tantissimo. Più che a negozi siamo andati a bar: prima a casa sua, abbiamo fatto colazione con un caffè e due chiacchiere, aspettando di svegliarci per bene, poi, dopo i jeans, in un baretto con due cannoncini alla crema e un cappuccino. Ci vedremo il mese prossimo: dobbiamo entrambi comprarci un paio di scarpe, io le Converse a stivaletto, lui non ne ho idea. Mi piace uscire con lui, soprattutto perchè vediamo la vita allo stesso modo, abbiamo gli stessi guai e la stessa età e, nonostante le nostre vite differiscano per molti altri aspetti, ci calmiamo un po’ entrambi. Quando siamo usciti anche con B. non era la stessa cosa: lui è più estroverso e casinista e, honestly, non mi piace la gente che urla o che parla di cose schifide... no, grazie!
Ieri sera ho incontrato M., un mio amico che non vedevo da secoli. Era tanto stravolto dalle mie posizioni sull’omosessualità da volermi incontrare. Io gli ho spiegato che sono molto aperta, e non ho nessun problema ad accettare un amico gay, lui.. mi è sembrato parecchio a disagio. La cosa che mi fa pensare è molto semplice: il fatto che un tuo amico sia o meno gay, non è cosa che abbia a che fare con la tua vita, ma solo con la sua. Non sei tu a fidanzarti con uno, o ad andarci a nanna insieme, quindi perchè tanti problemi? Non capisco la gente.. Una frase che spesso uso è proprio questa: “è la vita degli altri, e noi non siamo proprio nessuno per giudicarla.” Tuttavia, se la gente sapesse accettare la diversità e considerarla una ricchezza, invece che una cosa da condannare, forse avremmo molti meno problemi. E questo è anche un problema tipicamente italiano, anche dello Stato, costretto nella sua inquadratura cattolica tradizionalista e incapace di guardare al di là.. Sono fiera di essere italiana, ma non sono altrettanto fiera dei miei politici e delle loro scelte. Tutto qui.
Sapete, ero convinta di scrivere un post romantico, o qualcosa di dolce, o comunque simili. Invece mi ritrovo con una cronaca analitica degli ultimi avvenimenti. Dovrei riprendere la mia severità nel giudicarmi, nel guardarmi dentro, eppure ho una gran confusione in testa. Non riesco a fare ordine, anche se riconosco che scrivere aiuta parecchio. Sono felice, eppure confusa... aaaaaahh, datemi tempo! Anzi no, datemi delle scatole per sistemare tutto!
A riscriverci,
coccola5
venerdì 23 ottobre 2009
Buon compleanno a me!
Eccomi qui, nel mondo dei 19 anni. Nulla in realtà è cambiato da ieri sera, dal 22 ottobre, ore 23.59. Però è magnifico svegliarsi la mattina e pensare "un anno in più!, una giornata di auguri e di pensieri per me". Confesso con molto piacere che, seppure con un semplice sms, mi hanno fatto gli auguri persone che non credevo si ricordassero di me. Anche su Fb ho ricevuto auguri inaspettati, la cosa mi ha resa stra-felice.
Stasera lavoro, domani anche, poi una piccola festa in discoteca. L'anno scorso, per i 18, avevo invitato un po' di gente, circa una quindicina di persone. Stavolta, me compresa, siamo in cinque, ma va bene così. Festeggio solo con i miei colleghi di lavoro, le persone cui più mi sono affezionata negli ultimi due mesi. I miei erano un po' dispiaciuti, ma non intendo festeggiare con persone che non tengono particolarmente a me. E' strano da raccontare, ma lo scorso anno, non mi sono sentita la protagonista della mia festa, solo un'invitata.. Non ho voluto rifare lo stesso errore. Tra parentesi, fosse stato per me, avrei invitato soltanto B. ed E., poi ho pensato che non era il caso di fare l'asociale!
Un bacio a chi mi penserà in questa giornata!
coccola5
lunedì 5 ottobre 2009
Senza parole
Il punto è molto semplice: se non ti va di uscire con noi non è un problema, però non raccontare ad E. (o a B.) una cazzata e a me un'altra, almeno per una questione di astuzia. Se io ed E. andiamo fuori insieme, non ti pare che prima o poi potremmo parlarne, e che tu potresti fare la figura dell'idiota?
Io non sopporto gli ipocriti, o comunque le persone double face. Proprio non mi vanno giù. Io sono diametralmente diversa: non ho una tendenza alla bugia, preferisco essere sincera, per quanto è possibile. Questo non significa che io racconti tutto a tutti, tutt'altro, in genere sono piuttosto riservata e parlo poco di me, però non ho problemi a spiegare che non posso fare le otto della mattina in discoteca perchè a casa rischio un nuovo e aggressivo taglio di capelli.
La sincerità semplifica i rapporti, almeno a mio avviso.
coccola5
ps. mi torna alla mente un video molto appropriato all'argomento di oggi, un video del mio personalissimo mito, Vasco Rossi. Vasco Rossi - Senza Parole
giovedì 1 ottobre 2009
Sogna l'innocenza
Ditemi che ne pensate!
" 'Ora voi ricchi piangete e gridate per le sciagure che cadranno su di voi' (Gc 5,1). Salvare il mondo è recuperare lo spazio da dare al bambino, perchè il bambino, anche quello che è dentro ogni uomo, recuperi i sogni. Per salvare il mondo bisogna fare in modo che i bambini non invecchino della vecchiaia di chi non sogna più, non siano schiacciati dalla mancanza di speranza.
Scandalo è una pietra di inciampo, un impedimento alla libertà del cuore, è voler seguire percorsi alternativi alla verità e alla trasparenza. Per salvare il mondo, per salvare i nostri bambini è urgente che ognuno lotti contro lo scandalo per andare verso l'innocenza, nella sua stessa direzione."
L'articolo dà nel suo insieme una prospettiva cristiana, ma queste parole danno, mi hanno dato, nuova linfa. Scientificamente è stato provato che non si vive senza sogni. I sogni più belli sono quelli fatti ad occhi aperti, la mente concentrata sul proprio futuro, con la consapevolezza che si può, e si deve, "cercare di lasciare il mondo migliore di come l'abbiamo trovato" (Baden Powell, fondatore del movimento scout).
Sono convinta che a tutt'oggi i bambini siano troppo proiettati nel futuro, fin dall'infanzia. Strumenti come il cellulare a nove anni, l'eccessiva tv e i videogiochi, spesso li uccidano dentro. Da bambina avevo una fantasia molto sviluppata, scrivevo tantissimi racconti e storielle, più di quanto non faccia ora. I bambini di oggi sono bambini solo nel corpo, e, purtroppo, non più nello spirito.
coccola5
ps. voglio pubblicare qui, a piè di post, la frase finale dell'articolo, che non ho riportata prima, onde evitare di entrare nell'ambito propriamente spirituale. "Difficile in questi tempi farsi bambino, ma per chi crede nel Maestro di Galilea l'ora più buia della notte è sempre quella più vicina alla luce del giorno".
pps. aggiungo qui il link di Famiglia Cristiana.
mercoledì 30 settembre 2009
Patti chiari... amicizia lunga - Regole
Rispetto per la mia vita e per le mie scelte, per i miei amici, che sono in questa sede intoccabili e iper-protetti, e per tutto quello che riguarda le cose che vengono qui narrate. Il fatto che io scelga di tenere un blog non significa che la mia vita possa essere giudicata da chiunque.
Scrivo questo a seguito di un commento un tantino spiacevole, ma tant'è. La faccenda è stata chiarita e il commento è rimasto, ma dalla prossima volta i commenti saranno cancellati senza esitazione. Non è questione di chiusura mentale, solo di "privacy". Se non vi piaccio, sul Web ci sono milioni di altri blog, anche più interessanti del mio.
Cambiando argomento, ho fatto un po' quiz per la patente. su 15, ne ho passati 12. Mica male! Domani fisso l'esame di teoria, anche perchè il foglio rosa mi scade a gennaio e devo sbrigarmi!
Prosegue la lettura de Il petalo cremisi e il bianco, e, a proposito, per correttezza devo informarvi che il nome dell'autore non è Michael Faber, bensì Michel. Devo aver sbagliato a digitare. Se mi date qualche giorno vi racconterò meglio l'argomento e la strategia narrativa, è molto interessante.
Stasera ho dedicato parte del mio tempo alla poesia. Ho interrogato mia sorella sulle figure retoriche, così ho ripassato anch'io! Di alcune avevo solo un vago ricordo, ho scoperto! Mi dispiace molto non fare più Latino e Greco, erano le mie materie preferite e mi mancano molto, prof compreso. Il suo modo di spiegare, di interessarsi alla critica rendevano le lezioni molto interessanti. Io poi sono molto curiosa, e, dove mi interessava particolarmente mi sono fatta dire proprio tutto!
Devo vedere, tra le altre cose, di studiare un po' di Storia del Novecento italiano, a partire dal secondo dopoguerra. Il mio prof era molto lento e ci siamo fermati alla seconda guerra mondiale. Andrò a rispolverare il mio vecchio libro di storia!
Vi lascio, Morfeo mi chiama a gran voce!
coccola5
lunedì 28 settembre 2009
ArtClub - Pensieri
Ieri sera dopo lavoro sono uscita con B. ed E. Si può dire che esco praticamente solo con loro nell'ultimo periodo. Siamo andati verso Brescia, in una discoteca molto bella e, per quanto possa sembrare assurdo, abbastanza calma. Nel garden esterno c'erano diversi divanetti e si poteva star seduti a far due chiacchere senza l'incubo della musica assordante. Vi confesso che non ho mai amato particolarmente la discoteca, nè come tipo di serata, nè di divertimento. Preferisco in genere un film in compagnia, quattro risate ai giardinetti della mia cittadina.. cose così. Poi ho scoperto che, sentendo il ritmo della musica, mi concentro molto sui miei movimenti e quindi non penso a nient'altro. L'espressione del mio viso si fa annoiata, E. dice che sembro triste ma non è così, la gente mi osserva, qualcuno forse mi desidera e, finchè non mi strattonano, va bene così. Fa bene starsene beata senza l'incubo di dover per forza parlare, fare una battuta, un commento. Ha questo vantaggio la discoteca. Noi poi ci vogliamo bene anche così. E. è sempre molto carino con me: mi spiega tutto, non mi forza a bere o altro, guarda sempre se ci sono. Sono un po' la sua novellina, quella da iniziare agli orari tardi, ai drink che si sentono subito e che fanno girare tutta la stanza, ai genitori che poco importa se dormono o meno sonni tranquilli.
Alle volte mi fermo, mi chiedo se tutto questo sia giusto, se abbia un senso oppure no. Fare la bella (e trasgressiva) vita, dire tante cazzate e poi lottare con il sonno e con lo stomaco la mattina dopo. [Perchè questa, di mattina, non è stata particolarmente d'oro, nonostante il detto reciti il contrario. Il mattino, qualche volta, ha un senso di vomito in bocca, e uno stomaco da pugnalare.] Però andare a letto sereni, a parte tutto, addormentarsi col sorriso, anche se per due ore appena.
coccola5
ps. ut dixi poco tempo fa, sto cercando delle icons carine su Fucker Graphic da inserire nei post. Se qualcuno potesse segnalarmi blog o forum "specializzati", gliene sarei davvero grata. O magari anche un link ad un tutorial, che sarebbe la cosa migliore in assoluto. Baci baci.
pps. vi lascio con questo video: http://www.youtube.com/watch?v=TtXRJmOmxR8 (Pane di vita nuova - Monsignor M. Frisina). "Pane di vita nuova, vero cibo dato agli uomini, nutrimento che sostiene il mondo, dono splendido di Grazia." Per non dimenticarci mai che a Lui dobbiamo tutto, e che a Lui soltanto vanno la lode e l'inno in eterno. Ri-baci.
sabato 26 settembre 2009
Selvatica
Vi dico questo perchè stasera, in ristorante, parlavo con B. ed E., miei amici e colleghi. “Eccola!”, ha esclamato E. in tono canzonatorio, “arriva la Scioltezza fatta persona!”. Il commento, lo ammetto, risponde perfettamente al vero. Forse sono stata scottata dall'esperienza lavorativa di giugno al McDonald's, sta di fatto che non riesco a fare battute come loro, mentre gli altri ragazzi nuovi sì.
La cosa non mi secca particolarmente, so che per aprirmi con le persone mi ci vuole molto tempo, ma B., e soprattutto E. premono molto, col risultato che adesso spiccico quasi solo lo stretto necessario. E. mi invita in discoteca, io accetto o no, e il sabato dopo siamo punto a capo. Mi sto molto legando ad E., temo sempre che gli possa succedere qualcosa, forse perchè la mia città, e la provincia soprattutto, non sono poi così gay friendly. B. mi ha detto che le aveva prese tempo fa, credo per una questione politica; la cosa mi ha atterrita.
Tornando a noi, anche M., il mio capo, mi ha fatto notare la stessa cosa. Ho chiarito subito che il problema non è di natura lavorativa, anzi, non potrei trovarmi meglio. Gli ho detto che sto avendo dei problemi fisici per il fatto che, senza volerlo, ho perso più di 4kg (e questo senza una ragione apparente), ma che per la mia “rigidità” non so proprio cosa fare.. Fra un po' passerà, lo so. Mi serve molto tempo.
Ho dovuto scrivere tutte queste cose; credo d'altra parte che se le avessi tenute dentro non riuscirei a dormire, quando chiuderò il portatile e cercherò il sonno. Tutte queste parole, tutte le novità mi fanno pensare molto. Mi servono tempo e carta, o per lo meno un blog, su cui annotarle. Mi serve tenere la mia kefiah bianca e nera al collo, farle prendere il mio odore, che adesso sa ancora di nuova. Mi serve per proteggermi. Da che cosa poi non lo so, ma.. devo attendere piano che tutto passi. E poi passerà.
coccola5
venerdì 25 settembre 2009
Pomeriggio
Comunque, mi sono trovata con F., una mia cara amica del Liceo, in città. Abbiamo fatto un bel giro: finalmente ho comprato la kefiah bianca e nera di cui vi parlavo un paio di giorni fa, ho preso un altro libro, che sono ansiosissima di cominciare (Il petalo cremisi e il bianco, Michael Faber, Einaudi Editore), ovviamente in contemporanea con Venuto al mondo della Mazzantini.
Io ed F. abbiamo parlato di vestiti, novità, università, una veloce domanda su possibili e/o improbabili fiancé (se qualcuno sapesse il plurale me lo scriva, please, non riesco a immaginarmelo! ^_^), genitori impossibili come i miei.. Ci siamo fatte un sacco di belle risate.
Mi sento cambiata in quest'ultimo periodo. Più serena, con il cuore finalmente a posto. So che le cose che prima erano andate, passatemi l'espressione, a farsi benedire, si aggiusteranno. Forse anche la crisi spirituale, lo spero tanto. Incontrare persone nuove mi ha fatta sentire viva, nuova io stessa, finalmente considerata, anche per una battuta. Mica male, eh?!
Stra-baci,
coccola5
giovedì 24 settembre 2009
Cieli
Mi piace guardare il cielo, ma non per una qualche ragione filosofica, semplicemente perchè spesso le nuvole formano fantasie molto belle. Il cielo non è uguale ovunque indistintamente. Con particolare affetto ricordo i cieli di Francia. Gli ultimi di cui conservo memoria li ho osservati nel mio ultimo viaggio (una vacanza studio) a Parigi. Non potevamo muoverci liberamente nemmeno nella struttura che ci ospitava, così spesso restavamo distesi sul prato a raccontarcela spassionatamente. Dovrei postare delle foto.
Un altro cielo di cui conservo un bel ricordo riguarda la laguna veneziana. Con mia madre e i miei due fratelli avevamo passato un weekend a Cavallino, in campeggio. Saremmo dovuti rientrare domenica, ma un forte acquazzone ci ha costretti ad anticipare il ritorno. Disfatte le tende in praticamente cinque minuti siamo ripartiti. Quando poi ha smesso di piovere, il cielo era un di un rosso stupendo. Siamo andati a visitare un faro poco oltre.. che nostalgia!
Alzare gli occhi verso l'alto ci fa sentire meno soli. Vediamo che il mondo non è tutto racchiuso nei pochi angoli di cui facciamo parte, che è molto più grande e, forse, molto più bello. Questo dona nuova forza, un impulso forte alla vita, e nuova speranza.
Tanto per restare un pochino filosofica, dato che non posso farne a meno, vi inserisco questa piccola frasetta: "mio malgrado l'infinito mi tormenta" (di A. de Musset). E' una frase generalmente legata al movimento romantico, ma voglio fare emergere anche l'eterno binomio cielo-infinito, e credo sia un buon completamento per un post sul cielo.
coccola5
ps. Mi piacerebbe inserire delle icons carine su questo post e il precedente. Non avendole trovate ora, prometto di inserirle più avanti. Stra-baci.
martedì 22 settembre 2009
diventare sè stessi
Ci pensavo oggi, dato che le cose più belle a me vengono nei momenti più insignificanti. Tipo mentre stai lavando i piatti.
Saper essere e rimanere sè stessi è l'impresa più bella e straordinaria della nostra vita.
Tante volte, ve lo assicuro, sono tentata di cambiare radicalmente. Mi dico che dovrei adottare uno stile diverso nel vestirmi, più alla moda, più conforme, un taglio di capelli che renda giustizia alla mia povera testa (e ci vorrebbe davvero!), un carattere più estroverso e meno riservato. In quei momenti mi sento tutta sbagliata, come se Chi mi ha progettata non avesse considerato bene le conseguenze nel creare una tipetta come me. Una ragazza introversa, semplice e sempre senza trucco, tacchi alti e troppi fronzoli per la testa. Una brava e normale ragazza. Non do nell’occhio, e quando qualcuno mi nota, fa dei commenti o parla di me, vi confesso che è un po’ una tortura. In genere faccio in modo che la gente non parli di me, dev’essere un modo per difendermi.
Le scuole elementari e medie non sono state esattamente il periodo migliore della mia vita, i miei compagni mi prendevano in giro per via del cognome e per il fatto che a 9 anni ho iniziato ad andare a cavallo, e io mi ero molto isolata. Questa è una parte della mia storia che in genere tengo chiusa nel cuore con il lucchetto, e non racconto mai a nessuno. Neanche (o quasi) ai miei amici più cari. Mi rendo conto che questo significa non aprirsi, o, se volete, non essere del tutto sinceri, ma in genere, quando mi chiedono com’ero da piccola, cerco sempre di tagliare corto e cambiare argomento. La “trasformazione” di cui sono un pochino più orgogliosa è quella del Liceo: frequentare un Liceo Classico per cinque anni, e soprattutto con la classe che ho avuto, mi ha aiutata parecchio. I miei compagni, tra battute e commenti (e commentacci), non hanno mai risparmiato nessuno, e ho dovuto imparare a difendermi con le parole. È stata un’impresa, credetemi: il fatto di essere gentile per natura mi è sempre stato di ostacolo, anche nel rifiutare di aiutare qualcuno che mi aveva fatto dei torti. Eppure, dice Vasco, “adesso sono qui”.
Mi sono persa, me ne rendo conto. ^_^ Spero che abbiate comunque capito ciò che volevo dire. Il fatto è che nessuno deve sentirsi in dovere di cambiare perché giudicato dagli altri: questo è il più grande torto che possiamo fare a noi stessi, e, francamente, il modo più veloce per finire in analisi. La nostra prima e principale missione è quella di diventare noi stessi, ossia di sviluppare la nostra personalità cercando di smussare i difetti e di evidenziare e potenziare i nostri pregi. Mettere a frutto, scommettere sui nostri talenti, come diceva Gesù. Su ogni vita si può scommettere moltissimo, ne sono certa.
Un forte abbraccio,
coccola5
ps. perdonate il mio periodare un po' intricato e, tavolta, sconnesso. So che dovrei semplificare parecchio la mia scrittura, ma questo è il defluire dei miei pensieri. Prendetelo come uno stream of consciousness, o un interior monologue, se volete. Un po' una sperimentazione attualizzata del grande Joyce. Tanti cari saluti.
domenica 20 settembre 2009
dettagli
Fatta questa premessa, vi racconto. Ieri sera, verso l’una, sono uscita con due miei amici, B. ed E., che, per inciso, sono gay. Andiamo in un piccolo bar poco distante dalla mia cittadina, all’aperto, tanto per berci qualcosa e fare due chiacchiere. Parlando, E. racconta velocemente di alcune serate in cui si era vestito (da donna, ovviamente) e infilato i tacchi alti, di cerette.. Io rido tranquillamente con lui e tutti gli altri. Non considero strane queste cose e, in un certo senso, mi divertono. B. parla poco, ogni tanto fa qualche battuta ma di sé non svela nulla, o quasi.
Più tardi decidiamo di prendere la macchina e di andare dal “Merd”, un paninaro, di quelli a bordo strada, poco distante. In macchina si parla. E.: “ma secondo te di me lo ha capito?” B.: “non lo so, magari sì.” E., sbottando: “beh dai, cazzo, se non lo ha capito quando ho detto che mi vesto.. su, svegliati, caro!”. Io ascolto e basta. Preferisco non entrare in questa conversazione tanto delicata. B.: “secondo te, invece lo ha capito di me?” E.: “non credo...”.
Progetti futuri. Comprare una kefiah bianca e nera. Mi piace molto, e la indosserei per solidarietà verso il popolo palestinese. Finire di studiare per la patente (ah, maledetta!). Cominciare l'università.
A bientòt!
coccola5
mercoledì 16 settembre 2009
Inizi
Il rientro a scuola è sempre stato per me un evento "felice". Non fraintendetemi, non amo passare le mie ore sui libri di scuola, ma mi piaceva l'atmosfera della mia classe. Stare insieme fino alle 16, anche se lungo, era divertente, e i professori non ci rendevano le ore insopportabili.
Quest'anno inizio piuttosto tardi, a novembre. Sono eccitata per l'inizio dell'uni, anche se mi dispiace proprio perdere i miei vecchi amici. Farne di nuovi sarà un'operazione lunga e paziente, ma ci devo pur provare, no?
Voi avete già cominciato? Come vi trovate?
baci,
coccola5
domenica 13 settembre 2009
Lo pseudo-ladro
Se proprio ieri affermavo di non avere novità, beh, mi contraddico ora. Un’amica di Splinder commentava tempo fa che con me non ci si annoia mai, ed effettivamente non posso darle torto.
Da alcuni giorni non riesco a dormire molto bene: mi sveglio spesso, ho freddo, sonno leggero.. Stanotte, dopo essermi addormentata alle 3.30, mi sono svegliata alle 6. Vado in bagno, e da lì sento dei rumori provenienti dalla cucina. Essendo a casa da sola, mi agito molto e in fretta. Inizialmente penso di essermi un po’ auto-suggestionata, ma poco dopo il rumore torna: sono delle tazze che vengono spostate e appoggiate. Non vi dico la mia ansia! Spostando la tendina della finestra in corridoio (si intravede bene quello che succede in cucina) vedo la sagoma di un uomo. ‘Santi del Paradiso e Vergine Madre!’, penso, ‘ci sono i ladri!’. Memore degli ultimi fatti di cronaca, decido che affacciarmi sulla porta della cucina non è una buona idea, sveglio mia sorella in preda al panico e guardiamo nuovamente assieme. Con la tremarella fino alle punte dei capelli, ci avventuriamo in cucina e.. non indovinerete mai chi fosse l’intruso! No, non il gatto o il cane, ma mio nonno!
Ora, direte voi, che diavolo ci faceva tuo nonno da te, e soprattutto a quell’ora?? Buona domanda. La mia famiglia ha un piccolo vigneto e un orto, e mio nonno, da alcuni anni, se ne prende cura giornalmente. Stamane, dovendo andare via presto, è arrivato prima e ha pensato bene di farsi il caffè. Ora, dico io, non si entra in casa degli altri a siffatta ora, anche perché, essendo il mio sonno assai leggero, potrei svegliarmi (com’è successo), pensare che ci sia un ladro (com’è successo) e avere un infarto (com’è successo). Le gambe mi sono tremate per dieci minuti abbondanti!
coccola5
sabato 12 settembre 2009
News
Dovete proprio perdonare la mia inattività virtuale degli ultimi giorni. Il fatto è che non ho avuto molto da scrivere, poi ci sono stati problemi con Splinder...
Ultimamente mi crogiolo nell'attesa di inizio università, che per me sarà a Novembre (aiuto!), faccio qualche traduzione per prepararmi al test d'ammissione, e leggo. Ho preso Venuto al mondo di Margaret Mazzantini, per adesso ho letto le prime 60 pagine ma lo adoro!
Quest'anno sembra essere particolarmente in voga anche Zia Mame, la storia di un ragazzino che si trasferisce da una sua zia piuttosto eccentrica, e penso che lo leggerò.
Non ho molte altre novità, a parte per il fatto che penso di essere facebook dipendente. XDXD Ci passo un sacco di tempo, se qualcuno volesse aggiungermi, può mandarmi un mp.
Scappo, ho un po' di cose da fare!
coccola5
sabato 22 agosto 2009
Lessinia
Gli ultimi giorni sono stati pieni di vita. Dopo il ritorno dal campo-scuola, ho partecipato ad un trekking a cavallo con i miei e i loro amici, praticamente le uniche persone che conosca che fanno passeggiate lunghe a cavallo dappertutto.
I primi due giorni sono stati difficili: non uscivo da un paio di mesi, la cavalla (Beauty) era nervosa e continuava a trotterellare, io a sera non mi muovevo praticamente più! Lunedì e martedì un nostro amico ci ha accompagnati, e abbiamo fatto due giri meravigliosi tra le montagne della Lessinia. Devo essere sincera, i paesaggi erano magnifici e tornerei anche subito! La nostra guida, P., ha 81 anni, ma è come se ne avesse venti, sia fisicamente che mentalmente. Ricorda ogni cosa, sale e scende da cavallo con grande agilità. Dovreste vedere il suo cavallo, Siro: è, a mio avviso, ingestibile. Galoppa ad ogni salita, e se trattenuto si impenna, calcia, infine alza la testa e P. non ha più nessun controllo su di lui. Pensate che i nostri cavalli, correndo, fanno circa i 40 km/h, ma Siro ne fa certamente 50. Noi non riusciamo a stargli dietro!
Gli ultimi due giorni sono stati assolutamente stupendi. Beauty si era calmata, perciò andavamo molto più d'accordo. Abbiamo fatto qualche foto assieme, sono proprio belle.
E queste sono un po' le mie ultime news. Ci sarebbe dell'altro, ma, solo per scaramanzia, voglio aspettare a raccontarvi. Intanto devo ringraziare Lui, per l'appoggio di stasera. Non so come farei senza di Te!
coccola5
ps. C'è una canzone di Vasco che a me piace moltissimo, guardate il video, per favore. E' Stupendo. Perchè stupenda è la vita.
"E mi ricordo chi voleva un mondo meglio di così." Vasco Rossi - Stupendo
domenica 16 agosto 2009
Rimini 2009 - Gli altri
Ieri si è concluso l'ultimo campo-scuola della mia vita. Quante cose stanno finendo in questo periodo! Liceo, Biennio della Fede... mi sento un po' abbandonata! =)
Ho avuto modo di riflettere venerdì pomeriggio, quando abbiamo fatto un momento di "deserto". Ci sono state date due ore da passare in solitudine con Dio e la nostra vita, e penso di aver fatto un lavoro carino. Ma vi spiego tutto per bene.
Quest'anno abbiamo fatto il campo a Igea Marina, un paese dopo Rimini. Il tema scelto era il servizio, visto come un mettersi a disposizione per gli altri in vari modi: attraverso l'ascolto, una mensa, un centro di recupero per tossicodipendenti, il dono dell'affetto attraverso la casa-famiglia. Siamo passati da una realtà all'altra: abbiamo parlato con i volontari dell'associazione Papa Giovanni XXIII, che aiuta attraverso piccole comunità i drogati, abbiamo visto S. Patrignano, e abbiamo ascoltato la testimonianza di Simone, che vive in casa-famiglia con cinque persone portatrici di disagio mentale.
Non riflettere è stato per me proprio impossibile. Ho cercato di osservare le situazioni, di dare forma a visi ed espressioni, di interrogarmi a lungo. Ho scoperto una piccolezza, un'ovvietà che prima sfuggiva al mio punto di osservazione: tutte le persone possono essere il mio prossimo e avere bisogno del mio aiuto, indipendentemente dalla loro condizione e dal loro essere. E' un'ottica che è scaturita dal notare la normalità degli ex drogati, dei visi di quanti si presentavano alla mensa dei poveri. Se non le avessi conosciute in tali circostanze, avrei detto che fossero universitari o normali lavoratori, gente che conduce una vita del tutto tranquilla, conformista.
Invece mi hanno stupita. Mi hanno raccontato le loro storie, la gioia del rinascere e del risollevarsi, il sollievo della liberazione da una dipendenza, la riscoperta dei valori. Non avevano paura. Avevano affrontato tutto il loro passato, e, pur non parlandone nel dettaglio, si intuiva che erano riusciti a perdonarselo.
Di qui l'esigenza di realizzare qualcosa di grande. So di dover cominciare dalle piccole cose, ma ho delle idee in mente. Cominciare, a tempo debito, con il volontariato. Leggere la Parola. Trattare ognuno con la massima gentilezza, proprio come se in quel momento avessi davanti Gesù in carne ed ossa. Ascoltare. Rivolgere la parola a chiunque voglia dirmi qualcosa. Un amico, tempo fa, mi ha detto che ho il diritto ed il dovere di fare della mia vita un'armonia, un'opera d'arte. E' qualcosa che mi si è incollato dentro, come un precetto. Vivere, dice il mio personalissimo mito, è come un comandamento. Non ha senso vivere se non si vive alla grande, ogni giorno come se fosse il migliore.
Due citazioni bibliche mi sono rimaste nella mente per tutto il campo, tratte da s. Paolo: dove ha abbondato il peccato, ha sovrabbondato la grazia (Rm 5,20) e ti basta la mia grazia (2Cor 12,9).
coccola5
venerdì 24 luglio 2009
Giudizi
Mi dispiace avervi fatto preoccupare nell'ultimo post, non era mia intenzione. Purtroppo la brutta notizia mi aveva particolarmente sconvolta e, in quello stato, penso sempre al peggio. Non mi è ancora concesso raccontarvi cosa sia successo, sfortunatamente niente di piacevole.. Gli ultimi giorni a casa sono scorsi abbastanza tranquilli.
L'evento clou di questa settimana è stata la festa di maturità che ho dato mercoledì a casa mia. Davvero una bella seratina. Avevo invitato circa trenta persone, si sono presentati quasi tutti. Alcuni di coloro che hanno rinunciato mi hanno dato delle motivazioni particolarmente plausibili, del tipo “scusa ma sabato parto per la Spagna e devo fare le lavatrici e stirare”... non è uno scherzo! Io non ho risposto per una semplice questione di cortesia, ma scusa, tu le lavatrici le fai di mercoledì, tre giorni prima di partire, e soprattutto dalle 21 all'1 di notte?!
Ma sono bravissima a divagare, e gran poco a rimanere in argomento. Per la festa avevo chiamato in mio aiuto mia madre, mia sorella e persino mia nonna, che ad essere sincera era venuta più di sua spontanea volontà che altro, ma poco importa. Sta di fatto che alle 17 avevamo già preparato bruschette, spiedini di frutta e macedonia e mi restava solamente da apparecchiare fuori. Mio padre aveva montato le lampadine come per una festa in spiaggia, preso fiaccole e vi confesso che alle 21, quando la festa è iniziata, c'era davvero una bellissima atmosfera. Non ringrazierò mai abbastanza i miei e tutti quanti mi hanno dato una mano per preparare e organizzare la festa.
Volevo fare qualche considerazione su quanto successo a fine serata. Eravamo rimasti un gruppetto di circa dieci persone, ma ci sono stati dei pettegolezzi piuttosto vivaci su alcune persone. E' chiaro che non mi interessa mettervi qui al corrente dei commenti fatti, piuttosto pensarci un attimo. Quando sentite critiche feroci, talvolta addirittura offensive, non pensate mai che la volta dopo potreste essere voi a sedere al tavolo degli imputati? E' evidente che delle persone citate “in giudizio” ho un'opinione più o meno precisa, ma questo pensiero fa generalmente da deterrente: mi fa cioè trattenere dal criticare io stessa, per quanto possibile, gli altri. E' una questione semplice: mi astengo, se posso, perchè non mi sembra un atteggiamento maturo né cristianamente né umanamente parlando. Cerco sempre di avere una visuale più ampia e oggettiva sulla faccenda, a 360 gradi. Mi piace essere critica in modo costruttivo, apportare sempre qualcosa di positivo. Dall'altra parte non posso pensare ossessivamente a quanto verrà o viene già detto su di me. E' chiaro che, per un fatto o per un altro, ci sono delle “voci” che mi riguardano, ma questo non mi deve toccare. Fino a poco tempo fa, lo confesso, cercavo di essere il meno possibile al centro della scena. Credevo che così facendo avrebbero parlato meno di me, che mi avrebbero nominata raramente. Non è vero. Il giudizio degli altri sfiora ognuno di noi nel bene o nel male, non risparmia nessuno. Il grande passo per me è stato capire che devo andare bene principalmente a me stessa. Qualunque cosa farò troverà qualcuno che non apprezza, o qualcuno che la elogia. Solo, non mi deve toccare. Deve scivolare come la pioggia da un impermeabile.
coccola5
lunedì 20 luglio 2009
Auguri
Vi è mai capitato di avere una forte preoccupazione? Di avere un terribile senso di ciò che è accaduto? I pensieri scorrono velocissimi, inarrestabili, l'uno dopo l'altro e non danno tregua. Sconnessi fra di loro, eppure aumentano l'energia cinetica del tuo cervello. E' quasi qualcosa di chimico.
A te questo personalissimo augurio.
Ci saranno momenti più difficili, montagne più alte di questa da raggiungere, pareti più ripide da scalare. Che l'unica nostra Forza non ti abbandoni mai. Che ti sia Guida, Avvocato, Conforto e Salvezza. Che ti suggerisca le parole che pronuncerai, che apra i tuoi occhi alla sua Luce. Non temere, Figlio. Lui ti sarà accanto in ogni momento.
Come i cieli sono alti al di sopra della terra,
così sono le mie vie più alte delle vostre vie,
e i miei pensieri più alti dei vostri pensieri.
(Isaia 55,9)
coccola5
ps. Mi scuso con i lettori per questo post enimagtico. Purtroppo un blog pubblico non è una buona sede per parlarvi di sciagure, soprattutto quando gravi e non personali. Non abbiatemene a male, vi racconterò più avanti l'accaduto. Promettetemi solo un pensiero. Infine, ma non meno importante, può darsi che sarò costretta a lasciare "Germogli di noi" per un periodo. E' una questione di sicurezza, e comunque vadano le cose non intendo chiudere, almeno per ora, il blog. Vi aggiornerò più avanti, magari fra alcuni giorni.
Abbiate, carissimi, sempre il sole davanti agli occhi. Non lasciatevi spaventare da niente e da nessuno. La vita continuerà sempre, per voi e per gli altri, in qualunque circostanza. Solo il tempo lenisce ogni ferita. Non accontentavi dell'orizzonte, abbiate il coraggio di cercare l'infinito.
domenica 19 luglio 2009
Michael Jackson - Le cose più piccole
Ho ascoltato e riascoltato Billie Jean, il mega successo di Michael Jackson. Ho cercato su Internet le sue foto, e compaiono sempre le stesse tre o quattro. Ho visto Living with Michael Jackson (non abbiatemene a male, ma d'ora in poi ne parlerò come MJ, è più semplice e meno lungo da scrivere), stupefacente come una dose di LSD. Non so perchè, ma la sua morte mi ha davvero sconvolta. E' la frase di questo template, "ci sono giorni che non si possono dimenticare mai." Il 25 giugno è uno di quelli, a mio avviso.
Non sono una sua grande fan. Conosco Heal the world, Billie Jean e un'altra canzone. Non so molto su di lui, eccetto le leggende che circolavano sul suo conto. E' giusto dire che quando muoiono alcune persone, che nel bene o nel male sono state grandi, non puoi fare a meno di scordartelo. Ci pensi un po'.
So di essere una ragazza strana, ma io mi domando sempre se queste persone fossero soddisfatte della loro vita, se avessero dei rimpianti e non mi riferisco a quelli confessati ai tabloid il giorno prima (sì, rimpiango di non essermi rasato stamattina), ma a quelli nascosti nel profondo dell'anima. Non riesco a fare a meno di pensare che tutte le persone siano poi intimamente buone, anche se i fatti dimostrano poi il contrario. Sono troppo fiduciosa nel mio Dio, come Egli stesso lo è nei confronti di tutti gli uomini. Non tutti cambiano, non tutti capiscono il male che fanno, eppure mi illudo sempre del contrario. Penso che nel profondo del cuore riguardino la loro vita, o abbiano qualcosa che gli rode.
Son cose che abbiamo tutti, per quanto cerchiamo di celarlo. No, io non ho rimpianti. Cazzate che si dicono, generalmente prima di morire, un po' un autorassicurarsi che si avrà un posto in Paradiso. Non tutti lo avranno. E' dura conquistarsi il Paradiso. Ma, tornando a noi, tu, MJ, li hai dei rimpianti? Quali sono? Vorrei proprio saperlo, vorrei aver dialogato con te una volta.
Ci son date le piccole cose. Sono queste che rimpiangiamo, perchè sono queste le più magiche. Quelle più grandi contano sì e no un mezzo soldo nella nostra vita, nei fatti. Io rimpiango quasi i miei pensieri, non la scelta universitaria, non l'87 dell'esame di maturità. Rimpiango il mio chiudermi continuamente a riccio con chiunque, il mio farmi così del male.
coccola5
venerdì 10 luglio 2009
Ultime novità
Gli esami sono finiti anche per me, finalmente. Non vedevo l’ora. L’orale l’ho fatto venerdì scorso, ma non avevo troppa voglia di scrivere, così vi ho lasciati sulle spine per un po’. Credevo che sarebbero stati qualcosa di sconvolgente, invece se ne sono andati come sono venuti.
Il giorno della prima prova ero un po’ scombussolata, lo ammetto. Mi ha accompagnata a scuola mia madre, in autostrada non ho parlato molto, e mi sono agitata solo quando nel mezzo del Corso sono apparse orde di studenti con il Dizionario di Italiano sotto braccio. “Mamma, quelli vanno tutti a fare l’esame!” ho esclamato, o comunque qualcosa di simile. Sul banco, poi, non ho messo neanche molte cose: penne, matite colorate e matita, dizionario, acqua, l’unica provvista che mi fossi ricordata di portare con me. Un mio compagno aveva la cioccolata e la Gatorade, un’altra panino, acqua e actimel. Manco fossero sul punto di morire! Dei temi ho pensato che erano semplicemente banali, ho scelto l’analisi testuale, quella che so fare meglio. Avevo riletto qualcosa di Svevo il giorno prima e mi sono buttata. Ricordo una cosa in particolare: è stata l’unica volta che ho utilizzato cinque ore scarse per scrivere, copiare e rileggere un tema! La seconda e la terza prova non sono poi andate così male, invece la sera prima dell’orale non riuscivo a rileggere o a ripassare nulla. Messaggiavo con un mio amico e la concentrazione è andata letteralmente a farsi benedire!
Questa settimana me la sono presa un po’ di pausa. Ieri sono andata a Gardaland con una mia amica, è stata una giornata simpatica. Delle varie giostre non ricordavo molto: erano anni che non ci andavo, e non avevo mai fatto “Fuga da Atlantide” o altre cose simili. L’unico inconveniente l’ho avuto ieri sera, e con chi? Ma con Trenitalia, naturalmente!! Alle 22 alla stazione di Peschiera del Garda l’unico posto aperto era il bar, figurarsi la biglietteria o un immaginario Punto Informazioni per sapere qualcosa sul Regionale delle 22.01 che si era letteralmente volatilizzato. La bella vocina registrata che fino a qualche minuto prima annunciava l’arrivo di un treno era andata a dormire o, non so, ha preso freddo e ha avuto un improvviso attacco di mal di gola perché: a. alle 22.30, benché evidente, nessuno aveva annunciato il ritardo del treno o cosa fare, b. quando questo è successo, non si sentiva quasi nulla e il mio ascolto veniva costantemente disturbato da una stronza con la valigia. Ogni volta che l’(alto)parlante apriva bocca, questa si spostava. Ecchecca**o! E scusate la volgarità. Il treno, alla fine, l’abbiamo preso alle 23.30 quando io e la mia amica avevamo una faccia da disperate, tipo immagini di repertorio del TG5, quando gli aerei sono in ritardo di secoli! Siamo arrivate a casa a mezzanotte..
Domenica vado a fare un bel giro in bici, su una pista ciclabile del Trentino. Vi aggiornerò lunedì!
Coccola5
martedì 16 giugno 2009
Working on
Non ho molto tempo per scrivere. Vi dico solo che domani comincio a lavorare: fatemi i migliori auguri, ne avrò bisogno!
Domani sera prometto che aggiornerò il blog per raccontarvi qualche ulteriore mia news!!
coccola5
giovedì 11 giugno 2009
Plasmaferesi
Ho fatto, o per lo meno ci ho provato, la prima donazione di plasma (anche se in teoria doveva essere di sangue).
Va bene, detto così non si capisce proprio niente, ma ora vi spiego tutto per bene e con calma. Avevo programmato per oggi una donazione di sangue, di fatto la prima, così mia mamma mi ha accompagnata in ospedale verso le 7.30, l'ora cui apre il Centro Trasfusionale. Compilate le carte, ho fatto una visita medica e l'esame delle urine. Alla visita, poichè prossima al mio period, la dottoressa mi dice: "Niente donazione di sangue. L'emoglobina è troppo bassa nel sangue. Volendo puoi fare la plasmaferesi." Acconsento, più che altro per non perdere la giornata. La rabbia mi ribolliva dentro.. Comunque, entro in saletta, mi fanno i dovuti prelievi per le analisi del sangue e la plasmaferesi comincia. Finita la prima fase, cioè quella in cui me ne sto a schiacciare una pallina per velocizzare l'uscita del sangue, dovrebbe cominciare la fase del ritorno del sangue, ovviamente senza plasma. La mia povera vena, che non ha retto all'entrata di tanto sangue mi ha dato forfait, sicchè me ne sono rimasta con un bell'ematoma violaceo e pure senza sangue!!
Per domani e qualche altro giorno me ne andrò in giro come se mi fossi spezzata un braccio: devo mettere la crema e le garze. Ok, l'ho messa sul tragico, in realtà tutta questa cosa non lo è stata poi così tanto. Gli infermieri sono molto gentili, scherzano e si parla un po' di tutto. L'unica ad essere agitata ero naturalmente io! =)
Ho finalmente capito anche a che gruppo sanguigno appartengo: B positivo. E' una curiosità che avevo da un po', l'ho scoperto stamattina sulle carte! Per il resto, lo studio continua, con qualche sosta ogni tanto. Tedesco, scusate la vogarità, mi ha proprio rotto il c...o!! Passo a Storia, e a un po' di sano Greco.. Chissà che intanto non mi passi il nervoso?
Aspetto vostre news.
coccola5
martedì 9 giugno 2009
The end, ovvero.. così felice!
Fine di cinque anni sui banchi di scuola. Fine. Suona come una parola meravigliosa alle mie orecchie in questo momento. Dovrò ripassare, fare quella stramaledetta tesina, sforzarmi di stare tranquilla, ma mi aspetta una bella estate.
I miei hanno detto che "si è chiuso un ciclo". Hanno ragione da vendere. L'università cui andrò l'anno prossimo, molto probabilmente l'Interpretariato di Mantova, sarà un po' un'altra scuola. C'è un ambiente molto familiare, si è gran pochi e i professori ti conoscono per nome, ti danno compiti.. ma non interrogano, non fanno verifiche. Sarà quello il bello. Finalmente un po' di pace e di stabilità.
Stamattina, tornando a noi, i prof ci hanno fatto gli auguri per gli esami, hanno fatto una foto con noi e hanno parlato del più e del meno. L'unica ad essere impassibile come sempre, a non avere mostrato un briciolo di entusiasmo per questa splendida giornata è stata K., una mia compagna. Due ore su tre ha fatto un sudoku mentre noi ne sparavamo di tutti i colori. E' l'unica persona ad essere cambiata molto poco dalla quarta ginnasio. La ricordo così anche allora. Molto simile.
Molti di noi sono cambiati in cinque anni. Io stessa ero un'altra agli inizi. Molto timida, impacciata. Poi mi sono aperta, anche se mi ci vuole sempre un po' di tempo. Con alcune persone non ho mai legato, per mancanza di affinità, non per altro. Con altre ho avuto un'infinità di problemi. Con altre ancora ho imparato l'umorismo, l'ironia, la politica e l'attualità. Ho aperto la mente.
In cinque anni mi sono attaccata a dei grandi valori, in cui molti della mia classe credono: libertà di opinione ed espressione, di parola e di stampa, democrazia, uguaglianza, amicizia. C'è un passo di Cicerone, nel De amicitia, che riflette bene i vari tipi di amicizia che ho incontrato lungo la strada. Fra una cosa e l'altra non ho ancora incontrato quell'amico vero. Non mi dispiace. O meglio, mi dispiace, ma ci sarà tempo. Mio padre dice che egli tuttora non ha un migliore amico, come lo capisco!
E quindi eccomi qui. Dopo tante vicissitudini, ce l'ho fatta! Nei prossimi giori, per svariati motivi, accederò poco al blog, quindi voglio fare gli auguri a tutti/e quelli/e che avranno la maturità quest'anno. Ce la faremo!
coccola5
venerdì 5 giugno 2009
Work in progress
Sono finalmente iniziati i lavori per la mia tesina. Questa sera ho fatto per bene tutta la mappa concettuale con Microsoft Word. Avendo Windows Vista, l'edizione di Word non è affatto male, anche se ho litigato per due intensissime ore con le frecce per fare i collegamenti. Me ne serviva una obliqua, che non c'era tra i modelli: dopo averne creata una con la precisione di un geometra tramite Paint, mi sono accorta che bastava girarla.. ergo, io e il mio pc proprio non ci capiamo! L'altro problema è la stampante, che malcela il fatto che le manca il giallo. Perciò, quattro quadrati arrotondati erano diventati tutti blu e viola.. come la rabbia che mi ha pervasa!
Domani sera pizza di classe... sono stanca morta, dormirò in piedi. Tra l'altro ho anche cominciato il ripassone... letto, arrivooooo!!
coccola5
martedì 2 giugno 2009
Auto-scrittura
Quanto vorrei che la mia bella tesina si scrivesse da sola..! Devo ancora cominciarla, sigh!!
Per stasera ne ho abbastanza!
coccola5
lunedì 25 maggio 2009
Guardini - Viva la libertà!
Niente racconti di me, ma un piccolo branetto di un filosofo, Romano Guardini, che mi piace moltissimo:
Voi conoscete le parole, con cui il il coro dell'Antigone esprime il brivido esistenziale di fronte a questa grandezza: "Molte cose nel mondo ispirano sgomento, ma nulla più dell'uomo."
Una tale forma di esistenza è impossibile per un essere che si risolve completamente nell'ambito della natura. Questa possibilità è data però all'uomo, perchè egli è in relazione con qualche cosa che supera l'ambito della natura, qualche cosa che mette l'uomo nelle mani dell'uomo stesso vincolandolo alla norma etica: Dio. Dio si fa strada nella consapevolezza dell'uomo; questa realtà, che è inseparabilmente legata alla libertà e che, come la libertà, non può essere affatto dissolta sul piano psicologico o su qualche altro piano, noi la chiamiamo coscienza. Non c'è nessuna libertà senza coscienza - tanto meno può esserci coscienza, responsabilità morale in un essere che non è libero.
Solo chi sa di essere vincolato dalla verità, ha delle opinioni proprie e delle parole proprie. Solo chi rispetta l'inviolabilità della sfera personale altrui, ha diritto all'inviolabilità della propria. Solo chi vede nel lavoro e nella professione non soltanto un mezzo per guadagnare denaro, ma il modo in cui compiere la propria opera responsabilmente nei confronti del tutto, può scegliere la propria strada in modo giusto.
Solo chi acquisisce rettamente la proprietà e riconosce quella degli altri, ha diritto ad essa. In una parola: soltanto colui che, come ha detto Kierkegaard, sta ritto in se stesso, ma davanti a Dio, può esistere come persona.
Se queste condizioni non sono soddisfatte, la libertà diventa arbitrio. Ma l'arbitrio è già in se stesso schiavitù - il fatto poi che si trasformi in schiavitù anche sul piano esteriore, sul piano storico, su quello politico, dipende solo dalle circostanze.
Ditemi cosa ne pensate!
coccola5
ps. il brano è tratto dal secondo discorso di commemorazione del gruppo "La rosa bianca", gruppo di cui già vi avevo parlato. Bacini.
domenica 3 maggio 2009
Gossip o politicamente interessante?
Breve commento agli ultimi avvenimenti. Immagino avrete sentito tutti della festa della 18enne cui il nostro Silvio ha partecipato. E credo di sapere perchè. Perchè questa notizia, di puro gossip, è finita su tutti i telegiornali.. Oh, sorpresa! Mai l'avrei detto! E purtroppo, il nostro Paese non è poi così nuovo a tali avvenimenti, a tali intromissioni, giacchè spesso se ne parla per il Papa, del gossip, del pettegolezzo, nel tg, la notizia seria e possibilmente confermata. E, necessariamente, di un qualche valore socio barra economico barra politico per gli ascoltatori. Che Paese di alto livello morale!
Ma passiamo ad altro. Il ponte del primo maggio è andato bene. Venerdì sono finalmente uscita a cavallo, con la mia Beauty, la mia cavallina storica. Storica perchè vado a spasso con lei da quando avevo 9 anni, quindi da più di 10 anni. Mio papà dice che ormai si avvia alla pensione, ed effettivamente è vero, perchè ha 21 anni, e i cavalli ne vivono in media 30. Proprio non riesco a immaginarmi a cavallo senza di lei. Eccetto qualche volta, sono sempre uscita con lei e, sostanzialmente, per me è quasi come stare su un divano. Non devo tenerla troppo sotto controllo, anche perchè, viaggiando da tantissimo, sa sempre dove mettere i piedi, dove passare per essere al sicuro. Prometto di postare una sua foto entro poco tempo!
Tra ieri e oggi ho studiato quasi solo Matematica, avendo un compito di teoria domani. Vi assicuro che è strano terminare di studiare alle 18, di solito arrivo a casa a quest'ora, e anche la domenica studio sul tardi.
Sto benissimo. Qualcuno mi dica che domani non è lunedì.
coccola5
domenica 26 aprile 2009
Pioggia
Piove da un po'. La pioggia, sopratutto quando sono in casa ad osservare fuori, mi ricorda sempre la poesia di D'Annunzio, La pioggia nel pineto. D'Annunzio, o "il Tano", come lo chiama il mio professore di Italiano (il vero nome sarebbe Gaetano Rapagnetta!), non è un autore che amo particolarmente, e le sue poesie mi sembrano frivole, prive di significato, piene soltanto di suoni. Preferisco Leopardi, o Pascoli, per la loro schiettezza e semplicità. Leopardi è pessimista, questo è vero, ma in fin dei conti dice la verità. Cosa che personalmente preferisco all'illusione. Non che poi la vita sia orribile, ma in fondo c'è questo.
Restando sempre in tema letteratura, ho preso in mano Anna Karenina di Tolstoj. Farò del mio meglio per leggerlo tutto, spero di non stancarmi. Sono 1200 pagine, ma sono scritte bene, e magari quando la narrazione avrà preso forma non mi dispiaceranno più di tanto. In programma ho il De bello civili di Cesare e Venuto al mondo, il nuovo romanzo della Mazzantini. Alcuni mesi fa ho letto anche Non ti muovere, il suo primo libro. Si legge d'un fiato, anche se quel libro ha avuto una storia tutta sua, per quanto mi riguarda. L'avevo iniziato qualche anno prima, e poi l'avevo trascurato perchè non mi piaceva particolarmente. Poi l'ho ripreso in mano e l'ho amato. Succede così per tutti i libri che riprendo in mano. Quando non riesco a portare avanti un libro che in libreria mi aveva ispirato, significa che non è il momento giusto per leggerlo, e quindi passo ad altro.
Voi che state leggendo? Cos'avete in programma?
Aspetto vostre notizie,
coccola5